In effetti, questo accordo che deve essere ratificato dal parlamento greco, prima di essere approvato dall’Eurogruppo, è una nuova catastrofe per il popolo greco. Questo sarà definito molto concretamente nella discussione che si concluderà con il voto del 17 maggio.

Per raggiungere gli obiettivi fissati dai creditori, la Grecia , che ha avuto nel 2016 un avanzo del 4,2%, ne dovrà avere un’avanzo del 1,75% nel 2017, e del 3,5% nel 2018, e questo sarà possibile solo con l’accettazione di 140 “misure supplementari”, contro gli interessi popolari, corrispondenti a tagli per 3,8 miliardi per il periodo 2019-2020.

Tra queste, una nuova riduzione delle pensioni tra il 9% e il 18%, dopo le riduzioni a ripetizione di circa il 50% in media dal 2010, che hanno contribuito a immiserire ulteriormente una popolazione colpita dalla disoccupazione.

Le tasse aumenteranno colpendo esclusivamente i salari bassi e medi, la soglia di non tassabilità passerà da 8640 a 5680 euro annui.

I supermercati e centri commerciali potranno aprire 32 domeniche all’anno nelle zone considerate turistiche (Atene, Salonicco, tutte le coste greche e dintorni!!! Cioè tutta la Grecia). A questo proposito il ministro dell’Economia Dimitri Papadimitriou spiega che il governo era in disaccordo, ma che “possiamo considerarla una modernizzazione, visto che l’aperture dei magazzini la domenica c’è nella maggior parte dei paesi europei e negli USA”…..

E’ questo tono, tra cinismo e rozzezza che porta al nuovo arretramento di questo governo, che ha già tanto deluso chi aveva creduto nei suoi discorsi radicali.

Tsipras dichiara che la riduzione delle pensioni toccherà solo 1/3 dei pensionati, e che del resto se l’economia andrà bene, l’aumento delle tasse per i lavoratori saranno meno del previsto. Così un lavoratore che guadagna 10.000 euro oggi ne paga 300, se tutto va bene ne pagherà solo 750 invece di 900 come previsto!

Tsipras si compiace di aver convinto l’UE a lasciare i contratti collettivi: in realtà ciò si deciderà in una prossima valutazione, invece, i licenziamenti vengono subito facilitati….

Le reazioni politiche sono quelle Farisee della destra e del PASOK che vogliono giocare la carta populista…… dopo aver smantellato le conquiste sociali tra il 2011 e 2015.

Senza dimenticare che la grande borghesia utilizza l’argomento dell’asfissia reale delle piccole e medie imprese, per esigere meno tasse per le aziende.

A sinistra la condanna e chiaramente dura, ma alle sconfitte delle lotte, al tradimento elettorale, all’isolamento europeo, si aggiunge l’assenza di unità.

Il 1 maggio i cortei erano consistenti….. ma più separati che mai: la stessa Antarsya, una parte sfilava a due chilometri dall’altra.

E’ evidente che l’unità d’azione sarà decisiva per progredire, e bisognerà ricostruirla subito per la riuscita dello sciopero generale dichiarato per il 17 maggio.

 

D’Athènes, A. Sartzekis

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