“NO alla Guerra! No alla devastazione del pianeta! No alla produzione di armi!”
Circa trecento studentesse e studenti medi hanno manifestato per le vie del centro, nella mattinata ieri Lunedì 21/3 con concentramento e arrivo finale in piazza Vittoria.
La mobilitazione “contro la guerra” ed i suoi catastrofici risvolti in termini umani, politici, sociali ed economici è stata organizzata e gestita da studenti di varie scuole, con numerose presenze da Calini, Arnaldo e De Andrè e raccogliendo l’adesione e l’intervento di associazioni studentesche, pacifiste, umanitarie, antirazziste (UDS Unione degli studenti, Mediterranea, Emergency, Libera, Friday for future, Caritas, ANPI … tra le altre) oltre alla presenza iniziale del Sindaco della città Del Bono che (unitamente ad altri rappresentanti dell’amministrazione cittadina) si è presentato all’evento ma poi allontanatosi immediatamente dopo essere intervenuto e rilasciato alcune dichiarazioni a telecamere e stampa, disinteressandosi del seguito dell’iniziativa e senza seguirne le motivazioni portate dai/dalle giovani manifestanti.
Al di là della presenza istituzionale in stile “passarella” i numerosi interventi che sono seguiti da parte dei vari portavoce hanno denunciato l’escalation militare quale strada di non ritorno verso un potenziale conflitto nucleare, rischio al quale le

politiche imperiali dei governanti, dell’est e dell’ovest, ci stanno concretamente esponendo.
E’ stato inoltre denunciato l’intreccio tra le motivazioni economiche della guerra e quelle del disastro ambientale in corso, entrambi orribili prodotti di un sistema di sfruttamento, produzione e consumo che non può offrire nessun futuro alle giovani generazioni ed al genere umano tutto, ed ancora, la produzione di armi quali strumento di distruzione e dominio a beneficio del profitto di pochissimi, in danno alla pace tra i popoli del mondo, così come l’ignobile distinzione tra profughi di serie A e serie B a seconda della provenienza geografica o sulla base degli interessi geo- politici dei paesi dominanti o dal colore della pelle (vedi gli accordi del governo italiano con la Libia o i profughi ammassati ai confini UE tra fili spinati o nei centri di detenzione qui da noi), così come i milioni di morti causati dai conflitti nel mondo spesso fomentati da quegli stessi paesi e organizzazioni, tra cui la l’Italia e la NATO/OTAN, che a seconda del caso mascherano la parola guerra (brutta!) con termini più rassicuranti come “operazione di pace” o “operazione umanitaria” o “operazione di polizia internazionale” a seconda del caso e della convenienza economico-politica del momento. Inoltre sono state ricordate le vittime principali della barbarie della guerra che sono le popolazioni civili direttamente coinvolte, così come in ogni guerra, ed i temi del disarmo globale. (Ricordiamo la manifestazione globale per il clima in programma Venerdì 25/3, sempre a Brescia, con partenza da piazzale Arnaldo, sui temi ambientali o, come preferiamo noi, dell’eco-socialismo).
Presenti in piazza anche diversi attivisti del “Comitato contro la guerra di Brescia”, che già ha organizzato varie iniziative tra cui la manifestazione alla base militare- nucleare di Ghedi delle settimane scorse con circa un migliaio di persone. Dal microfono, a manifestazione quasi conclusa, il compagno Sauro ha denunciato la contraddizione di chi si esprime “formalmente” a favore della pace ma poi in Parlamento (come il piddì, il partito politico del sindaco, e tutti gli altri partiti ad eccezione di soli 25 parlamentari della sinistra) approvano decreti che autorizzano l’invio di armi e risorse al governo d’ultra-destra ucraino fomentando il conflitto stesso e non certo nella direzione di una soluzione negoziale, oltre all’aumento folle della spesa militare da 27 a 39 miliardi/anno; 107 milioni di euro al giorno rubati ai cittadini, ai lavoratori, alle scuole, agli ospedali, alla spesa sociale a favore delle guerre. Inoltre la speculazione finanziaria in corso sui generi di prima necessità ed energetici (gas, benzina, metano) a favore delle grandi multinazionali del settore con rincari destinati solo ad aumentare i profitti della borghesia industriale e finanziaria.

Il movimento pacifista studentesco e non hanno anticipato nuove prossime iniziative di mobilitazione e di lotta contro le gravi le decisioni del governo Draghi di finanziamento della guerra e per chiedere il “cessate il fuoco immediato”.
Anna Bellanova