In Brasile il riformista Lula sconfigge il candidato dell’estrema destra, il criminale Flavio Bolsonaro (figlio del noto delinquente Jair). In Serbia la lista promossa dagli studenti, cuore delle mobilitazioni degli ultimi due anni, sconfigge la coalizione della destra nazionalista guidata dall’ex presidente Vucic. Non è certo la rivoluzione proletaria (non lo sono mai le elezioni, non illudiamoci), ma è sempre meglio lottare in condizioni meno sfavorevoli che sotto il tallone dei reazionari. O no? Intanto DUE a ZERO e…palla a…sinistra!
Socrates Lusitano
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