La lotta dei riders – che a detta di alcuni avrebbe dovuto essere impossibile a causa dei nuovi dispositivi organizzativi centrati su un rapporto di falso lavoro autonomo atomizzante e governati da algoritmi ancor più impersonali e dispotici delle tradizionali direzioni aziendali – sta invece sempre più prendendo corpo alla scala internazionale.

Nell’estate del 2020, con epicentro il Brasile, ci fu un movimento di scioperi continentali, di cui abbiamo già dato conto. 
https://pungolorosso.wordpress.com/2020/07/27/desde-brasil-se-extiende-la-huelga-internacional-de-los-riders-repartidores/

Nel 2021-2022 è stata la volta dell’Italia, della Gran Bretagna e di Hong Kong. Benché questi scioperi si guardino l’un l’altro dalla distanza e il desiderio di un collegamento internazionale si manifesti apertamente nei più coscienti, siamo ancora lontani da questo traguardo. Tuttavia le lotte (che non avrebbero mai potuto esserci) ci sono, si moltiplicano. E al di là dei loro risultati immediati, insegnano a questi (per lo più) giovanissimi e giovani proletari di tutte le nazionalità che con la lotta, l’organizzazione e l’estensione delle lotte, tutto è e sarà possibile.

LO SCIOPERO DEI RIDERS JUSTEAT IN INGHILTERRA!

INTERVISTA A UNA COMPAGNA DELL’IWGB SULLE LOTTE IN CORSO!

METTIAMO IN COLLEGAMENTO LE LOTTE A LIVELLO INTERNAZIONALE

Da dicembre i corrieri che lavorano per Stuart, una società a cui JustEat appalta il lavoro di consegna in Inghilterra, sono entrati in sciopero per protestare contro l’annuncio di una serie di tagli salariali.

Si tratta del più lungo sciopero mai avvenuto nel Regno Unito nel settore della gig-economy e non è un caso che stia avvenendo proprio in contemporanea con le mobilitazioni dei fattorini JustEat organizzati nel SI Cobas a Torino, Genova, Roma, Monza e Bologna.

Con la pandemia di covid-19, il food-delivery ha avuto un’impennata che non accenna a fermarsi e in tutto il settore della ristorazione la percentuale di merce destinata alla consegna a domicilio è in crescita.

La crisi di altri settori produttivi e i conseguenti licenziamenti spingono sempre più lavoratori a forme di lavoro autonomo o para-autonomo, costringendoli ad arrotondare o a racimolare un salario assumendosi tutti i costi relativi ai mezzi di trasporto con cui vengono effettuate le consegne.

La situazione per i riders di mezzo mondo (non solo di quelli che operano per JustEat) è quindi molto simile se non del tutto uguale: da lavoretto serale a principale se non unica fonte certa di reddito, allo stesso tempo irrinunciabile ma sempre più insostenibile a causa delle spese di manutenzione delle bici e degli scooter.

Lo scambio di solidarietà tra corrieri italiani ed inglesi avvenuto tramite cartelli e striscioni sabato 22 e domenica 23 gennaio durante due giornate di mobilitazione in Italia e in UK potrebbe sembrare un piccolo gesto, ma indica la sola strada percorribile dai lavoratori che vogliono davvero alzare la testa contro le grandi multinazionali: una lotta senza confini, una battaglia di dimensioni internazionali che metta in relazione i salariati di paesi diversi sfruttati da un padrone comune.

Già a gennaio 2021 gli scioperi nei magazzini FedEx-TNT di Piacenza e di Liegi in Belgio contro le migliaia di licenziamenti previsti nel piano di ristrutturazione della multinazionale americana avevano rappresentato un importante passo avanti per superare la dimensione aziendale e locale in cui contingenze e repressione cercano di confinare le nostre battaglie, ma è urgente estendere questo sguardo globale a tutte le vertenze, tessendo reti solidali con i lavoratori in lotta di altri paesi e dando un respiro mondiale ad ogni lotta.

Come SI Cobas, abbiamo contattato e intervistato un’attivista del sindacato inglese IWGB che organizza i fattorini di JustEat in sciopero per farci spiegare cosa sta accadendo oltremanica.

– Quali sono le richieste dei corrieri IWGB in sciopero?

Le richieste sono: – fermare e invertire la riduzione dello stipendio (la tariffa minima di consegna è stata ridotta da £ 4,50 a £ 3,40 a dicembre) – e ottenere invece un aumento (vogliamo che la commissione di consegna minima sia £ 6) – stop alle assunzioni (vengono assunti troppi conducenti quindi non c’è abbastanza lavoro per tutti) – basta colleghi sospesi ingiustamente per questioni assicurative (su questo abbiamo ottenuto una prima vittoria, l’azienda ha introdotto un nuovo sistema per caricare l’assicurazione) – pagamento dei tempi di attesa nei ristoranti (abbiamo vinto anche su questo, l’azienda ha dichiarato che da aprile i tempi di attesa dopo i primi 15 minuti verranno retribuiti).

