Ma quanto costa sto maledetto petrolio? Senza andare troppo indietro nel tempo (limitandoci quindi all’ultimo quarto di secolo), notiamo che nell’anno 2000 il prezzo medio del Brent fu di 33,48 $ (di allora, oggi, con l’inflazione italiana equivalenti a circa 60 $ attuali). Nel 2008 raggiunse il massimo prima della grande crisi finanziaria, con 99,68 $ di allora (pari, in Italia, a circa 135 $ di oggi), arrivando ad un picco di 147 $ (equivalenti, in Italia, a circa 190 $ di oggi). Nel 2014 fu 93,17 $ e, dopo aver toccato il minimo di 40 $ nel 2020 (circa 49 $ di oggi), in seguito alla pandemia e al conseguente crollo della domanda, ha ricominciato a risalire, fino ad arrivare a circa 100 $ al barile negli ultimi giorni.

Se la matematica non è un’opinione, ci aspetteremmo che, per esempio, il prezzo del carburante alla pompa oggi fosse simile a quello del 2008 (anzi, inferiore), o almeno a quello del 2014. Ma è davvero così? Vediamo un po’.

Nel 2008 il prezzo medio della benzina fu di 1,45 euro (il diesel 1,38). Nel 2014 1,72 (e 1,58 il diesel). Due anni dopo, col petrolio sceso ai minimi storici (meno di 30 $ al barile, meno di un terzo di due anni prima), la benzina scese a 1,45 (lo stesso prezzo del 2008, quando il petrolio costava da 3 a 4 volte di più!) e il diesel a 1,27. Oggi, col prezzo del petrolio più o meno uguale a quello di 18 anni fa (o di 12 anni fa), la benzina costa mediamente (nonostante il mini-taglio delle accise, che la Meloni aveva promesso, quand’era all’opposizione, di “abolire”!) 2,15 euro, e il diesel 2,27. Chi si sta riempiendo le tasche a spese dei lavoratori, dei pensionati, dell’80% del grosso dei “consumatori” insomma? Non viene qualche dubbio anche a voi di essere presi per i fondelli dal sacro “libero mercato”? In Francia si stanno muovendo. Seguiamo l’esempio che ci viene d’Oltralpe e imponiamo a governo e petrolieri le nostre esigenze!

Il Marsigliese


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