Javier Valdez, nello stato di Sinaloa, lo stato del “Chapo” Guzman, Jonathan Rodríguez Córdova e Sonia Cordova, nello stato di Jalisco.
Javier Valdez, reporter per il settimanale Riodoce e corrispondente per il quotidiano La Jornada, è stato intercettato da un gruppo di sicari al suo arrivo nella sede del suo giornale e ucciso a colpi di arma da fuoco in mezzo alla strada e alla luce del giorno, nel centro di Culiacan, la capitale di Sinaloa. Valdez è stato uno dei più importanti e coraggiosi giornalisti nel raccontare le interconnessioni tra poteri economici (legali e illegali) e stato. Aveva vinto una serie di premi in Messico e all’estero, fra cui il Press Freedom Award americano. Il suo ultimo libro è intitolato “Narco-giornalismo: la stampa fra il crimine e la denuncia”.
Sonia Cordova, era direttrice commerciale de “El Costeño de Autlan Jalisco” è stata uccisa assieme al figlio, giornalista dello stesso settimanale, Jonathan Rodriguez Cordova, l’esecuzione attorno alle 7 della sera. Jonathan nei mesi precedenti aveva subito intimidazioni da gruppi armati.
Jalisco e Sinaloa sono stati altamente attraversati dalla “guerra alla droga” che dal 2006 è diventata strumento di spartizione di potere e scontri tra gruppi del narcotraffico, stato messicano e multinazionali. Chi paga il conto sono giornalisti, attivisti sociali, donne e chiunque si opponga e chieda giustizia sociale.
Sale così a 8 dall’inizio dell’anno il numero dei giornalisti uccisi in Messico dal narcopotere.

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