IL 28 FEBBRAIO 1921,inizia La Rivolta di Kronstadt. Di Claudio Taccioli
Gli Anarchici hanno dato ampio contributo allo sviluppo della Rivoluzione in Russia, perché da politica si trasformasse in sociale. Eppure a Pietrogrado, nella primavera del 1921, lo stato d’assedio continuava ed era quasi impossibile aggirarsi per le strade. Pietrogrado sembrava una città morta; circolavano soltanto soldati e operai armati. Non si trovava un solo Anarchico in libertà. solo a Mosca qualche gruppo viveva di vita stentata: la Federazione Anarchica e il gruppo Anarco-sindacalista Golos Truda, quello degli Universitari. Si vedevano qualche volta i militanti più famosi, come Emma Goldman appena giunta dagli Stati Uniti che l’avevano messa al bando, Aleksandr Berkman e altri che non facevano parte di nessun gruppo, ma erano sorvegliatissimi. Molti di questi Anarchici avevano collaborato fino a quel momento col governo bolscevico. Che cosa era dunque successo? Due eventi storici gravissimi: la repressione in Ucraina contro i Maknovisti e la distruzione del Soviet dei marinai di Kronstadt, in cui erano rappresentati Anarchici, comunisti e altre forze rivoluzionarie. La città fortezza di Kronstadt, principale base della flotta russa nel Baltico, posta a difesa della capitale Pietrogrado, fu costruita nel 1710 da Pietro il Grande. Lungo tutta la storia del movimento rivoluzionario russo, e in particolare negli eventi che portarono alla vittoria la rivoluzione sovietica, la guarnigione di Kronstadt ebbe funzione di guida e di esempio. I marinai di Kronstadt, onore e gloria alla rivoluzione, come li aveva definiti Trotsky nel 1917, testimoni appassionati del logoramento dello spirito rivoluzionario e della fame terribile di cui pativano le masse lavoratrici russe, insorgono nel tentativo di restaurare la democrazia operaia diretta nel partito. La rivolta dura dal 28 febbraio al 18 marzo 1921 e viene spietatamente repressa dall’Armata Rossa. Con la parola d’ordine “liberi soviet”, i marinai della base navale del golfo di Finlandia si ribellarono contro il governo bolscevico, che pure avevano aiutato a conquistare il potere, e fondarono una comune rivoluzionaria che sopravvisse 18 giorni, prima di soccombere di fronte alle truppe inviate contro di loro attraverso il ghiaccio. I marinai avrebbero potuto difendersi bombardando e spezzando il ghiaccio, ma non lo fecero. La battaglia fu, comunque lunga e selvaggia e le perdite gravi da entrambe le parti. Gli Anarchici scampati al massacro sostengono che si è trattata della prima gravissima manifestazione di terrore di tipo staliniano ai danni della sinistra rivoluzionaria, e sottolineano il fatto che gli stessi bolscevichi autori diretti o indiretti della repressione finiranno vittime della controrivoluzione stalinista. E così decine e decine di vecchi bolscevichi, nomi noti e meno noti, accorsero a battersi contro i rivoltosi di Kronstadt convinti di difendere la rivoluzione, mentre in realtà aprivano la strada alla dittatura staliniana che si impadroniva del partito approfittando della fame, dell’arricchimento dei contadini, della morte dei veri rivoluzionari nella guerra civile, e soprattutto delle condizioni in cui versava la Russia, sola e arretrata.
Il programma di Kronstadt fu adottato il 28 febbraio dai marinai della corazzata “Petropavlovsk” e accettata in seguito da tutti i marinai, soldati e operai di Kronstadt.
La parte iniziale della risoluzione mostra lo stretto legame che esisteva tra i movimenti di Pietrogrado e di Kronstadt. Il tentativo di Trotsky di opporre gli operai di Pietrogrado a quelli di Kronstadt allo scopo di consolidare la leggenda del carattere controrivoluzionario del movimento di Kronstadt urta con Trotsky stesso: nel 1921, Trotsky, infatti, perorando la necessità nella quale si era trovato Lenin di sopprimere la democrazia all’interno dei soviet e del partito, accusava le grandi masse, nel partito e al di fuori del partito, di simpatizzare con Kronstadt. Ammetteva dunque in quel momento che, sebbene gli operai di Pietrogrado e dell’opposizione operaia non fossero giunti sino alla resistenza a mano armata, la loro simpatia almeno andava Kronstadt.
Certo, Trotsky merita la stima del movimento operaio internazionale per avere rifiutato, a partire dal 1928, di continuare a partecipare alla degenerazione burocratica e alle nuove “epurazioni” destinate a privare la rivoluzione di tutti i suoi elementi di sinistra; merita di essere difeso contro la calunnia e gli attentati di stalin. Ma tutto ciò non dà a Trotsky il diritto di insultare le masse lavoratrici del 1921. Al contrario! Più di chiunque altro, Trotsky avrebbe dovuto fornire una nuova valutazione dell’iniziativa presa da Kronstadt, iniziativa di un valore storico considerevole, iniziativa presa da militanti della base al fine di lottare contro la prima “epurazione” sanguinaria intrapresa dalla burocrazia.
La risoluzione di Kronstadt si pronunciava per la difesa dei lavoratori, non soltanto contro il capitalismo burocratico di stato, ma anche contro la restaurazione del capitalismo privato. I lavoratori di Kronstadt perseguivano degli scopi rivoluzionari lottando contro i tentativi reazionari della burocrazia e servendosi di mezzi onesti. Sin dall’inizio, i burocrati di Pietrogrado impiegarono il sistema degli ostaggi arrestando le famiglie dei marinai, soldati dell’armata rossa e operai di Kronstadt che abitavano a Pietrogrado. La detenzione degli ostaggi fu portata a conoscenza di Kronstadt tramite dei volantini lanciati da un aereo.

