I nostri lettori conoscono già Ilario Salucci, sia per gli articoli firmati da lui su questo blog (in particolare quelli sull’assassinio del compagno Guido Puletti il 29 luglio 1993 in Bosnia), sia per la partecipazione a varie iniziative culturali dell’Associazione Culturale “Maitan-Berneri” di Brescia. E’ uscito da poco un nuovo libro, curato dal compagno, sul dibattito apertosi nel movimento trotskista in occasione della guerra italo-etiopica del 1935-36. Si tratta di un volume di 491 pagine, in gran parte in francese ed inglese (con i documenti originali) che getta luce sul modo di affrontare lo scontro tra un paese imperialista (l’Italia di Mussolini) e un paese “semi-coloniale” (nel caso specifico l’Etiopia di Hailè Selassie), con tutti i risvolti del caso (in particolare gli interessi dell’imperialismo britannico dell’epoca). Il fatto che la maggior parte del testo non sia in italiano (compresi alcuni articoli di dirigenti italiani dell’Opposizione di Sinistra, poi Lega Comunista Internazionalista – bolscevico leninista, più tardi Quarta Internazionale, come Alfonso Leonetti o Pietro Tresso) rende fruibile solo per una minoranza di “poliglotti” la maggior parte del libro. Numerosi sono soprattutto i testi dei compagni della sezione nordamericana (all’epoca la più robusta dell’intera LCI-BL), ma non mancano documenti francesi, britannici e, ovviamente, italiani.

Non sfugge a nessuno il fatto che il volume esca durante una guerra come quella russo-ucraina che, per alcuni, mostra certe analogie (mutatis mutandis) con quella di oltre 80 anni fa. La tentazione di “identificare” l’imperialismo italiano di allora con quello russo di oggi, e l’Etiopia di allora con l’Ucraina di oggi è abbastanza forte (come dimostra il dibattito che attraversa le nostre fila da 7 mesi a questa parte, con posizioni anche notevolmente divaricanti, se non contrapposte). E il sospetto che il libro abbia, almeno in parte, proprio questo scopo (sospetto rafforzato dall’articolo di Salucci uscito proprio su questo blog il 21 maggio, intitolato “15 tesi sull’attuale situazione internazionale”) è, a mio avviso, piuttosto fondato. In ogni caso un libro molto interessante per chi si occupa di Storia del Movimento Operaio e Socialista e anche, perché no, di chi vorrebbe capire di più degli intricati nodi teorici che stanno alla base dell’una o dell’altra (o di una terza) presa di posizione.

Flavio Guidi