Tre mobilitazioni ieri, per ricordare la strage fascista, di Stato e della NATO. O meglio, due di queste avevano questo obiettivo. L’altra, quella “istituzionale”, aveva lo scopo, molto meno ambizioso, di organizzare la solita cerimonia alla presenza delle “autorità”, all’insegna della cosiddetta “unità antifascista delle forze democratiche”. Salvo affidare il “messaggio” antifascista all’esponente di uno pseudosindacato (la CISL) allineato al governo dell’estrema destra. Roba da far rivoltare nella tomba anche il povero Castrezzati (che stava parlando quando scoppiò la bomba), che era tutt’altro che “estremista” o rivoluzionario (cioè un semplice esponente riformista, della sinistra democristiana di allora, che paragonata alla CISL di oggi sembra quasi il congresso dei Soviet). Poca gente nelle tre piazze. Alcune centinaia per entrambe le manifestazioni alternative, quella del mattino e quella della sera. Poco di più alla “cerimonia” istituzionale.

Radio Onda d’Urto scrive: 28 maggio, 52esimo anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974.  Alle 10.12, ora della Strage, i rintocchi per le 8 vittime di quella esplosione per la quale rimasero ferite anche un centinaio di persone.  Come ogni anno a livello istituzionale, la piazza prevede delegazioni e interventi dalle ore 8.30 e per tutta la giornata.

Le organizzazioni e le realtà di base dei movimenti sociali cittadini hanno lanciato due cortei antifascisti.

Il primo, alle ore 9 del mattino, si è ritrovato in piazzale Cesare Battisti (metro San Faustino) per la manifestazione organizzata da centro sociale Magazzino 47, Associazione Diritti per tutti, Collettivo Onda Studentesca, Confederazione Cobas e Cub.

Qui molte centinaia di persone, più di 500, con una netta predominanza studentesca, si sono ritrovate in piazzale Cesare Battisti “contro guerre, fascismo e sfruttamento, per la giustizia sociale. Lottiamo adesso”. Queste le parole d’ordine riportate sullo striscione di apertura. Una volta in piazza della Loggia, forte e rumorosa contestazione durante tutto l’intervento, dal palco istituzionale, della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, tra urla, fischi e lo striscione “Fumarola amica dei padroni…fiancheggiatrice della Meloni”.

Alle 18.30, invece, appuntamento in piazza Garibaldi per il corteo serale chiamato da Ussr, Nudm, Usb, Pap, Sinistra Anticapitalista, Collettivo NN e altre realtà. “Ieri fascismo oggi repressione – stesso fascismo sempre ribellione” le parole d’ordine.

C’è poco da aggiungere: la presenza giovanile, maggioritaria in entrambe le manifestazioni, ha garantito una notevole combattività in termini di slogan, di vivacità, ecc. (e purtroppo per me, che non li sopporto, anche dai pestiferi fumogeni rossi e dalla musica sparata a 1000 decibel dal camion). Ma non si può nascondere il fatto che siamo ben lontani, numericamente, non solo dalle grandi mobilitazioni di settembre-ottobre 2025, ma persino dalla maggior parte delle mobilitazioni degli ultimi due anni e mezzo per la questione palestinese, soprattutto tenendo conto che una parte dei manifestanti erano presenti sia alla mattina che alla sera, e quindi non è possibile sommare meccanicamente le due cifre (peraltro non entusiasmanti). Un altro dato è la relativa scarsa presenza dei “vecchi militanti storici” (che in parte hanno preferito, forse per abitudine, starsene solo in piazza Loggia). Positivo il fatto che, almeno nel corteo serale, gli slogan internazionalisti abbiano avuto una certa risonanza, dagli evergreen “Il proletariato non ha nazione” e “Nostra patria è il mondo intero” al semi-nuovo “Contro l’oppressione sionista, per una Palestina laica e socialista”.

FG

P.S. Un bruttissimo episodio, per quanto poco rilevante, è stata la presenza, per una parte del corteo serale, di una bandiera degli ayatollah islamo-fascisti. Per fortuna, a metà corteo, è scomparsa, raggiungendo nell’immondizia le altre due, bruciate: quella USA e quella israeliana.


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