15 maggio 2017 Danilo Rivolta, primo cittadino a Lonate Pozzolo, è accusato di aver avvantaggiato lo studio di progettazione del fratello Fulvio Rivolta, finito anche lui in manette come Orietta Licati sua compagna e quattro imprenditori.

15 febbraio 2017 Fabio Rizzi, consigliere regionale Lega Nord arrestato per tangenti sugli appalti odontoiatrici, viene considerato un fedelissimo del governatore. E da presidente della commissione permanente sulla sanità ha firmato la riforma in Lombardia. Una sorta di assessore ombra dopo la “cacciata” di Mario Mantovani, pochi giorni dopo arrestato per corruzione.

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Scandalo sanità e Lega Nord: tra gli intercettati anche i bresciani Bruno e Davide Caparini, e Angelo Colosio
Nessuno di loro è iscritto al registro degli indagati: ma le intercettazioni appunto rivelerebbero i “contatti” tra i tre e soprattutto Fabio Rizzi, il “capofila” dell’inchiesta milanese. Sembra che la “mission” di Rizzi fosse aprire una società a Dubai, punto di partenza per un potenziale giro d’affari nei Paesi emergenti, su tutti Cina e Brasile.

Questa la squadra ipotizzata: Fabio Rizzi e Mario Valentino Longo – altro arrestato nell’inchiesta sulla sanità – a formare la società, padre e figlio Caparini a fare da fornitori. Cioè a gestire il flusso di macchinari e attrezzature gestendo i contatti con le aziende bresciane. Anche l’ex sindaco Colosio avrebbe dovuto rappresentare alcune aziende di settore.

Pare addirittura che un primo viaggio in Cina fosse alle porte, con i biglietti già pronti. Ma alla porta sono arrivati i Carabinieri, e ai polsi le manette. Alcune intercettazioni: se Longo non si fida fino in fondo di Bruno Caparini – “.. è terrificante..” – Rizzi lo tranquillizza: “Bruno c’è dentro da 60 anni”. “Cerchiamo di portare a casa subito il risultato – conclude Rizzi – Con Cina e Brasile noi stiamo a posto, senza altri problemi.”

27 settembre 2016 altro capitolo dell’indagine sulle tangenti nella sanità: Donato Castiglioni, ex responsabile organizzativo della Lega Nord provinciale, ha patteggiato a Varese, dove nel frattempo era transitato il fascicolo sulla sua posizione processuale, 2 anni per corruzione, assistito dall’avvocato Alberto Zanzi.

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PARENTOPOLI – il nepotismo verde, quello che guarda agli interessi delle famiglie leghiste.

Il Senatur Bossi aveva provveduto a piazzare il fratello Franco a Bruxelles, a fare l’assistente all’europarlamentare Matteo Salvini. Il figlio Umberto invece era stato piazzato al consiglio regionale della Lombardia, eletto a Brescia. La moglie del leader, Manuela Marrone, invece, ha ricevuto un contributo di 800.00 euro per la sua scuola privata di chiara ispirazione padana.

Il favoritismo dei parenti aveva raggiunto il culmine nella parentopoli piemontese che ha visto protagonista la giunta dell’ex governatore leghista del Piemonte Roberto Cota.

Nella sua segreteria c’era Michela Carossa, figlia di Mario, capogruppo della Lega in Regione.

Capo di gabinetto del governatore è Giuseppe Cortese, che aveva trovato lavoro pure alla moglie, Isabella Arnoldi, diventata portavoce dell’assessore leghista Massimo Giordano, fedelissimo di Cota.

Ombre in un concorso per funzionari alla provincia di Brescia. 700 concorrenti per 8 posti. Per più di metà – ricostruisce il dossier- ci sarebbe puzza di raccomandato. Tra i vincitori figurava, infatti, Sara Grumi, figlia di Guido, assessore leghista al Comune di Gavardo e candidato alle regionali. C’era poi anche Katia Peli, nipote dell’assessore provinciale all’Istruzione, leghista pure lui, Aristide Peli.

Lavoro assicurato per Silvia Raineri, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Concesio e moglie del vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi. Vittoria anche per Cristina Vitali e Anna Ponzoni: tutte e due lavoravano già in Provincia, guarda caso entrambe per l’assessorato già guidato dal leghista Giorgio Bontempi.

Verona, dove alla moglie del sindaco Flavio Tosi l’elezione del marito ha messo in tasca 45 mila euro all’anno in più. Stefania Villanova lavorava già in Regione, ma è diventata tutt’a un tratto dirigente e messa a capo della segreteria dell’assessorato regionale alla Sanità.
Friuli, i leghisti le moglie se le sono incrociate. L’ex presidente del consiglio regionale Ballaman assunse Laura Pace, moglie dell’allora sottosegretario agli Interni Maurizio Balocchi. Lui si prese in carico Tiziana Vivian, ex fidanzata dello stesso Ballaman.

Padova, l’ex segretario provinciale della Lega Maurizio Conte – oggi diventato assessore nella giunta Zaia – affidò l’incarico per progettare e dirigere i lavori di un nuovo polo scolastico a suo fratello Tiziano Conte. Con regolare bando di concorso.

Bergamo, nell’estate del 2009, l’architetto Silvia Lanzani, fu incaricata, per 13.754 euro, di curare il progetto preliminare della nuova centrale di sterilizzazione dell’ospedale di Treviglio, diretto dal leghista Cesare Ercole. Silvia Lanzani è della Lega e fa l’assessore alle Infrastrutture in Provincia.

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CHRISTIAN MALANGONE:

Ex Direttore Generale Expo 2015 Spa

—> CONDANNATO a 4 mesi di galera per corruzione nel processo che riguarda anche Maroni. Quindi corrotto condannato e potenziale corruttore.

MARIO MANTOVANI:
Ex Vice Presidente Regione Lombardia, Ex Assessore alla Sanità della Giunta Maroni, Ex Senatore
—> ARRESTATO per corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e tangenti sul trasporti dei dializzati su pressioni di Massimo Garavaglia.

MASSIMO GARAVAGLIA:
Assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione della Regione Lombardia, braccio destro di Maroni
—> INDAGATO per turbativa d’asta sul trasposto dializzati (di cui sopra).

BRESCIA 2011 – Arrestati nel bresciano due assessori. Sono della Lega Nord ed hanno intascato una bella mazzetta. Si tratta dell’Assessore all’Urbanistica e quello ai Lavori Pubblici del Comune di Castel Mella, Mauro Galeazzi, e Marco Rigosa. I due Assessori sono stati arrestati per una mazzetta di 22mila euro, serviti per ammorbidire i controlli  e chiudere un occhio, anzi tutti e due, sulla realizzazione di un Centro Commerciale. Con loro sono stati arrestati anche Andrea Piva, un Geometra libero professionista 36enne di Rodengo Saiano, e Antonio Tassone, 68 anni di Lumezzane, imprenditore.

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