Stamattina ho saputo della morte del compagno Antonio Moscato, avvenuta stanotte nella casa in cui viveva con la compagna Titti Pierini a Recanati. Aveva 88 anni, e da tempo le sue condizioni di salute erano, com’è normale alla sua età, piuttosto precarie. Nonostante ciò, pur sapendo che ci si doveva aspettare prima o poi questa notizia, e che la sua assenza, persino on line, nelle iniziative degli ultimi tre anni organizzate da Sinistra Anticapitalista lasciava chiaramente intuire il netto peggioramento della situazione, non ero preparato ad accettare l’inevitabile esito. Antonio è stato per me un punto di riferimento storico e politico fondamentale; oserei dire, se non sapesse troppo di retorica (cosa che lui non sopportava) un vero e proprio “maestro”, ancor più di Livio Maitan. Fin da oltre 50 anni fa, nell’estate del 1976, nel convegno che gli allora Gruppi Comunisti Rivoluzionari (sezione italiana della Quarta Internazionale) organizzarono al Lido di Ostia, se non sbaglio in una ex colonia marina occupata. Ero entrato da pochi mesi nei GCR, proveniente da Avanguardia Operaia (come Armando, l’altro compagno bresciano che partecipò a quell’iniziativa) e questa fu la prima volta in cui lo sentì parlare, affascinato dalla sua cultura e da come riusciva a comunicarla, senza atteggiamenti professorali, con una vivacità e una empatia che non lasciavano spazio alla noia, nonostante la lunghezza quasi proverbiale dei suoi interventi. D’allora in poi, ogni volta che dovevamo organizzare un dibattito politico su questioni internazionali, ci chiedevamo sempre “Antonio potrà venire a parlarne?”. Lo facemmo come GCR, poi LCR, poi in DP, in Rifondazione Comunista, e di nuovo come Sinistra Critica, poi Sinistra Anticapitalista. Diversamente da un buon numero di “luminari” del cosiddetto “movimento trotskista”, aveva preferito occuparsi della grande e variegata “famiglia” del movimento operaio, piuttosto che diventare un “esperto” delle varie “parrocchie” del comunismo “eretico”. Lui era una certezza: se doveva parlare di Cuba, o della Polonia, o dell’Ucraina, della Palestina, dell’URSS, del Venezuela, o della figura di Guevara (di cui era probabilmente il maggiore esperto italiano) sapevamo quanto arricchente sarebbe stato un incontro con quella specie di enciclopedia vivente dalla lunga barba e dagli occhiali spessi. Una figura che ricordava persino esteticamente i grandi dirigenti marxisti (o anarchici) degli anni Venti o Trenta. Anche nelle rare occasioni in cui non eravamo d’accordo (come nella vicenda della prima contestazione alla cosiddetta “Brigata Ebraica”, dieci anni fa) Antonio ti “bacchettava” senza mai usare toni offensivi, senza sottolineare la sua indubbia superiorità di storico del movimento operaio di altissimo livello, senza far troppo, insomma, il “professore”. L’ultima volta che lo vidi, nel settembre del 2017, nella sua casa di Recanati, mi mostrò con orgoglio la sua immensa biblioteca (oltre a “deliziarmi” con un arrosto – per me che sono quasi vegetariano – cucinato perfettamente da Titti), una specie di rifugio al piano terra della loro bellissima casa. Provai un’immensa tenerezza per quel vecchio combattente rivoluzionario costretto dall’età e quindi dalle condizioni di salute a quella che mi appariva come una specie di esilio, lontano dal frastuono delle lotte concrete nella cittadina leopardiana. Inevitabile, certo, il “buen retiro” dopo una vita di battaglie (non solo culturali in senso stretto), ma nondimeno velato di malinconia. Oggi sento ancor più il vuoto degli ultimi anni, quando mi chiedevo, di fronte alle nuove (nuove?) sfide “Che ne penserà Antonio?”. Ciao, compagno. Che la terra ti sia lieve.
Flavio Guidi
Ecco una bibliografia di Antonio Moscato
- Rivolta religiosa nelle campagne (con M.N. Pierini), Samonà e Savelli, Roma, 1965.
