di Antonio Mazzeo

Nel 2020 il governo del Pakistan ha perseguitato i difensori dei diritti umani, gli avvocati e i giornalisti che hanno criticato il comportamento dei funzionari di governo e delle forze di polizia. Le autorità hanno usato leggi draconiane contro la sedizione e il terrorismo per soffocare il dissenso e regolare con forti restrizioni le critiche dei gruppi della società civile sulle azioni governative o della polizia. Donne, minoranze religiose e persone transgender hanno continuato a subire violenze, discriminazioni e persecuzioni e le autorità non ne hanno assicurato l’adeguata protezione né hanno individuato i responsabili dei crimini. Il governo non è riuscito a tenere sotto controllo le forze dell’ordine responsabili di gravi abusi anche quando sono emerse nuove accuse di torture e omicidi extragiudiziali…”. (1) Lo scenario descritto nell’ultimo rapporto di Human Rights Watch sulle violazioni dei diritti umani in Pakistan non consente erronee interpretazioni. Repressioni e discriminazioni sono di casa nella Repubblica islamica governata de facto dai vertici delle forze armate. Il Pakistan sacrifica al complesso militare-industriale transnazionale buona parte dei bilanci statali, nella folle guerra a bassa intensità con la vicina India, esplosa nel 1947 con l’indipendenza dal Regno Unito. E come la nemica India, il Pakistan si onora di appartenere al ristretto club degli Stati armati di testate che rifiutano di aderire al Trattato internazionale di non proliferazione nucleare.

Nonostante in passato l’establishment politico-militare abbia mantenuto ambigue relazioni con organizzazioni fondamentaliste islamiche pro Al-Qaida, il Pakistan è considerato un alleato chiave dell’occidente in Asia meridionale. Nel 2004, tre anni dopo l’attacco terroristico alle Torri Gemelle, l’amministrazione USA ha conferito alla Repubblica pakistana lo status di “maggiore alleato non-NATO”. E sono pure rilevanti le relazioni con i principali partner europei dell’Alleanza Atlantica. Dal 22 al 25 novembre 2021 una delegazione dello Stato maggiore pakistano è stata ospite a Bruxelles dei vertici NATO per “rafforzare” i reciproci legami militari. “Il Pakistan è un partner strategico nella guerra al terrore mentre il terrorismo continua a minacciare la sicurezza delle nostre popolazioni e la stabilità internazionale”, ha dichiarato il direttore generale del NATO International Military Staff, il generale Hans-Werner Wiermann, a conclusione del meeting. (2)

Altrettanto consolidata la partnership diplomatico-militare tra Roma e Islamabad. A fine novembre i responsabili della Direzione Nazionale degli Armamenti del ministero della Difesa si sono recati in missione a Karachi, capitale economica e finanziaria del paese, per l’annuale faccia a faccia (il tredicesimo sino ad oggi) tra le forze armate di Italia e Pakistan. “Da 70 anni i due Stati sono legati da solidi rapporti di amicizia e da una importante collaborazione bilaterale in molti campi che possiamo ulteriormente consolidare”, ha auspicato il gen. Luciano Portolano, Segretario Generale della Difesa all’incontro con il gen. Ali Sadiq del Ministero della Produzione militare. Ci si è lasciati con l’impegno di rafforzare la cooperazione tra i rispettivi comparti industriali per la produzione di sistemi d’arma, materiali ed equipaggiamenti. (3)

Un luttuoso evento ha segnato il punto di svolta nelle relazioni italo-pakistane, il violento terremoto che sconvolse vaste aree del paese asiatico l’8 ottobre 2005. Nell’ambito dell’intervento umanitario a fianco delle vittime del sisma, il ministero della Difesa autorizzò il Contingente militare italiano in Afghanistan ad inviare in Pakistan una modesta quantità di viveri tramite con un’unità speciale del  Reggimento di Supporto Tattico e Logistico di Solbiate Olona (Varese). Il 7 novembre 2005 l’Italia avviò in ambito NATO la Missione di soccorso e di supporto alla ricostruzione denominata “Indus” che si protrasse sino al 31 dicembre. Un contingente di 250 militari dell’Esercito (Task Force Elefante) con 1.800 tonnellate di mezzi e materiali operò a Bagh, città nel Kashmir a un centinaio di km a nord-est di Islamabad. (4)