– Come funziona il lavoro dei riders? La retribuzione è oraria o legata al numero di consegne (a cottimo)? L’azienda fornisce biciclette e motorini? C’è un bonus miglia?

Questi corrieri sono esternalizzati da JustEat a una società chiamata Stuart Delivery. Nel 2019, un pilota di Stuart Delivery ha portato l’azienda in tribunale denunciando che era in atto un vero rapporto di subordinazione e il tribunale gli ha dato ragione, ma finora è l’unico collega a cui sono stati concessi i diritti di un lavoratore dipendente. Tutti gli altri sono ancora trattati come lavoratori autonomi e pagati a consegna. Stuart Delivery non fornisce veicoli o attrezzature. Ad oggi c’è un sistema di paga per miglia percorse – questa era la giustificazione della riduzione dello stipendio. Le distanze più brevi ora vengono pagate di meno, ma le distanze più lunghe vengono pagate di più. Nel complesso quindi si tratta in realtà di un taglio di stipendio.

– Quando sono iniziati gli scioperi, in quali città e come sono andati avanti?

Lo sciopero è iniziato a Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, nel dicembre 2021. È ancora in corso a Sheffield, per la sesta settimana consecutiva (eccetto una pausa nella settimana natalizia). Prima di Natale, altre città del nord hanno aderito allo sciopero: Sunderland, Blackpool, Chesterfield, Huddersfield. Solo Sunderland sta continuando a scioperare, ma stiamo cercando di diffonderlo in più città possibili.

– Qui in Italia i corrieri JustEat sono dipendenti della società Takeaway.com, con sede in Olanda. Come funziona nel Regno Unito?

Alcuni corrieri JustEat qui sono impiegati in questo modo, esternalizzati ad un’azienda con sede in Olanda attraverso l’agenzia interinale Randstad, ma quelli in sciopero sono esternalizzati da JustEat alla ditta Stuart Delivery.

– Quali sono le tattiche di sciopero (picchetti, manifestazioni, ecc.)?

Variano nelle diverse città. A Sheffield è stato picchettato McDonald’s (il più grande cliente di Stuart Delivery) ogni giorno durante le ore di punta (17:00-20:00). Ora gli scioperanti hanno deciso di trasferirsi nei ristoranti Greggs (un altro grande cliente) dalle 12:00 alle 15:00 tutti i giorni, durante l’ora di pranzo. Questa tattica di picchettare alcuni ristoranti durante le ore di punta sembra essere la più sostenibile ed efficace. A Chesterfield, i fattorini sono riusciti a colpire l’intera app Stuart. Avevano una squadra di riders che pattugliava le strade e diceva a chiunque lavorasse di disconnettersi. Anche i conducenti di Sunderland hanno adottato questa tattica. Si è rivelata una strategia molto efficace ma anche molto difficile da sostenere.

– Quali sono le principali differenze tra le condizioni dei lavoratori JustEat e quelle che lavorano per altre aziende?

Tutti i conducenti affermano che Stuart Delivery era l’app più pagata. Ma riceverebbero meno consegne rispetto ad altre app come UberEats. Quindi ora la paga è stata tagliata, molti devono lavorare per altre app come Uber.

– Ci sono lavoratori di altre categorie che danno solidarietà?

Alcuni dipendenti di McDonald’s hanno supportato la lotta spegnendo i tablet JustEat nei ristoranti e accettando gli ordini dei clienti solo tramite UberEats. Abbiamo avuto molto supporto ai picchetti da parte degli studenti universitari. Abbiamo anche ricevuto messaggi di solidarietà da tutto il mondo, non solo dall’Italia, ma da Corea, Canada, USA, Hong Kong, Australia.

– Cosa possiamo fare per sostenere lo sciopero IWGB dall’Italia?

Al momento il principale supporto che chiediamo è di contribuire alla cassa di resistenza per lo sciopero in modo che i nostri corrieri riescano a mantenere questo lavoro anche se non ricevono l’intero salario [per via degli scioperi] (per partecipare tinyurl.com/StuartStrike). Ma il supporto più importante è la solidarietà internazionale degli altri riders: è un enorme sostegno morale che ci dà forza. Quindi inviare messaggi di sostegno e immagini delle azioni che state compiendo in Italia è una potente forma di solidarietà. Dopotutto, stiamo tutti combattendo la stessa lotta contro le stesse app, una vostra vittoria sarebbe una vittoria anche nostra!

IWGB – Independent Workers Union of Great Britain

Traduzione italiana a cura di https://pungolorosso.wordpress.com/

Originale https://iwgb.org.uk/en/post/courier-pay-cut-strike-resumes-in-sheffield-and-blackpool-this-week-after-stuarts-secret-pay-talks-exposed