- Davide Lazzaretti, il messia dell’Amiata. L’ultima delle “eresie” popolari, agli albori del movimento operaio e contadino, Savelli, 1978.
- La “terza via” dell’Austromarxismo. Introduzione e note a un saggio di Roman Rosdolsky, Socialdemocrazia e tattica rivoluzionaria, Celuc, Milano, 1979.
- Sionismo e questione ebraica (con J. Taut e M. Warshawski), Sapere 2000, Roma, 1983.
- Sinistra e potere. L’esperienza italiana 1944-1981, Sapere 2000, Roma, 1983.
- Israele senza confini (a cura di A. M.), Sapere 2000, Roma, 1984.
- Intellettuali e potere in URSS (1917-1956), Milella, Lecce, 1986.
- Hungaricus 1956 (edizione bilingue con introduzione e cura di A. M., introduzione all’edizione ungherese di Miklos Molnar), Sapere 2000, Roma, 1986.
- Chiesa, partito e masse nella crisi polacca (1939-1981), Lacaita, Manduria-Bari, 1988.
- La ferita di Praga (a cura di A.M., pref. di Jiri Pelikan), Edizioni Associate, Roma, 1988.
- Gorbaciov e la crisi del socialismo reale (a cura di A. M.), Nuove edizioni internazionali, Milano, 1988
- Gorbaciov. L’ambiguità della perestrojka, erre emme, Roma, 1990.
- Israele, Palestina e la guerra del Golfo, Sapere 2000, Roma, 1991.
- Libano e dintorni. Integralismo islamico e altri integralismi, Sapere 2000, Roma, 1993.
- Che Guevara, Il Calendario del popolo-Teti, Milano, 1984.
- Intellettuali e potere in URSS (1917-1991). Bilancio di una crisi, (seconda edizione ampliata), Milella, Lecce, 1995.
- Che Guevara, Storia e leggenda, (seconda edizione ampliata rispetto a quella di Teti), Demetra-Giunti, Verona, 1996. Di questa edizione è uscita nel 1997 una traduzione ceca presso la Orego di Praga, con un capitolo di aggiornamento sui rapporti tra Guevara e la Cecoslovacchia, e alcuni cenni autobiografici.
- Breve storia di Cuba. Le ragioni di una resistenza, Data News, Roma, 1996.
- Introduzione e cura di Andrés Nin, Terra e Libertà. Scritti sulla rivoluzione spagnola, erre emme, Roma, 1996.
- Il filo spezzato. Appunti per una storia del movimento operaio, Adriatica, Lecce, 1996.
- Introduzione a Guevara: gli altri diari di Bolivia, Roberto Massari edit., Roma, 1998.
- Guida storico-politica di Cuba, Data News, Roma, 1998.
- Il “capitalismo reale. Origini e storia. Teti, Milano, 1999.
- L’Italia nei Balcani. Storia e attualità, Piero Manni, Lecce, 1999.
- Cento… e uno anni di Fiat, prefazione di Claudio Sabattini, Massari, Roma, 2000.
- Che Guevara e i paesi dell’Est, (cura e diversi saggi), Quaderni della Fondazione Ernesto Che Guevara, n. 4, Massari, Roma, 2001.
- Israele sull’orlo dell’abisso (con Cinzia Nachira), Sapere 2000, Roma, 2002.
- Le tragedie dell’Iraq. L’eredità coloniale, le ambizioni di Saddam e i “giochi sporchi” dell’imperialismo, Massari, Bolsena, 2003.
- Breve storia di Cuba, (seconda edizione ampliata), Data News, Roma, 2004.
- Breve storia di Cuba, (terza edizione riveduta e ampliata), Datanews, Roma, 2006
- Il Che inedito. Il Guevara sconosciuto anche a Cuba, Edizioni Alegre, Roma, 2006
- Trockij la pace necessaria. 1918. la socialdemocrazia e la tragedia russa, Argo, Lecce, 2007 (riprende la maggior parte del libro La terza via dell’austromarximo).
- Il risveglio dell’America Latina, Edizioni Alegre, Roma, 2008
- Fidel e il Che – Affinità e divergenze tra i due leader della rivoluzione cubana, Edizioni Alegre, Roma, 2013
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