Un documento dello Stato maggiore della Difesa dell’anno successivo, il 2006, spiega bene le ragioni dell’interesse crescente di Roma per il lontano paese asiatico. “Il Pakistan offre interessanti prospettive per l’industria nazionale nel settore della difesa, infatti, nel luglio del 1990, fu sottoscritto un accordo sulla cooperazione nel settore dei materiali fra il Ministero della Difesa della Repubblica Italiana e quello Pakistano”, vi si legge. “Tra le attuali forme di cooperazione possiamo evidenziare quelle nel settore Aeronautica: nel mese di marzo 2006 una delegazione pakistana si è recata in Italia per effettuare alcuni voli prova sull’Eurofigher EF-2000 Typhon per valutarne le capacità operative. Nel settore Marina, il Pakistan è interessato all’acquisizione di Fregate della classe Lupo e Ardito e ha già chiesto informazioni tecniche sulle Unità”. (5) A produrre il caccia Eurofighter era allora l’omonimo consorzio europeo con l’italiana Alenia Aeronautica del gruppo Finmeccanica-Leonardo S.p.A.. Quasi interamente made in Italy le fregate missilistiche Lupo e la classe di cacciatorpediniere Ardito, realizzate negli stabilimenti navali poi acquisiti da Fincantieri S.p.A. e armate con cannoni e missili del firmamento aziendale di Finmeccanica.

In verità in quegli anni segnati da sanguinose rivolte interne e dall’attentato mortale alla leader d’opposizione Benazir Bhutto (27 dicembre 2007), l’Italia fece affari d’oro con il regime di Islamabad. Nel 2007 il Pakistan si attestò tra i maggiori acquirenti di armi italiane con 471,6 milioni di euro di autorizzazioni governative all’esportazione. La commessa maggiore riguardò la vendita di dieci batterie del sistema di difesa aerea “Spada 2000 Plus” prodotte da MBDA Italia S.p.A., società del consorzio europeo missilistico MBDA di cui la holding Finmeccanica-Leonardo controlla il 25% del pacchetto azionario. Dotato dei missili terra-aria a medio raggio Aspide 2000, il sistema “Spada” opera tramite un radar di rilevamento tridimensionale, il RAC-3D, prodotto anch’esso in Italia da Selex Sistemi Integrati (oggi in Leonardo). Il valore della commessa fu di 415 milioni di euro, a cui si aggiunsero le spese per realizzare a Karachi le infrastrutture per l’assemblaggio delle munizioni e quelle per l’addestramento dei militari pakistani in Italia. L’efficienza del sistema fu sperimentato da MBDA con la collaborazione dell’Aeronautica militare durante alcuni test nel poligono di Salto di Quirra in Sardegna, presente una folta delegazione di ufficiali pakistani. Gli “Spada” furono dislocati nelle basi aeree di Chaklala, Jacobabad, Kahuta, Kamra, Karachi e Sargodha e a “difesa” del sito di Kushab, il centro di produzione delle testate nucleari pakistane. (6)

Tra il 2008 e il 2009 un’azienda del gruppo Finmeccanica esportò in Pakistan pure i sistemi radar “Grifo” per i cacciabombardieri Mirage III e F-7PG a supporto dei lanci dei missili aria-aria e aria-superficie. Altro sistema d’arma progettato in Italia ed entrato a far parte degli arsenali pakistani fu il drone “Falco UAV”, in grado di volare a medie altitudini con un raggio di azione di 230 km e un’autonomia superiore alle dodici ore. La commessa risale al giugno 2008 e comprendeva 25 “Falco” più le stazioni di controllo terrestri. I droni furono poi realizzati da Selex Galileo (Finmeccanica) e alcuni, su licenza, nello stabilimento di Kamra, in Punjab, di proprietà del Pakistan Aeronautical Complex. Il “Falco” fu prodotto in due versioni: come drone d’intelligence e riconoscimento grazie a sofisticati sensori radar ad alta risoluzione e come drone killer per sganciarebombe a caduta libera. Il battesimo sul campo di battaglia avvenne in occasione di una grande offensiva lanciata contro le milizie talebane nella Swat Valley nell’autunno 2009. Secondo quanto ammesso dalle autorità militari pakistani, i “falchi” furono utilizzati per localizzare e bombardare “tutti i tipi di obiettivi, inclusi depositi munizioni, bunker, nascondigli e altre infrastrutture utilizzate dagli insorti”. (7)

