Personalmente sono abbastanza contrario alle contribuzioni in denaro da
parte dei privati, penso che tutto il denaro che serve ce lo debba
mettere lo stato. Ove questo non accadesse reputerei i nostri soldi
meglio spesi se destinati a far affermare quel concetto. Questo non vuol
dire che non possiamo fare ugualmente qualcosa, destinato
specificatamente alle popolazioni colpite dal terremoto. Sicuramente
quelle persone, sopratutto quelle che rimarranno nelle tendopoli o
comunque negli accampamenti che verranno allestiti, avranno molto
bisogno di vicinanza, affetto e di non sentirsi lasciati soli e
abbandonati, come è abbastanza inevitabile che succeda appena si saranno
spenti i riflettori e non sarà più così facile fare audience sull’onda
della comozione del momento. A me piacerebbe che, se avessimo e
decidessimo di destinare dei soldi, questi venissero utilizzati allora,
fra un paio di mesi o tre, per portare quella vicinanza di cui dicevo
sopra. Possiamo aspettare di individuare un qualche progetto che ci
piace particolarmente, oppure tentare di metterne uno in piedi
autonomamente: che so, potremmo noleggiare un camper e metterlo a
disposizione di chi vuole andare a fare musica, o teatro, per dire la
prima cosa che mi viene in mente; oppure aiutarli a mettere su qualche
pagina on line, del tipo, “la voce di chi resiste”, in modo che possano
continuare a far sapere al mondo quello che vivono e quello di cui hanno
bisogno.
My two cents e un abbraccio
Simone Lorenzoni

Annunci