Venerdì 8 aprile scendiamo in piazza per ridare corpo e voce alle vittime di femminicidio, transicidio, lesbicidio e figlicidio.

L’osservatorio nazionale di NON UNA DI MENO continua a registrare casi di morti violente a causa della violenza sistemica patriarcale e macista.

Sono state 25 le vittime dall’inizio di questo 2022 e siamo solo ad aprile!

L’8 marzo abbiamo fatto una promessa: riprenderci la piazza ogni mese per restituire voce alle vittime della violenza sistemica patriarcale.
Riteniamo più che mai urgente restituire una narrazione corretta dei fatti, contro tutte quelle narrazioni tossiche che vengono create dai media nazionali e locali ogni singola volta.

🟣 Perché le vittime vengano chiamate con il loro nome e cognome, perché si smetta di giustificare la violenza machista chiamandola “gelosia, troppo amore, gesto disperato, follia”.

Vogliamo leggere FEMMINICIDIO nei titoli dei giornali ogni volta che ne avviene uno, perché solo con le giuste parole i media possono essere alleati nello sradicamento della violenza sistemica e non mezzi per alimentarla.

🟣 Siamo preoccupatə, indignatə e arrabbiatə per il crescente numero di morti che colpiscono chi si ribella al possesso, alla costrizione in relazioni non volute, soffocanti e che non rispettano autonomia e libertà. 
Così come quelli contro persone che sono in situazione di fragilità fisica dovuta a malattia, disabilità o dipendenza.

E CHE NON UNə DI MENO SIA
Se toccano unə rispondiamo tuttə!

📣 L’8 aprile ci riprenderemo ancora una volta la nostra piazza!
L’appuntamento è alle 18.30 in piazzetta Non Una di Meno (Bell’Italia) Brescia

Aggiornamento del 5 aprile

NEGATA PIAZZETTA NON UNA DI MENO (PIAZZETTA BELL’ITALIA)

L’8 marzo 2021 in occasione dello sciopero globale transfemminista abbiamo rinominato piazzetta Bell’Italia con il nome di NON UNA DI MENO, promettendo di attraversarla dopo ogni femminicidio, lesbicidio e trans*icidio e così è stato. Il mese scorso, il sindaco, insieme a Prefettura e Questura, in occasione dello sciopero globale transfemminista, a seguito dell’incontro del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, ha deciso che la piazzetta sarebbe diventata un “mero prolungamento di piazza della Loggia”, soggetta così alle stesse restrizioni di quest’ultima, che può essere utilizzata solo per eventi istituzionali. Non una di meno, ha denunciato pubblicamente l’inaccettabile e pericolosa decisione di non concedere più la Piazza antifascista ai movimenti, ma a nulla è servito.

Abbiamo appreso con piacere che, dopo l’8 marzo, almeno due manifestazioni di carattere non-istituzionale si sono svolte in Piazza della Loggia e abbiamo sperato che il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza iniziasse ad agire con un po’ di coscienza, restituendo lo spazio pubblico senza limitazioni. È notizia di ieri, invece, il nuovo diniego di piazza Non Una Di Meno (Bell’Italia) per il presidio di venerdì 8 aprile indetto da Non una di meno. Dall’inizio dell’anno sonno 25 le donne ammazzate per mano di un uomo, ma il Comitato sembra poco interessato all’argomento. Abbiamo provato, in questi anni, ogni giorno, a rimettere al centro del dibattito pubblico la violenza di genere, il sistema patriarcale, le morti per mano di un uomo violento e le risposte che abbiamo ricevuto sono state per lo più dinieghi e prese in giro, sia da parte delle istituzioni che da parte dei giornali.
Siamo stanche e arrabbiate di essere picchiate, violentate, ricattate sui posti di lavoro, sfruttate, licenziate, ammazzate nei modi più brutali. Siamo schifate dall’indifferenza delle istituzioni, della politica, dalla narrazione sempre più tossica e violenta dei giornali, siamo stufe di non avere voce, di urlare e non essere sentite.

Nelle scorse settimane i giornali bresciani, hanno dato “il meglio di loro” nella narrazione del FEMMINICIDIO di Carol Maltesi, concentrandosi morbosamente sul suo lavoro e la sua vita privata, alimentando il pregiudizio verso il sex working e trasformando un femminicidio in una storia da gossip, costruendo ancora una volta un immaginario che alimenta le violenze di genere.

Seppur ridondante, ci chiediamo dove vivano il sindaco Del Bono e tutta la compagnia del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, forse non abbiamo diritto ad uno spazio (a cui invece ad altri è concesso) perché siamo donne? Trans*? Sex worker? Lesbiche? Puttane? Perché urliamo troppo e non stiamo zitte al nostro posto? Perché siamo ingombranti, sporche e cattive? Perché vi facciamo schifo quando non potete capire se siamo maschi o femmine (guai uscire dal binarismo di genere)? Perché non siamo maschi bianchi eterosessuali? Perché mettiamo in discussione un sistema patriarcale e maschilista su cui si reggono anche le vostre istituzioni? Perché puntiamo il dito contro la polizia, i tribunali, la chiesa, i giornali, il potere?
Anche se volete relegarci in piazze secondarie e ignorare la nostra voce, riportando la violenza maschilista a solo fatto privato, perché “i panni sporchi si lavano in famiglia”, continueremo a lottare e a riprenderci ogni spazio negato, coscienti che siamo la voce di tutte quelle donne a cui è stata tolta, il grido altissimo e feroce di tutti quei soggetti marginalizzati e violentati ogni giorno della loro vita! Per questo a marzo abbiamo promesso che saremmo scese in piazzetta Non una di meno (Bell’Italia) ogni 8 del mese e l’8 aprile ci saremo, per Carol e tutte le donne cadute per mano della violenza maschile e patriarcale.

CI VEDIAMO VENERDÌ 8 APRILE ALLE ORE 18.30 IN PIAZZETTA NON UNA DI MENO (BELL’ITALIA)!

SI TOCAN A UNƏ, RESPONDEMOS TODƏS !