Sabato a Roma, la “polvere d’umanità” (così chiamava Trotsky le camicie brune naziste) si ritroverà a Roma, in una marcia per consegnare le oltre 200 mila firme del loro progetto di legge per favorire la “remigrazione” (dove?) dei milioni di immigrati che vivono e lavorano in Italia. Al di là della ridicola pagliacciata di una “proposta di legge” che sembra uscita dalla scatola cranica di un povero idiota privo di un minimo di raziocinio (mi piacerebbe vederli, i nostri scalcagnati fascisti, a deportare 5 milioni di persone ai quattro angoli del mondo!), resta il fatto che questa proposta distopica ha il solo scopo di attizzare l’odio razzista della parte più debole (anche dal punto di vista del quoziente intellettuale), arretrata e psicolabile della popolazione. Parte che comunque, come dimostrano le elezioni del 2022, comunque vota. I nostri fascistelli sanno benissimo dell’inattuabilità di questa sciocchezza, così come sanno benissimo che l’economia capitalistica italiana sarebbe colpita pesantemente dalla “scomparsa” di cinque milioni di operai, braccianti, badanti, infermieri, medici, ecc. “colpevoli” di non essere nati in Italia prima del…1960? O 1945? O 1914? O prima della seconda guerra punica? O di avere la pelle un po’ più scura (o più chiara, come i cinesi, per esempio) della “media” degli abitanti della penisola italica che ci vivevano negli anni Sessanta. O di non essere “cattolici, apostolici e romani”, come la metà circa di quelli che quella manica di truffatori ignoranti considera gli “italiani doc”. Ed in secondo luogo si prefiggono (e qui trovano sostegno anche tra molti “imprenditori”, soprattutto agricoli) non tanto di deportare i migranti, quanto di render loro la vita ancor più difficile (e clandestina) di quanto non sia già. In modo tale da costringerli ancor più di oggi ad accettare paghe da fame per lavori di merda, senza osare alzare la testa (come hanno cercato di fare i quattro braccianti assassinati ad Amendolara). E di conseguenza a “fare concorrenza” al ribasso verso i lavoratori “regolari” e “legali” che qualche diritto ce l’hanno ancora. Insomma la solita nauseabonda iniziativa antiproletaria e a favore dei padroni (soprattutto di quelli più pidocchiosi). A Roma, ad attendere i nostalgici di Hitler e Mussolini, ci sarà una mobilitazione che si spera numerosa e combattiva, anche se si sa già che le “forze dell’ordine” di questo governo fascio-leghista-forzitaliota saranno in piazza a difendere quelli che dovrebbero essere fuorilegge secondo Costituzione, leggi Scelba e Mancino, ecc. D’altra parte la stessa presidenta del Consiglio ha appena rivendicato il suo cursus honorum ricordando con affetto il boia e fucilatore Almirante, capo, per fortuna defunto, del più importante dei partiti fascisti italiani, il MSI.

Anche a Brescia (e in molte altre città italiane) saremo in piazza contro queste canaglie. Purtroppo, a causa dello sciagurato baraccone delle Mille Miglia, tanto caro ai nostri danarosi sfruttatori, la Questura ci ha “proibito” di usare le piazza centrali della città per concentrarci. L’appuntamento, lanciato dall’assemblea permanente antifascista, è per le ore 16 di sabato, in Piazza Garibaldi.


Scopri di più da Brescia Anticapitalista

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.