(“La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza”)

L’enorme piede della Vittoria (!) alata, e un soldatino (dell’IDF? dei Marines? Della Folgore?) ai suoi piedi. Così il fotografo Flavio Bonetti interpreta, in questi tempi in cui l’orrendo motto romano (Si vis pacem para bellum) è sempre più di moda, il 200° anniversario del ritrovamento della Vittoria alata nell’ex foro romano di Brixia. Non è stato il solo, per fortuna. Dalla “Bloody Vittoria”, alla “Sconfitta alata” o alla “Vittoria Effimera”, molti dei 40 fotografi che hanno partecipato all’esposizione hanno sottolineato la contraddizione tra il concetto di vittoria e, per esempio, concetti come pace, fraternità, solidarietà, così fuori moda in questi tempi sempre più bui. Un messaggio chiaro, che forse non è arrivato a chi ha organizzato la mostra attualmente visibile al museo di Santa Giulia. Nessuna esaltazione aperta della “bellezza della guerra”, come piacerebbe ai fascisti e ai nazionalisti, ovviamente. Ma, forse, in una città che ha ancora una Piazza “della Vittoria”, a oltre un secolo dal grande macello della Prima Guerra Mondiale (oltre alle vie Cadorna, Diaz, ecc.) un po’ più di coraggio non avrebbe guastato.

Flavio Guidi


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