La Policía turca mata a refugiados sirios que tratan de cruzar la frontera. Questo il titolo di Publico.es di oggi.

Da Euronews

L’accordo tra Bruxelles ed Ankara sui migranti prevede il rientro degli illegali dalla Grecia alla Turchia a partire dal 20 marzo. Questo in cambio di altri 3 miliardi di euro entro il 2018.

Un documento che suscita proteste e preoccupazioni sia da parte delle Nazioni Unite che da parte di organizzazioni umanitarie.

A partire dal 20 marzo, sono infatti iniziate le procedure per il rientro in Turchia di tutti i migranti irregolari in viaggio verso le isole greche. I ritorni veri e propri però, cominceranno a partire dal 4 aprile. Una data che alcuni esperti considerano non realistica.

Fra le preoccupazioni il fatto che veri rifugiati, o comunque persone che hanno il diritto per aspirare a questo status, possano essere trattate come migranti illegali ed essere quindi rispedite in Turchia pur provenendo da territori come la Siria.

Cosa dice il testo?
http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/03/18-eu-turkey-statement/

Ankara accetta il principio che tutti i migranti (rifugiati o persone in cerca di lavoro) che vanno in Grecia torneranno in Turchia. Per ogni migrante tornato indietro, il governo turco invierà un migrante siriano nella Ue. È il meccanismo che viene ritenuto unanimemente in grado di scoraggiare i viaggi nell’Egeo. Nel testo si prevede anche un’accelerazione dei primi 3 miliardi di euro ad Ankara e l’apertura del capitolo negoziale 33 (quello che riguarda appunto il budget) per l’adesione della Turchia all’Ue. Per assicurare i detrattori dell’accordo, la Turchia garantisce che saranno escluse tutte le forme di espulsione collettiva e verranno rispettati gli standard internazionali ed il principio di non respingimento.

A giugno si ricomincerà anche a parlare di una futura adesione della Turchia all’Unione Europea.

Un accordo la cui attuazione rischia di essere assai complicata. I Paesi membri hanno accettato di creare almeno 18.000 posti per profughi. 54.000 altri posti extra saranno su base volontaria. Dopo gli attentati di Bruxelles però, Paesi come la Polonia si sono chiamati fuori e hanno detto che non accetteranno rifugiati musulmani.

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Cosa è stato detto al riguardo?
Una reazione spettacolare è arrivata dall’Acnur, l’agenzia Onu per i Rifugiati.

Acnur ha infatti deciso di ridefinire il proprio ruolo. “Controllerà quello che accade senza aiutare visto che gli uomini del Palazzo di Vetro non vogliono essere parte dell’accordo Ue-Turchia”, ha affermato la portavoce Melissa Fleming il 22 marzo.

Medici senza Frontiere

L’organizzazione ha deciso di smettere di lavorare al campo di Moria sull’isola di Lesbo i Grecia. Non si occuperà più nemmeno dei collegamenti coi bus dato che il campo è diventato un centro di espulsione. Msf si è anche ritirata dalla località di Idomeni per motivi di sicurezza dopo che due migranti si sono dati fuoco per protesta.

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