Tutti abbiamo visto le immagini in televisione dei 35 cavalli che, invece di partecipare alle prove generali per la parata del 2 giugno, 80° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, hanno scelto di darsi alla fuga per le vie di Roma. Coscienza politica equina? Ovviamente no. Semplice istinto di sopravvivenza. Il rumore infernale dei fuochi d’artificio ha scatenato la sana reazione che dovrebbe avere ogni animale dotato di un minimo di cervello (e non ancora del tutto addomesticato). Rumore, fuoco, scintille: che è? La guerra? Questi meravigliosi animali non hanno studiato la Storia. Non sanno che molti dei loro bisnonni, o trisavoli, sono stati massacrati sui campi di battaglia. Ma, appunto perché il lavaggio del loro cervello è stato solo parziale, hanno mantenuto il sano istinto di sopravvivenza di fronte al pericolo: fuggire. Quello che dovrebbero fare i soldati russi, ucraini, israeliani, iraniani, statunitensi, ecc. Che invece continuano a massacrare e ad essere massacrati. Ai poveri cavalli terrorizzati non importa nulla della “vostra” Repubblica. Lasciano volentieri, appena possono e ne hanno l’occasione, ai tromboni della politica e dell’esercito borghesi il compito di “sfilare” in pompa magna, sciabole (vere o virtuali) in spalla, per festeggiare lo scampato pericolo di una rivoluzione che, per loro fortuna, non è mai arrivata, nonostante le decine di migliaia di comunisti, socialisti, azionisti (e pure anarchici e comunisti “dissidenti”) in giro in quell’aprile nell’Italia del Centro-Nord. Magari avrebbero preferito tenersi il boia Savoia, ma anche la Repubblica può andar bene, purché non tocchi il portafoglio e la “sacra proprietà” di Lor Signori. E quindi, tirate tutte le somme, non posso che apprezzare la saggezza equina.

Flavio Guidi


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