Potrebbe esserci il timore, vero o presunto, di perdere il controllo sulla Corea del Nord dietro l’omicidio in Malaysia di Kim Jong Nam, fratellastro di Kim Jong Un e fino al 2001 considerato l’erede designato alla guida del regime. Le modalità dell’omicidio è l’utilizzo di aghi nascosti (o uno spray tossico) per avvelenare la vittima ricordano metodi già utilizzati dagli agenti segreti del Nord. Kim Jong Nam è stato a lungo critico sulla gestione del potere a Pyongyang e sulla successione dinastica. La sua morte arriva a stretto giro dall’epurazione del ministro della Pubblica sicurezza e quando sono trascorse poche settimane dal tour di interviste a giornali e tv di mezzo mondo, con le quali l’ex viceambasciatore nordcoreano a Londra, riparato a Seul la scorsa estate, faceva capire che parte delle élite del regime è insofferente verso il giovane dittatore. Che ora quindi potrebbe voler cementare ulteriormente il proprio comando.

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