Discreta mobilitazione, quella di stasera, contro il razzismo, in Piazza Duomo. Tenuto conto del periodo e della rapidità di convocazione, il fatto che circa 300 persone, in buona parte giovani ed immigrati, si sia data appuntamento per protestare contro la recente ondata di violenze a sfondo più o meno razzista (in particolare l’omicidio di Akila a Civitanova Marche) non è un dato da sottostimare. Presenti i vari collettivi tematici antirazzisti, dal Collettivo Uno a Restiamo umani, e quasi tutti i vari gruppi della cosiddetta “sinistra radicale”, da Sinistra Anticapitalista a Potere al Popolo, dal PCI al Mag47, da La Comune agli anarchici. Persino esponenti del centro-sinistra, (ed anche della CGIL) come Marco Fenaroli, sono intervenuti. Assenti “giustificati” i compagni del PRC, impegnati contemporaneamente nella loro festa provinciale a Bovezzo. Molti gli interventi che hanno sottolineato come non basti una generica condanna moralistica del razzismo, e la necessità di una battaglia antirazzista a tutto campo, che prenda di mira, ovviamente, le proposte razziste e xenofobe della destra, ma che combatta anche quel “razzismo” inconfessato contenuto nelle politiche migratorie sostenute da tutti i governi, di destra, “tecnici” o di “centro-sinistra” (e il pensiero corre subito a Minniti). Magari sarebbe stato utile che si uscisse da lì con qualche proposta in positivo, sul concreto terreno dell’organizzazione (come per esempio dar vita ad un Coordinamento permanente antirazzista bresciano). Ma, si sa, in questo senso è sempre difficile abbandonare il vecchio sentiero un po’ autoreferenziale e mettersi in gioco radicalmente e in maniera aperta ed innovativa.