Come sempre curioso il giornalismo di Repubblica, uno dei principali giornali del capitalismo italiano ed europeo. Vari articoli sull’evacuazione degli occidentali e degli italiani da Khartoum, con veline dei ministeri, ma niente dall’interno del paese cosa sta succedendo, che ruolo i vari attori internazionali hanno nel riarmo forsennato verso la guerra tra le bande armate che si sono impossessate del potere negli ultimi anni. Davvero i burattinai hanno perso il controllo dei loro burattin? Cerchiamo di dare un po’ più di informazione soprattutto dall’interno del paese. Vedi articolo precedente (Sauro)

Dichiarazione delle forze democratiche (19 aprile)

Noi, i Comitati di Resistenza e le forze politiche e democratiche – civili e professionali – in continuità con la nostra prima dichiarazione rilasciata il 14 aprile [vedi dichiarazione pubblicata nell’articolo precedente su questo sito], dichiariamo che il nostro Paese è scivolato nell’abisso della guerra totale, in cui i generali usano le armi per eliminare tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Le forze del regime utilizzano la violenza estrema come strumento per risolvere le dispute e i conflitti per il potere. Questo è contrario alle regole della transizione democratica e della condivisione pacifica del potere.

Al di là delle nostre differenze di opinione politica, siamo totalmente uniti nella nostra posizione contro la guerra e la sua continuazione, e nella nostra opposizione al ritorno dei resti del vecchio regime sulla scena politica.

Chiediamo la fine immediata della guerra e la cessazione del rumore delle armi e rifiutiamo tutti gli esiti della guerra, qualunque essi siano. Insistiamo sulla necessità di unità delle forze della rivoluzione di fronte alle manovre di coloro che restano e che cercano di riprendere il controllo del Paese, anche a costo di farlo a pezzi. Assicuriamo loro che i loro sforzi falliranno e che non torneranno mai indietro, perché la gloriosa rivoluzione di dicembre [2018] è ancora viva e brucia.

A questo proposito, intendiamo concordare un meccanismo comune per monitorare gli sviluppi, coordinare le posizioni e affrontare tutto ciò che minaccia la sicurezza del nostro Paese e dei suoi cittadini. Il proseguimento della guerra ha avuto – e continua ad avere – effetti catastrofici, poiché entrambe le parti non hanno rispettato il cessate il fuoco precedentemente dichiarato dalle Nazioni Unite. Non sono stati creati corridoi di sicurezza per l’evacuazione delle persone intrappolate, le squadre mediche non sono state protette, gli ospedali non sono stati risparmiati. Consideriamo tutte queste violazioni contrarie al diritto umanitario internazionale e alle Convenzioni di Ginevra. Riteniamo i belligeranti pienamente responsabili di tutte le violazioni dei diritti umani.

Rinnoviamo l’appello a tutte le forze della rivoluzione civile affinché prendano l’iniziativa e si uniscano per condannare le operazioni militari, per chiedere l’immediata cessazione delle ostilità e per non lasciare il Paese alla volontà dei militari e dei resti del vecchio regime.

Dovremmo mobilitarci per proclamare uno sciopero politico generale e una disobbedienza civile, che è il dovere dell’ora, a cui tutti dovremmo fare appello, e non permettere che la retorica della sedizione, della frammentazione e della retorica dell’odio lacerino questo Paese e ne minino l’unità, la sovranità, la sicurezza e la dignità del popolo.

Firmatari:

Haj Yousef Revival Committee Gathered, Coordination of Old Omdurman Resistance Committees, Coordination of East Nile South Committees, Industrial Zone Resistance Committees, Resistance Committees – Wad Al-Nil, Resistance Committees of Al-Dali and Al-Mazmoum – Sennar State, Arab Socialist Ba’ath Party – Asl, Forces of Freedom and Change Declaration, Republican Party, Revolution Forces Unity Mechanism, Baladna Movement, No Way Back Alliance, Civil Alliance for Transitional Justice, Sudanese Professionals Association, University of Nileen Teaching Staff Union, Gathering of Nileen University Professors, University of Khartoum Professors’ Initiative, Gathering of University of Jazeera Professors, Gathering of Sudan University of Science and Technology Professors, Gathering of Professionals and University of Imam Al-Mahdi Professors, Gathering and Network of University of Khartoum Engineers, Gathering of Sudan University Engineers, University of Khartoum Graduates’ Conference, Gathering of Sudanese Bankers, Gathering of Oil Sector Workers, Gathering of Tax Department Professionals, Gathering of Administrative Officers, Gathering of Sudanese Craftsmen and Workers, Sudan’s Unions Solidarity, Confederation of Sudanese Civil Society Organizations, Student Movement Alliance, Bahri Youth Initiative, Sudanese Association for Social Studies, Girifna Movement, Political and Civil Women’s Groups (Mensam),  Northern Kandakat Bloc, Eastern Nile Kandakat Bloc, Omdurman Kandakat Bloc, Bahri Kandakat Bloc, Women’s Forum for Freedom and Change, Democratic Women’s Union, The Guardians.

(Pubblicato da MENA Solidarity Network; traduzione dal francese da: http://alencontre.org/afrique/soudan/soudan-contre-la-guerre-et-sa-poursuite

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