È una di quelle notizie che probabilmente non commuoveranno la grande maggioranza dei bresciani, ben più preoccupati (a seconda del livello di coscienza) del caro carburanti, del caro affitti, del rischio di guerra o (nel caso di quelli meno intelligenti) della pericolosa presenza di “giargianes” nella nostra bella città. Ciò nonostante per chi, come me, è sensibile alle questioni storiche e simboliche, è comunque una bella notizia. Con 17 voti a favore (i consiglieri della maggioranza di centro-sinistra) e 9 astenuti (quelli di destra) finalmente la nostra città ha un po’ ripulito l’anagrafe cittadina. Certo, anche da questo punto, così poco interessante per la maggior parte della gente, siamo solo agli inizi. Si avrà il coraggio di cambiar nome a Piazza “della Vittoria” o a via Cadorna, il macellaio della Grande Guerra? Ne dubito. Ci vorrebbe un coraggio politico ben superiore a quello necessario per espellere il primo responsabile di almeno un milione di morti (dalle migliaia di antifascisti tra il 1919 e il 1945 alle centinaia di migliaia delle sue amate guerre, da quelle d’Etiopia e di Spagna alla Seconda Guerra Mondiale), italiani e no. Ma non si sa mai: la Storia è abituata a cambiamenti inaspettati. E una volta imboccata la strada della “pulizia morale” si può sempre continuare ed approfondire. Resta, per inciso, la constatazione dello squallore (ed anche pusillanimità politica) dei consiglieri di destra: non hanno avuto il coraggio di difendere fino in fondo l’odiosa figura che è all’origine del principale partito della destra nostrana, Fratelli d’Italia, ma nemmeno quello di fare il salto opposto, abbandonando definitivamente il riferimento al fascismo. Degli ignavi destinati al pre-inferno dantesco, come è giusto per degli a-fascisti.

Flavio Guidi


Scopri di più da Brescia Anticapitalista

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.