Circa 32 anni or sono, nello stadio di S. Siro a Milano, chi l’avrebbe mai detto, avevo pensato a Simona senza sapere chi fosse. Non la conoscevo.  Avevo immaginato la sua pena nello star tanto male da non poter vedere il Boss che si accingeva a cantare.  Per un attimo avevo inseguito con lo sguardo la sirena impazzita tra la folla acclamante; poi ero tornato invece a farmi prendere dall’entusiasmo della trepidante attesa… quel venerdì 21 giugno 1985, il primo concerto di Springsteen in Italia… io inebriato dal fumo e rapito dal mitico cantautore… e lei, Simona, giovinetta, nell’autolettiga.  L’avrei rivista, o meglio, conosciuta, solo tre anni fa, quando decisi di militare in S.A.

Flavio, hai detto bene: lei non mancava alle riunioni, rendeva più piacevole la conversazione, allietava la durezza di certe argomentazioni prendendoci tutti per la gola con una torta dolce o anche salata.

Ricordo ancora la sua voglia di esserci e di contare: era sempre in prima linea nei cortei, nelle manifestazioni, con urlata collera, e sorretta da una forza trepidante ma vigorosa come se dovessimo sferrare l’ultimo assalto decisivo al Palazzo d’Inverno… lei, fiera, con un fiore rosso che portava sul pastrano a mò di coccarda, sì da sembrare una girondina ribelle grondante di ideali libertari.

Rammento un giorno di due anni fa… una manifestazione come altre… abbandonato alle mie incognite che immancabilmente affiorano alla mente per pormi dubbi esistenziali, me ne andavo su e giù per il piazzale che, nel frattempo, invece, si riempiva di compagni per lo più delusi e di migranti incazzati allorquando fui attirato da una voce un po’ stanca e un po’ roca, sì, ma fresca, come trasportata, anzi trasferita di colpo dal vento, un festoso gorgoglio di acque sorgive, esplodente in una musicalità suadente…

Era Simona: la sua voce riuscì a raggiungermi tra sordidi rumori di ferraglia fuoriuscenti da blindati senz’anima che, pur standosene muti, proferivano tutta la loro malcelata indisponenza, la loro ingenerosa presenza; all’inverso, la presenza di lei sembrava sprigionare la libera odorosa essenza di fiori sparsi nel colorato manto erboso estraendoli da sotto gli stivali di militi stipati in riluttanti divise intasate del tragico ruolo opprimente di sempre, e che poco tempo dopo avrebbero infierito con randellate in testa ad una ragazza, con la ferma volontà di spezzarle l’illusione di poter cambiare il mondo, rea di parteggiare per i senza patria e senza dio, per aver rivendicato gridando fraternità lavoro e giustizia, nella stessa piazza dove ancora si vorrebbe vendetta per il sangue versato, dove coi caschi e gli scudi c’è chi pretende di cancellare la storia, utilizzando la rabbia di cani ubbidienti, rabbia trattenuta da transenne costantemente in aumento, transenne spinte dai compagni perché cadano giù e mantenute in piedi dai difensori dell’ordine costituito… Durava a lungo l’attesa di chi avrebbe mollato per primo la presa… Nell’aria il fluire di mille tormenti, paure e pensieri incalzanti … Gli occhi increduli di chi cercava pace e riceveva manganellate

Rivedo il volto di Simona, lo sgomento e la sua indignazione a stento repressa…

Rivedo il suo viso, la rivedo raccontare senza rancore, rammento la sua disponibilità, il suo altruismo; ne ammiravo l’energia, la lealtà, il coraggio, il suo sorriso contagioso…

Immagino il vento dirigere la tua folta chioma  /  su un nobile e fiero destriero   /   saranno lunghe e vaste distese e accoglienti  /   praterie celesti  /   dove alloggia la libertà, dov’è l’essenza delle cose, del mondo e della bellezza suprema.

La tua assenza è una botola aperta che non ci lascia passare  /  E’ l’assenza dei canti di uccelli con l’arrivo del buio “.

Non resta che aspettare domani, la luce, i raggi del sole, un narciso che appaia all’improvviso, e che, come una stella, ci sorrida, ci illumini e ci indichi il cammino, ci dia la forza di continuare a lottare per realizzare un mondo migliore.  Bello crederci, difficile a farsi.    A volte si è tentati di cedere e di arrendersi al nemico.  Ma non vorremmo e non vorremo desistere.

E forse neanche Simona vorrebbe.

Vic (Vincenzo)

Annunci