Mentre a Brescia la “mal’aria” migliora grazie all’incepparsi delle centraline dell’ARPA, che fare a Rezzato dove lo stato di allarme per inquinamento atmosferico ha raggiunto i 2/3 dei giorni consentiti per legge? Rezzato è un caso nazionale e cosa dobbiamo ancora scoprire per affermare che siamo di fronte ad un vero e proprio dramma sanitario? Una proposta a dir poco necessaria, potrebbe essere quella di chiedere, ad esempio, nel Comune di Rezzato/Virle Tre Ponti, un’indagine epidemiologica che coinvolga alunni ed il personale scolastico della scuola dove è posizionata la centralina di rilevamento dell’aria, oltre agli abitanti delle zone circostanti, esattamente come è avvenuto nel Comune di Barletta nelle cui vicinanze è presente un analogo cementificio che incenerisce pure i rifiuti.

L’istogramma consente di estrapolare l’aria respirata dagli alunni della scuola adiacente la centralina..

in mezzo alle polveri, pochi giorni di aria respirabile, prevalentemente nel fine settimana! 

I giorni di superamento del 50  µg/m³ 

sono 62 su 90

gennaio 14 giorni consecutivi molto al di sopra del limite 

a febbraio 8 giorni consecutivi 

a marzo    4 – 4 – 5 -3 giorni consecutivi. 

Se poi si usassero i parametri consigliati dall’OMS che sono più restrittivi rispetto a quelli UE le cose sarebbero ancora più disastrose.

Questa catastrofe ambientale quanti morti e malati causa? evidentemente basta che si muoia lontano dalle telecamere che poco importa…