Al dinamismo della diplomazia italiana e ai successi dell’industria bellica concorse per diretta ammissione delle forze armate, il generale Antonio Pennino, al tempo addetto militare presso l’Ambasciata d’Italia in Pakistan e poi Comandante della Brigata di Supporto al quartier generale del Corpo di reazione rapida della NATO (NRDC-ITA) a Solbiate Olona e – sino al novembre 2020 – Capo di Stato Maggiore del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito. “In Pakistan il gen. Pennino ha affrontato e risolto la problematica relativa della chiusura dello spazio aereo ai voli NATO/ISAF da parte dell’Iran, siglando un accordo con le Autorità pachistane per consentire ai vettori italiani di utilizzare lo spazio aereo ed eventualmente gli aeroporti pachistani, alle navi da trasporto italiane l’approdo al porto di Qasim e ad eventuali convogli logistici terrestri il transito nel paese”, riporta la biografia pubblicata nel sito dell’Esercito. “Pennino ha seguito i rapporti commerciali Italia-Pakistan del comparto difesa. Durante il suo mandato sono stati siglati vari contratti per la fornitura di materiali ed in particolare quello con MBDA Italia; ha collaborato alla partecipazione del personale pachistano ai corsi presso il Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU) in Vicenza; ha concluso il mandato con la firma di un accordo bilaterale nel comparto della Difesa, siglato a Roma dai Capi di Stato dei due Paesi”. (8)

Il Memorandum d’intesa sulla cooperazione militare tra la Repubblica italiana e la Repubblica islamica del Pakistan fu firmato il 30 settembre 2009. Premier del governo era Silvio Berlusconi e ministro della difesa Ignazio La Russa ma fu ratificato dal Parlamento solo nel novembre 2012, durante il governo presieduto da Mario Monti e con ministro l’ammiraglio Giampaolo Di Paola. “La ratifica dell’accordo si inquadra in una fase particolarmente positiva dei rapporti tra i due Paesi, confermata anche dal recente incontro tra il Presidente Monti e l’omologo pakistano Gilani, in Cina, a margine del Forum dell’Asia a Boao”, riferì il portavoce dell’esecutivo. Al tempo la partnership tra Washington e il regime asiatico si era raffreddata; i report dell’intelligence USA avevano sollevato più di un dubbio sulla fedeltà del Pakistan nella lotta al terrorismo in Afghanistan e così l’Italia approfittò dello spazio di azione, accreditandosi di fronte al regime di Islamabad come un fornitore più stabile degli indispensabili sistemi d’arma.

Come fu lo stesso governo Monti a spiegare, “l’accordo assicurerà anche un’adeguata cornice giuridica e istituzionale per l’ulteriore progresso di programmi di cooperazione industriale, a beneficio dei settori produttivi e commerciali d’Italia e Pakistan”. Amplissimi i settori di cooperazione individuati nel Memorandum: politica di sicurezza e difesa; operazioni di supporto della pace e umanitarie; partecipazioni ad esercitazioni congiunte o multilaterali; organizzazione e gestione delle forze armate; formazione e addestramento militare; politica industriale e approvvigionativa nel settore aeromobili, sottomarini, unità navali di superficie, veicoli corazzati e blindati, sistemi di comunicazione e di difesa; scambi di personale e materiali; visite di navi, aerei e di altre strutture militari. (9)

Il governo e i vertici militari italiani non dovettero comunque attendere la ratifica delle Camere per rafforzare il sostegno e i legami con il partner nucleare asiatico. Il 4 ottobre 2012 l’allora Capo di Stato Maggiore della difesa, gen. Biagio Abrate, si recò in visita ufficiale in Pakistan per incontrare le maggiori autorità nazionali. Una ventina di giorni prima, il 12 settembre, un’avaria a un cargo C-130 del 6° Squadrone dell’Aeronautica pakistana e l’atterraggio d’emergenza sull’aeroporto di Brindisi rivelò che i velivoli delle forze aeree di Islamabad volavano con frequenza nello spazio aereo italiano, usufruendo pure della possibilità di sostare negli scali militari nazionali. In quell’occasione il C-130 era partito da Ankara (Turchia) e doveva raggiungere l’aeroporto di Pisa, sede della 46^ Brigata Aerea. (10) Sono rimaste ignote le ragioni di queste rotte e i carichi trasportati o da trasportare.

