di Gianni Sartori
Realizzata per la Cgil Veneto dall’esponente di “Breganzecomics”, Tiziano Gianesini.
Ho potuto ammirare l’ottimo lavoro realizzato per la Cgil Veneto dall’esponente di “Breganzecomics”, Tiziano Gianesini. Stavolta il valido freelance Artist & illustrator si è cimentato con la Storia (gloriosa) del più rappresentativo sindacato italiano.
Infatti, la Cgil Veneto ha pensato di utilizzare un veicolo particolare, quello del fumetto, per diffondere la storia della Confederazione, prima tra gli studenti di Job Orienta, nel novembre scorso, e quindi nei prossimi mesi nelle iniziative per il centoventesimo anniversario della Cgil.
Dell’arte del fumetto il Gianesini è profondo interprete e conoscitore. Con un suo preciso stile personale (pur rivendicando l’ispirazione di qualche grande: Sergio Toppi, Hugo Pratt, Ivo Milazzo…). Già conosciuto per alcune graphic novel ricavate da racconti di Tolstoi (vedi “La morte di Ivan Il’ič”) e di Rodari, ha ideato nuovi personaggi come l’alpinista Toni Guglia della serie umoristica “Fenomenologia dell’alpinismo”. Recentemente (agosto 2025), per gli 80 anni del settimanale diocesano “La Voce dei Berici”, ha illustrato alcuni fatti di cronaca del secolo scorso di cui “La Voce” si era occupata.
Questa storia a fumetti del sindacato (un lavoro egregio, essenziale) comincia con una sequenza che ricorda il film di Ken Loach “Terra e Libertà”. Quando rovistando tra le carte del nonno appena deceduto (e nel ’36-‘37 volontario in Spagna con il Poum), la nipote scopre manifesti, volantini, fotografie ingiallite, vecchi articoli di giornali, alcuni in spagnolo o catalano.
Anche i due protagonisti del fumetto in questione (Laura e Igor), dopo aver concluso il “ripulisti della soffitta della casa dei nonni, esausti e impolverati, si ritrovano tra le mani dei vecchi manifesti arrotolati”. Con una scritta per loro sconosciuta: “ci gi elle…ma da dove arriva questa roba?”.
A trarli d’impaccio interviene un “Virgilio sindacalista”. Nientemeno che lo spirito di Giuseppe Di Vittorio, primo segretario generale della Cgil (fino alla sua morte nel 1957). Ricordando ai due ragazzi che la Cgil unitaria nasceva con il “Patto di Roma” nel 1944, a guerra ancora in corso e con l’Italia tutta da ricostruire.
Nell’agile documento per parole e immagini si ricordano tante lotte del secolo scorso.
Come è noto, nel 1968 (anno della rivolta della Marzotto di Valdagno, 19 aprile) si assiste a una forte ripresa dell’iniziativa sindacale. Sfociata nel grande sciopero generale unitario del 14 novembre ‘68 per una nuova riforma previdenziale. Conseguendo in breve tempo (inizi del ‘69) la vittoria sindacale sulle pensioni e sull’abolizione delle zone salariali.
Anche nel lavoro di Gianesini viene dato il giusto risalto al 1969 (un anno “troppo breve da dimenticare”, parafrasando Venditti) con centinaia di migliaia di lavoratori scesi in piazza. Non solo per i sacrosanti aumenti salariali ma per la salute in fabbrica, per la libertà sindacale, contro i licenziamenti arbitrari e per la democrazia. Lotte da cui nel maggio 1970 sortirà il fondamentale Statuto dei Lavoratori (legge 300/1970) che sanciva “l’ingresso della Costituzione in fabbrica”. Poche settimane prima (marzo 1970) Luciano Lama era subentrato a Novella nella guida della Cgil.
Con “l’autunno caldo”, i lavoratori (metalmeccanici in testa) conquistarono contratti all’avanguardia. Sia a livello di democrazia (l’assemblea, diritti sul posto di lavoro…), sia di salario (aumenti uguali per tutti) e di orario (40 ore settimanali). Altra significativa vittoria nel 1973 con l’inquadramento unico operai-impiegati.
Purtroppo altro sangue dei lavoratori veniva intanto versato nel corso delle manifestazioni. Come ad Avola (2 dicembre ‘68, corteo contro le gabbie salariali) e a Battipaglia (aprile ‘69, contro la chiusura di due stabilimenti). Circostanze in cui persero la vita, uccisi dalle forze dell’ordine, Giuseppe Scibilia, Angelo Sigona, Carmine Citro e Teresa Ricciardi.
Ma contro il movimento operaio e popolare si scatenarono anche le azioni terroristiche della destra neofascista e stragista: Piazza Fontana, dicembre ‘69; treno Freccia del Sud, luglio ‘70; Piazza della Loggia, maggio ‘74; treno Italicus, agosto ‘74; stazione di Bologna agosto ‘80 …
Tra le grandi manifestazioni rievocate nel fumetto, anche quella storica del 23 marzo 2002 (segretario Sergio Cofferati) in difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Altra tappa significativa nel 2010, con l’elezione di Susanna Camusso, prima donna segretario generale del sindacato. Senza dimenticare la brutale aggressione squadrista alla sede nazionale della Cgil del 9 ottobre 2021.
Infine, lo spirito del vecchio sindacalista prende commiato con un: “Arrivederci ragazzi”. Un passaggio di testimone perché “i diritti non sono mai un punto di arrivo, ma un cammino comune”. Come nel film di Louis Malle: “Au revoir les enfants”.
Gianni Sartori
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Le sue matite mi piacciono. Grande idea. Meglio degli album Panini che Veltroni si mise a regalare con l’Unità.
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