1917-2017. Cominciamo a pubblicare (per i nostri lettori bresciani un po’ pigri, visto che è materiale disponibile su molti siti, a cominciare dal quello interessantissimo pubblicizzato nell’articolo di Sauro precedente a questo), una serie di documenti per ricordare il centenario dell’Assalto al cielo di un secolo fa. Lo si fa sia per ricordare (historia magistra vitae?) sia per spaventare un po’ i borghesi, vecchio vizio “rivoluzionario”. Oddio, è vero che oggi si spaventano persino per uno scioperino qualsiasi, tanto si sono abituati a star tranquilli., figuriamoci per una rivoluzione che li ha espropriati di tutto (in qualche caso persino delle loro vite!). Ma tanto, penseranno, questi qui sognano, e non sono pericolosi. Mah…..chi vivrà, vedrà.

22 gennaio (il 9 secondo il calendario giuliano ancora in vigore allora in Russia): grandi manifestazioni celebrative dell’anniversario della «domenica di sangue», organizzate dai bolscevichi, si tengono in tutte le grandi città russe.

3 marzo (18 febbraio): «sciopero all’italiana» (rallentamento della produzione) nelle officine Putilov contro il carovita e alcuni licenziamenti. La direzione chiude la fabbrica il 7 marzo (22 febbraio), gettando sul lastrico i 30.000 dipendenti. Scioperi di solidarietà si allargano a macchia d’olio a tutta Pietrogrado.

8 marzo, giornata internazionale della donna (23 febbraio), sciopero generale delle operaie «contro la fame, la guerra, lo zarismo». I cosacchi rifiutano di sparare: è l’inizio della «Rivoluzione di Febbraio».

Dal sito 1917, i 12 mesi che sconvolsero la storia


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