Con il decreto di rifinanziamento annuale delle missioni internazionali all’estero, nel gennaio 2013 l’esecutivo rese nota l’intenzione di cedere armamenti in surplus all’Esercito al Pakistan, in particolare 500 veicoli trasporto truppe cingolati M-113, prodotti in Italia su licenza USA da OTO Melara. “Si tratta di mezzi non funzionanti che verranno probabilmente cannibalizzati dai pachistani per recuperare pezzi di ricambio”, scrisse  Panorama, il 23 gennaio 2013. Dal 3 al 10 marzo di quell’anno la corvetta di ultima generazione Cigala Fulgosi della Marina militare alternò la sosta a Karachi con l’addestramento nelle acque territoriali pakistane. L’unità prese parte all’esercitazione aeronavale “AMAN 13” congiuntamente agli assetti di 14 nazioni e ad una due-giorni di esercitazioni a fuoco con la fregata “Babur” della Marina pakistana. (11)

Il 20 novembre 2014 una delegazione della Pakistan Air Force venne in Italia per visitare il Centro Sperimentale di Volo di Pratica di Mare (Roma). Dal 2 al 6 marzo 2015 ci fu invece il tour pakistano ad alcune delle più importanti basi e infrastrutture italiane: la Scuola di Volo Elicotteri del 72° Stormo dell’Aeronautica Militare a Frosinone; il Gruppo Missili del 2° Stormo di Rivolto (Udine), polo missilistico d’eccellenza dell’Aeronautica; la 115^ Squadriglia Radar Remota di Capo Mele (Savona), preposta al controllo del sensore RAT31 SL di Leonardo, integrato nella catena radar della NATO. (12) Sempre nel corso del 2015 venne ricevuto a Roma il Capo delle forze terrestri pakistane, gen. Raheel Sharif.

Gli anni tra il 2014 e il 2018 videro alla guida del governo prima Matteo Renzi e poi Paolo Gentiloni, ma la ministra della difesa fu sempre la stessa, Roberta Pinotti (Pd), che seguì in prima persona l’evoluzione delle relazioni d’affari militari con il paese asiatico. Il 26 luglio 2016 la ministra ricevette a Roma il Segretario del Ministero dell’industria per la Difesa, Syed Muhammad Owais, per “rafforzare la cooperazione industriale bilaterale e la collaborazione in campo formativo”. Roberta Pinotti si recò poi a Islamabad il 19 settembre 2016 per incontrare il Presidente della Repubblica Mamnoon Hussain, il Ministro della Difesa Khawaja Muhammad Asif e il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Sohail Aman. “Focus su ruolo strategico del Pakistan nella lotta al terrorismo, Afghanistan, consolidamento a tutto campo dei rapporti bilaterali”, recita il comunicato della Difesa. “I due Ministri hanno formulato la comune volontà di sviluppare progetti di partenariato tra le aziende. L’idea è quella di mettere insieme tecnologia italiana, manifattura e infrastrutture del Pakistan per creare un hub nella regione”. (13)

Nell’ottobre dello stesso anno ci fu un ulteriore passo nella promozione del complesso militare-industriale nazionale: la visita di una delegazione dell’Aeronautica pakistana al Centro Sperimentale Volo e al Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale di Pratica di Mare, dove furono valutate dal vivo le caratteristiche tecniche ed operative del grande velivolo da trasporto C-27J “Spartan” realizzato negli stabilimenti di Alena Aeronautica – Leonardo di Torino Caselle. In verità tra il secondo semestre del 2016 e il 2018 il gruppo Leonardo ottenne importanti commesse in Pakistan: in tutto tre diverse tranche di elicotteri AgustaWestland AW139, comprensive di servizi di supporto logistico e addestramento. Gli AW139 furono consegnati tra il 2017 e il 2019 per essere impiegati per il trasporto personale, la ricerca e il soccorso. (14)

Dal 5 al 9 aprile 2017 ormeggiò a Karachi la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) in versione “antisommergibile” Carabiniere della Marina militare, in Sud Est asiatico nell’ambito della campagna navale di promozione dell’export militare-industriale italiano (sponsor Fincantieri, Leonardo, MBDA Italia, Elettronica, Telespazio e Drass e media partner RTV San Marino e RAI Italia). Con la fregata pakistana FFGH “Almagir”, la Carabiniere ebbe modo di esercitarsi in mare alla “difesa da attacchi asimmetrici e aerei e all’esecuzione di manovre cinematiche ravvicinate”.

