Da Brescia e provincia

  • Dopo aver saputo dell’assegnazione del bresciano Premio Bulloni (o premio della “bontà”) al 6° stormo dell’aviazione militare di stanza a Ghedi, Ihor Kolomojiskyi ha fatto domanda per lo stesso premio, per il 2023, al Reggimento Azov (ex Battaglione Azov). Stesso passo è stato fatto da  Evgenij Prigožin, a nome del gruppo Wagner, e da Erik Prince per l’ex gruppo Blackwater Worlwide (ora Academi). Da indiscrezioni sembra che anche la famiglia di Totò Riina stia esplorando la possibilità di accedere al premio, ovviamente come riconoscimento postumo.
  • Dopo aver preso visione della classifica europea delle città con l’aria più inquinata (nella quale Brescia è all’8° posto, su 344 città), la giunta comunale di Brescia si è dichiarata “parzialmente soddisfatta” dei risultati raggiunti. “Siamo passati dal 6° all’8° posto, tra i peggiori, in soli 9 anni di governo della città“, ha dichiarato il sindaco, e ha confessato di sperare di migliorare ancora, fino a raggiungere il decimo (o addirittura il 12°) posto entro il 2030. Come misura immediata si è stabilito di chiudere al traffico altri due vicoli del centro storico e di piantare altri 25 alberi nella zona dell’inceneritore di A2A.

Dalla Lombardia

  • Visti gli straordinari risultati ottenuti dalla sanità lombarda nel campo del contrasto alla pandemia di Covid-19, l’attuale (e futuro, vista la leggendaria lungimiranza degli elettori lombardi) presidente Fontana pare abbia deciso di richiamare all’assessorato alla sanità l’avvocato Giulio Gallera, “ingiustamente fatto segno di una vergognosa campagna denigratoria“, come ha dichiarato alla recente conferenza stampa.
  • Sempre durante questa conferenza stampa, Fontana ha ipotizzato (“per motivi di risparmio”) l’abolizione dell’assessorato regionale all’ambiente. “Tanto“- ha aggiunto – “non serve a niente, visto che le città lombarde sono e restano tra le prime in classifica in Europa per qualità dell’aria“. Il denaro risparmiato verrà dirottato sul potenziamento della rete autostradale, con una terza autostrada Brescia-Milano (che dovrebbe passare per Cremona, Lodi, Pavia e Vigevano), progetto ardito che sarebbe visto con favore dal governo di Roma.

Dall’Italia

  • Dopo l’annuncio dell’aumento delle pensioni minime a 600 euro (per gli ultra 75enni), il governo Meloni sta studiando un ulteriore passo in direzione dell’obiettivo (annunciato 21 anni fa da Berlusconi) di innalzare il tetto pensionistico ai fatidici 1000 euro. Si tratta di arrivare, entro fine legislatura, ai 700 euro per tutti gli ultra novantenni, e a ben 800 euro per gli ultra centenari. Di questo passo, hanno espresso fonti governative, entro il 2065 tutti i pensionati (che a quel punto dovrebbero essere tutti ultra 75enni) potranno godere di pensioni dignitose, “vicine all’obiettivo dei 1000 euro“.
  • La CISL (che com’è noto non ha ritenuto utile scioperare contro la manovra governativa, come invece hanno fatto i sindacati estremisti COBAS, USB, CUB, SICOBAS, CGIL e UIL) ha chiesto al governo delle “concrete misure” a favore dei lavoratori e dei pensionati. Se queste misure non saranno varate entro la fine del 2023, ha chiarito il segretario Sbarra, la CISL prenderà seriamente in considerazione la possibilità di mobilitarsi, prima con dei durissimi comunicati, e in seguito, se inascoltata, con scioperi a scacchiera, comune per comune, della durata di 5 o 10 minuti ciascuno. Prevista anche un’eventuale manifestazione nazionale, da tenersi al massimo entro l’autunno 2024, in una città da definirsi (si parla di Santa Maria di Leuca, di Livigno o di Bordighera).

Dall’estero

  • Dopo la liberazione dei membri del Reggimento Azov da parte delle autorità russe, pare che Putin e Zelensky siano seriamente pensando al modo di finire la guerra russo-ucraina in maniera originale. Si tratterebbe di organizzare lo scontro decisivo, in modo cavalleresco e leale, tra quelli dell’Azov (per l’Ucraina) e quelli del Wagner (per la Russia). Fonti ucraine fanno trapelare che sia già stato contattato il sindaco di Barletta, città che vanta una certa tradizione al riguardo.
  • Per fronteggiare le recenti rivolte in Iran, che potrebbero avere effetti destabilizzanti in tutto il Medio Oriente e forse in tutta l’area islamica, le autorità di Teheran hanno recentemente contattato più o meno tutte le capitali dell’area, siano esse sciite o sunnite. Non si sa se l’eventuale conferenza pan-islamica sarà accettata da paesi notoriamente avversi a Teheran, come l’Arabia Saudita o l’Afghanistan. Indiscrezioni filtrate in questi ultimi giorni parlano di un conflitto tra l’ala più a destra, integralista, disposta ad aumentare la repressione, ed una più “riformista”, disposta a qualche concessione ai rivoltosi. Quest’ultima sarebbe disposta a permettere alle donne di scoprire una certa quantità di capelli (non è dato sapere se solo un ciuffo anteriore o le estremità inferiori), ad abolire la pena di morte per omosessualità e ateismo (sostituendola con 30 anni di galera) e a cancellare completamente il reato di stregoneria (con conseguente abolizione del rogo). Su questi ultimi due punti però sia Riyad che Kabul hanno già fatto sapere la loro indisponibilità.

FEICNIUS

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