Nella notte del 24 ottobre è morto Antonio Moscato, storico e militante della nostra organizzazione fin dagli anni ’50. Aveva 88 anni. Un impegno permanente dai cancelli delle fabbriche all’università nella nostra organizzazione e nella battaglia delle idee

Nella notte del 24 ottobre è morto Antonio Moscato, storico e militante della nostra organizzazione fin dagli anni ’50. Aveva 88 anni e viveva da tempo a Recanati. Accanto a lui, da moltissimi anni Maria Novella Pierini, per tutti Titti, anche lei militante della nostra corrente. A lei il nostro abbraccio commosso.

Diverse generazioni di compagne e compagni hanno avuto la fortuna di conoscere Antonio Moscato nelle sue attività politica, didattica e pubblicistica. Tre aspetti che lui ha saputo fondere fino a quando le sue capacità fisiche non si sono affievolite. La notizia dolorosissima ci ha raggiunto mentre stava per iniziare il CPN di Sinistra Anticapitalista durante il quale abbiamo iniziato insieme a pensare a come organizzare la memoria per rendere vivo il ricordo di Antonio e del suo lucido entusiasmo rivoluzionario, un maestro per moltissimi/e di noi.

Sarà importante, al più presto possibile, ricostruire nel dettaglio la sua vita perché ha coinciso sia con la costruzione della nostra corrente, dai cancelli delle fabbriche pugliesi e poi lombarde fino alle cattedre universitarie. Per ora forniamo alcune tracce da seguire. Dagli anni dei GCR al presente di Sinistra Anticapitalista è stato fondamentale sia nella formazione politica di tantissimi militanti delle organizzazioni politiche che abbiamo attraversato (il Pci, Dp, Rifondazione Comunista) nonché di centinaia fra studentesse e studenti che hanno seguito i suoi corsi di Storia del Movimento Operaio, Storia contemporanea e Storia dei paesi afroasiatici all’Università di Lecce fino a quando l’ostilità dell’accademia, alla vigilia del suo pensionamento, non ha portato alla soppressione della cattedra di Storia del Movimento Operaio per impedire che qualcuno fra gli oltre 250 laureati con lui portasse avanti il suo impegno di ricerca.

Antonio era nato a Roma nel 1938. Ha iniziato gli studi universitari sotto la guida dello storico delle religioni Ambrogio Donini (sì, lo “stalinista” Donini che era al corrente della sua attività di “entrismo” trotskista), e poi del grande antropologo Vittorio Lanternari, di cui è stato assistente all’università di Bari, anche se ovviamente grandissima influenza sulla sua formazione lo ha avuto la collaborazione, avviata nel lontano 1957, con Livio Maitan.

Livio, ne La Strada percorsa, scrive che Moscato fu uno dei giovani che si erano avvicinati alla Quarta Internazionale grazie alle «doti non consuete di reclutatore» di «un giovane intellettuale siciliano», Giuseppe Paolo Samonà, impegnato nelle battaglie interne al Pci e alla Fgci, e poi promotore della casa editrice Samonà e Savelli, che tra l’altro pubblicò i primi libri scritti da Antonio. Lo stesso Livio ricorda che con Antonio iniziò un rapporto pluridecennale di collaborazione e amicizia. Lo stesso vale per gran parte del corpo militante della nostra organizzazione.

Negli anni ha scritto tantissimo, con un ruolo importante di coordinamento della nostra stampa. Ha diretto Bandiera Rossa, fondato Critica Comunista, scritto su Erre e su l’Anticapitalista, collaborato con Liberazione, Limes, Popoff e gestito un sito web (purtroppo da tempo inaccessibile) Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato che aveva aperto per riorganizzare il materiale accumulato durante l’attività come docente e poi esteso all’analisi quotidiana di svariati temi d’attualità politica e sociale, con particolare attenzione ai processi di cambiamento in atto nella Russia post-sovietica, in Medio Oriente e in America Latina. Moscato, a Cuba, aveva “messo le mani” nelle carte di Guevara e ci ha fornito un’infinità di spunti sul Che e sulla “variante cubana” del socialismo novecentesco e sulla realtà latinoamericana. Una bibliografia sterminata che era iniziata con gli studi di storia della religione e di cui troviamo tracce anche in titoli più recenti sull’intreccio tra religione e politica (Sionismo e questione ebraica, Chiesa, partito e masse nella crisi polacca, e Libano e dintorni. Integralismo islamico ed altri integralismi). La maggior parte dei suoi libri sono dedicati tuttavia a quello che si autodefiniva il “socialismo reale” e alla sua crisi. La maggior parte dei suoi libri sono dedicati tuttavia a quello che si autodefiniva il “socialismo reale” e alla sua crisi.


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