A fine aprile 2017 fu l’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Danilo Errico a incontrare il Presidente Hussain e i vertici delle forze armate e visitare l’Heavy Industries Taxila, il maggiore conglomerato di ingegneria per la Difesa del Pakistan e il National Counter Terrorism Training Centre of Excellence. Sempre nel 2017, ad ottobre, la ministra Pinotti incontrò in Italia il neoministro Khurram Dastgir Khan che invitò gli ufficiali italiani a usufruire delle strutture pakistane con “esperienza nella lotta al terrorismo e alle attività anti-IED (Improvised Esplosive Device)”.

Il 27 febbraio 2018 una delegazione della Marina del Pakistan fu ospite del 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare di Sigonella. Agli incontri nella grande stazione aeronavale siciliana a disposizione delle forze USA e NATO, partecipò pure una “nutrita delegazione” della società Leonardo S.p.A. che solo qualche mese prima aveva fornito al 41° Stormo il nuovo pattugliatore marittimo e per la guerra ai sottomarini P-72A. Una decina di giorni dopo, il Capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Valter Girardelli, effettuò una missione a Islamabad, Karachi e alla Stazione navale “Qasim”, quartier generale dei marines pakistani. Contemporaneamente c’era in rada a Karachi la fregata FREMM Margottini, impegnata nell’ennesima campagna navale promozionale del made in Italy, sponsor ancora una volta Fincantieri, Leonardo, Elettronica e MBDA Italia.

Il 21 giugno 2018 prendeva il via in Pakistan la Spedizione Militare dell’Esercito Italiano ai ghiacciai del Gasherbrum IV, nella catena montuosa del Baltoro Muztagh (a oltre 7.900 metri sul livello del mare), sospesa l’11 luglio dopo il tragico incidente in cui perse la vita per il crollo di un costone roccioso il caporal maggiore Maurizio Giordano, in forza al Centro Addestramento Alpino di Courmayeur. A fine ottobre il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito pakistano, gen. Qamar Javed Bajwa, presenziò a un’esercitazione a fuoco nella laguna di Venezia del Reggimento lagunari “Serenissima”, l’unico reparto di fanteria d’assalto anfibio dell’Esercito italiano.

Una seconda campagna promozionale della FREMM Margottini nell’Oceano Indiano si svolse nel febbraio 2019 con sosta a Karachi e partecipazione all’esercitazione aeronavale multinazionale “Aman 2019” di contrasto alla pirateria marittima, promossa dalla Marina pakistana. Sempre a febbraio si svolse in Italia il tour di alcuni ufficiali dell’Aeronautica pakistana, con tappe al 61° Stormo di Galatina (Lecce) e visita alle strutture dedicate all’iter addestrativo dei piloti cacciabombardieri con il velivolo T-346A prodotto da Leonardo; a Pratica di Mare al Centro addestramento equipaggi e piloti per gli aerei da trasporto dell’Aeronautica e degli altri corpi armati dello Stato; al 72° Stormo di Frosinone e alla locale scuola di formazione per piloti elicotteri. (15) L’ultima missione in Italia dei vertici militari pakistani risale al 16 dicembre 2019: in quell’occasione il generale Muhammad Zahid Latif Mirza, responsabile del procurement di armi e equipaggiamenti fu ricevuto dal’allora sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo (M5S).

In questi ultimi mesi, procurement e affari non dovrebbero essere mancati al gruppo leader del comparto bellico nazionale. Secondo quanto rivelato dal sito specializzato statunitense Defense News, a luglio le autorità pakistane avrebbero assegnato a Leonardo il programma di conversione di tre aerei da trasporto Embraer Lineage 1000 in pattugliatori marittimi e per la lotta anti-sottomarini. Il contratto del valore di 190 milioni di dollari prevede anche la fornitura dei sistemi radar “SeaSpray”, anch’essi prodotti negli stabilimenti dell’azienda italiana. Al programma parteciperebbe pure il gruppo industriale sudafricano Paramount per farsi carico della manutenzione, riparazione e revisione degli aerei. (16) A settembre sempre Defense News ha però riferito che il Pakistan avrebbe declassato Leonardo alla mera fornitura degli hardware per i tre neopattugliatori. Ad oggi il management italiano non ha voluto fornire alcun dettaglio sulla commessa.