A) ALTRO SI PUO’ LEGGERE IN:

– ISRAEL GETZLER – L’EPOPEA DI KRONSTADT (1917-1921) –Einaudi
– LE IZVESTIJA DI KRONSTADT – Jaca Book
– Ida Mett – 1921: LA RIVOLTA DI KRONSTADT – Partisan edizioni
– PAUL AVRICH – KRONSTADT 1921 – Res Gestae (anche altra edizione precedente: OSCAR MONDADORI)

– Jean-Jacques MARIE – Kronstadt 1921:Il Soviet dei marinai contro il governo sovietico . UTET

B) SULLA RIVOLUZIONE RUSSA si possono leggere, anche, i libri dei e sui rivoluzionari vinti e repressi dai bolscevichi:

– VOLIN – LA RIVOLUZIONE SCONOSCIUTA (varie edizioni. Ora edito come “LA RIVOLUZIONE UCCISA. GLI ANARCHICI IN RUSSIA: 1917-1921 – edizioni RES GESTAE).
– PAUL AVRICH – L’ALTRA ANIMA DELLA RIVOLUZIONE – edizioni Antistato Cesena
– RUDOLF ROCKER – BOLSCEVISMO ED ANARCHISMO –La Fiaccola
– ARTHUR LEHINING – MARXISMO E ANARCHISMO NELLA RIVOLUZIONE RUSSA – edizioni Antistato Cesena
– G.P. MAXIMOFF – GLI ANARCOSINDACALISTI NELLA RIVOLUZIONE RUSSA – cp editrice

– OSKAR ANWEILER – STORIA DEI SOVIET 1905-1921 – Laterza

– EMMA GOLDMAN – LA SCONFITTA DELLA RIVOLUZIONE RUSSA E LE SUE CAUSE – La Salamandra
– MAX LEROY – EMMA LA ROSSA – Elèuthera
– EMMA GOLDMAN – VIVENDO LA MIA VITA: 1917-1923 – Zero in condotta

– MICHEL RAGON – LA MEMORIA DEI VINTI (DALLA BANDA BONNOT ALL’OTTOBRE ALLA GUERRA DI SPAGNA AL SESSANTOTTO. UN GRANDE AFFRESCO LIBERTARIO. E UNA STORIA D’AMORE). – Nuove Edizioni Internazionali (distribuito da Jaca book)
– VLADIMIR ZAZUBRIN . LA SCHEGGIA – Adelphi

– Jean-Pierre GIBRAT – MATTéO – Alessandro Editore (3 volumi).

C) SUL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO ANARCHICO IN UCRAINA:

– NESTOR MACHNO . LA RIVOLUZIONE ANARCHICA E ALTRI SCRITTI – M&B (anche altre edizioni)
– ALEXANDER SHUBIN – NESTOR MACHNO: BANDIERE NERE SULL’UCRAINA – Elèuthera
– PETER ARSIMOV – LA RIVOLUZIONE ANARCHICA IN UCRAINA – PGRECO (anche altre edizioni precedenti).

D) ALTRI PUNTI DI VISTA SUI SOVIET E SULLA RIVOLUZIONE RUSSA:

– ROSA LUXEMBURG – SCRITTI POLITICI ( a cura di Lelio Basso) – Editori Riuniti

– ANTON PANNEKOEK – ORGANIZZAZIONE RIVOLUZIONARIA E CONSIGLI OPERAI – Feltrinelli
– KARL KORSCH – SCRITTI POLITICI – Laterza

E) E MI GUARDEREI.

– IL DOTTOR ZIVAGO di David Lean (1965)
– L’ARMATA A CAVALLO di Miklos Jancso (1968)
– REDS di Warren Beatty (1981)

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