Eccoci di nuovo nello scenario del 2017 (o del 2002): questa volta con l’aggravante che sarebbe bastato uno 0,8% in più per vedere Macron scontrarsi con Jean Luc Melénchon, candidato de La France Insoumise, invece che l’estrema destra della Le Pen. Questi i risultati provvisori del I turno:

  1. Macron (centro) 27,6%
  2. Le Pen (estrema destra) 23,0%
  3. Mélenchon (sinistra) 22,2%
  4. Zemmour (estrema destra) 7,2%
  5. Pecresse (destra) 4,8%
  6. Jadot (Verdi) 4,7%
  7. Roussel (PCF) 2,3%
  8. Hidalgo (PS) 1,7%
  9. Poutou (NPA, estr. sinistra) 0,7%
  10. Arthaud (LO, estr. sinistra) 0,6%

L’insieme della sinistra riformista (Mélenchon, Verdi, PCF e PS) ha ottenuto il 31% dei voti. Se avessero sostenuto Melénchon, invece di piantare bandierine sempre più scolorite, avremmo visto la sinistra in testa al primo turno, con buone possibilità di sconfiggere Macron al secondo turno. Non voglio qui parlare, per carità di “patria”, dei “nostri” candidati dell’estrema sinistra “trotskista” (che non hanno sostenuto Mélenchon neppure nel 2017, diversamente dal PCF), che non raggiungono nemmeno il 2% ottenuto 5 anni fa (per non parlare dell’11% ottenuto – divisi in tre – nel lontano 2002). Mi rendo conto delle difficoltà di votare un candidato “difficile” come l’ex parlamentare della sinistra socialista. Ricordo i suoi comizi di 5 anni fa, coi tricolore e la Marsigliese invece delle bandiere rosse e dell’Internazionale. E non glieli ho perdonati. Mi rendo conto che è nelle lotte concrete, nelle piazze e nelle fabbriche che si cambiano le cose, e non nelle urne. Mi rendo conto di tutto, cari compagni francesi…..Ma a tutto c’è un limite, anche alla miopia settaria e suicida! Ed ora beccatevi l’ennesima campagna con la sinistra (anche quella scolorita) cancellata. Potremo anche dire, magra consolazione, che ci rifiutiamo di scegliere tra un semi-liberale e una semi-fascista. Almeno noi, qui in Italia, con le nostre misere percentuali ad una cifra, non abbiamo nemmeno la possibilità di immettere la parola “socialismo” tra le opzioni sul tappeto. Ma voi, cara “gauche” d’oltralpe, questa possibilità l’avete sfiorata: e buttata nell’immondizia! Spero che gli elettori verdi, socialisti e soprattutto “comunisti” (che, se il PCF avesse fatto la scelta di 5 anni fa, avrebbero permesso un ballottaggio tra sinistra e centro) riflettano sulla miopia autodistruttiva dei propri dirigenti. Che, questa volta, non potranno incolpare, come al solito, noi “estremisti” di questa sconfitta annunciata.

Flavio Guidi