Oggi, mentre mezza Italia si preoccupava dell’eventuale grazia all’orefice assassino psicopatico, due poliziotti, a Bologna, hanno ucciso, soffocandolo, un 43enne di origini marocchine, Abderrahim Fakir. La sua colpa? Aver “dato in escandescenze”! Non so se i due assassini in divisa abbiano agito in modo premeditato (omicidio volontario aggravato) o perché incapaci (omicidio preterintenzionale). A quanto pare, la vecchia parola d’ordine dei neofascisti del MSI (reintrodurre la pena di morte) si sta poco a poco realizzando. Sia in forma privata (vedi il criminale psicopatico Roggero), sia in forma “pubblica” (le divise che garantiscono il monopolio della violenza in qualsiasi Stato). Negli USA, che essendo un paese poco civilizzato è dotato di pena di morte, quando è accaduto un fatto analogo (George Floyd, 2020) si è scatenata una specie di rivolta di massa, il “Black Lives Matter” (le vite dei neri contano!). Dovrei aspettarmi anche in Italia un “Immigrant Lives Matter” (le vite dei migranti contano!). Ma sono piuttosto pessimista. Gli afro-americani hanno una tradizione di lotta specifica vecchia di oltre un secolo. I nostri immigranti, purtroppo, sembrano poco abituati a scendere in piazza autonomamente sui loro obiettivi specifici. Le stesse mobilitazioni antirazziste sono state quasi sempre organizzate da sindacati, partiti, gruppi, associazioni “italiane” (ovviamente non in senso etnico, ma intese come genesi e composizione largamente maggioritaria). Spero che il mio pessimismo si riveli, appunto, tale.
FG
Aggiunta all’ultimo momento. Abderrahim era un ex iscritto al SICOBAS, una delle poche organizzazioni sindacali che conta su una maggioranza di lavoratori immigrati. Domani il SICOBAS proclama lo stato d’agitazione nella provincia emiliana, e dalle 22 bloccherà con uno sciopero TUTTE LE AZIENDE dell’Interporto di Bologna.
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