Immaginatevi la scena: in paese arrivano auto dei carabinieri a sirene spiegate, ni-noo, ni-noo, ni-noo, e subito si diffonde l’allarme. Cosa mai sarà successo? Un delitto? Uno sbarco di immigrati clandestini? Un attentato alla famiglia tradizionale? Un complotto contro lo spiedo? No, niente di tutto questo: hanno semplicemente sequestrato la discarica che da anni scarica percolato inquinante nel fiume. “Aaaah, ma è solo quello!”, e tutti si sentono rassicurati perché, come si dice in un articolo di Vallesabbianews del 2020, si sa che dalla discarica esce “un percolato bianco composto per lo più da calce”, che colora di bianco i torrenti che poi finiscono nel Chiese (Qui l’articolo: https://bit.ly/3vSCHhr). “E allora ditelo!”, tutto questo casino per niente. Certo, a dire il vero oltre alla calce ci hanno trovato dentro piombo, zinco e cadmio oltre i limiti, ma insomma, dai, cosa vi aspettavate che uscisse da una discarica di scorie di fonderia? Succo al lampone?

Siamo a Odolo, in Valle Sabbia, la discarica sequestrata è la Vergomasco, dove sono ammucchiati due milioni di scorie delle acciaierie della zona. L’impianto è talmente imponente da avere colmato quasi per intero una piccola valle in cui scorreva un torrente, ora ridotto a 300 metri di corso scarso e malato. Il problema del percolato era già stato oggetto di denunce nel 2011 da parte del WWF, ma sono passati undici anni prima che accadesse qualcosa.

Il sindaco Zinelli, acuto osservatore del territorio, si affretta a dichiarare che non sapeva niente dell’operazione, ma che se ne sarebbe comunque accorto visto il gran trambusto. Bravo! (Giornale di Brescia, articolo qui: https://bit.ly/3zS79to) In ogni caso, non si costituirà parte civile in un eventuale processo perché confida nella buonafede dei gestori della discarica. Ma ovvio, il garantismo prima di tutto! Va detto che il Comune nel 2009 aveva dato via a un progetto di copertura di parte della montagna di rifiuti con un bel parco, coinvolgendo anche i bambini perché si sa, hanno “un’innata fantasia”, come dichiarava l’ex sindaco Cassetti in un articolo di Bresciaoggi del 2009. Insomma, quel che conta è che il Comune sia sempre stato vigile e attento sulla questione, ipotizzando addirittura piste per monopattino e bob, campo di pallavolo, uno scivolo, una teleferica e perfino distributori di sacchetti per le cacche dei cani. Questa sì che è attenzione all’ambiente! Ma siccome un parco solo non basta, eccone due: uno si chiama Rinascita, l’altro Odolandia! Il tutto grazie all’innata fantasia infantile e al contributo delle acciaierie Vallesabbia, Iro e Bredina, oltre alla società che gestisce la discarica, la Vergomasco Scarl, ora sotto inchiesta. Certo, è proprio da sotto al parco Rinascita che sembra provenire la maggior parte degli inquinanti, ma ragazzi, un po’ di fantasia: perché non usarli per realizzare una specie di Colorado Boat? C’è già il nome: Odolado Boat!

E poi cosa c’è da stupirsi: nel 2020 erano state sequestrate tre discariche di scorie illegali della Iro, della Ilfo e dei Fratelli Pasini, ad Agnosine (https://bit.ly/3vSeEiy), mentre l’anno scorso era toccato a quella, sempre illegale, delle ex Acciaierie Leali, situata in un’area chiamata Conca d’Oro, a Odolo, anche qui con grande fantasia e ironia considerata la presenza di veleni che hanno ucciso un torrente, il Rio Madonnino, come titolava il Bresciaoggi nel 2021. Nel caso della Conca d’Oro, e pure delle altre, tutti sapevano della schiuma bianca, ma nessuno si era posto il problema, o almeno erano stati pochi a farlo ed erano rimasti inascoltati. Qualche tempo fa ho scritto una novella, “Il paese di Sisapeva”, e di una cosa sono certo: la realtà supera sempre la fantasia (anche quella dei bambini, tirati in mezzo a queste nefandezze). Dalla Valle Scoria, pardon, Valle Sabbia è tutto, almeno fino alle prossime pattuglie, alle prossime sirene e al prossimo quarto d’ora di allarme (poi, per fortuna, salterà fuori che si sapeva già, eh!).

Emanuele Galesi da Facebook