Qualche nube all’orizzonte per Leonardo anche relativamente ad una maxi-commessa di elicotteri pesanti d’attacco T129 ATAK che l’Esercito pakistano ha affidato nell’estate 2018 al Segretariato per l’Industria della Difesa della Repubblica di Turchia. Il valore del contratto per 30 velivoli si aggira intorno a 1,5 miliardi di dollari, compresi ricambi, addestramento, supporto logistico e munizioni. Secondo quanto riferito da Analisi Difesa l’affaire dovrebbe determinare contratti di rilievo anche per la Divisione Elicotteri di Leonardo. Il T-129 ATAK è infatti una variante dell’AgustaWestland AW-129 Mangusta di Leonardo, prodotto su licenza dalle industrie nazionali turche per il mercato nazionale (viene utilizzato per i bombardamenti in Kurdistan) e per l’esportazione ad i paesi partner di Ankara. “Leonardo produce l’intero sistema di trasmissione dell’elicottero e alcune componenti avioniche ed è possibile ipotizzare che l’ordine pakistano determini produzioni made in Italy per almeno 500 milioni di dollari”, spiega Analisi Difesa. (17)

Né le industrie nazionali turche né i manager di Leonardo hanno però fatto i conti con l’esitazione di Washington ad autorizzare l’esportazione delle licenze USA per i motori da montare a bordo degli elicotteri. Molti esponenti del Congresso degli Stati Uniti d’America sono preoccupati delle maggiori capacità offensive che i velivoli assicureranno alle forze armate pakistane a svantaggio dell’India, potenza nucleare che si oppone allo strapotere cinese in Asia e con cui gli USA hanno stabilito eccellenti relazioni diplomatico-militari-industriali. (18) Nell’attesa dell’ok di Washington all’invio dei motori in Turchia, il governo pakistano ha accordato alle industrie turche una proroga per la produzione e la consegna dei T129 ATAK/Mangusta. In caso di ulteriori ritardi la commessa potrebbe essere annullata con gli immaginabili dolori per il Sistema Erdogan e Leonardo

1) https://www.hrw.org/world-report/2021/country-chapters/pakistan

 2) https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_188944.htm?selectedLocale=en

3) https://www.difesa.it/SGD-DNA/Segretario/Eventi/Pagine/TredicesimabilateraleItaliaPakistan.aspx

4) http://www.esercito.difesa.it/operazioni/operazioni_oltremare/Pagine/Pakistan-Indus.aspx

5) https://www.difesa.it/SMD_/schede_approfondimento/Pagine/Cooperazionetecnicomilitare5.aspx

6) http://www.cesi-italia.org/asia/item/278-il-sistema-spada-2000-plus-e-la-difesa-dei-cieli-pakistani.html

7) http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2012/04/pakistan-alleato-strategico-del-governo.html

8) http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Comando-per-la-Formazione-e-Scuola-di-Applicazione/CSPCO/Documents/Biografia-Pennino-ITA.pdf

9) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-30;242

10)  http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/archivio/2012/Pagine/AtterraggiodemergenzaaBrindisiperunVelivoloC130_190912.aspx

11) https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/MarinaMilitare_esercitazioneAman13.aspx

12) http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/archivio/2015/Pagine/20150317_Delegazione-Pakistana-115-Squadriglia.aspx

13) https://www.difesa.it/Il_Ministro/Eventi/Pagine/20160919_Visita_ufficiale_Ministro_Pinotti_Pakistan.aspx

14) https://www.leonardocompany.com/it/press-release-detail/-/detail/aw139-pakistan-elicottero-soccorso-condizioni-ambientali

15) http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/Pagine/visita-delegazione-pakistan.aspx

16) https://www.defensenews.com/air/2021/09/09/did-pakistan-drop-leonardo-as-lead-on-sea-sultan-aircraft-conversion/

17) https://www.analisidifesa.it/2018/07/i-ritorni-italiani-nel-contratto-per-i-mangusta-turchi-al-pakistan/

18) https://www.defensenews.com/global/mideast-africa/2021/03/15/pakistan-extends-delayed-t129-helo-deal-with-turkey-again/#:~:text=ANKARA%2C%20Turkey%2C%20ISLAMABAD%2C%20and,Demir%2C%20told%20reporters%20March%2012.

Pubblicato in Pagine Esteri il 6 dicembre 2021, https://pagineesteri.it/2021/12/06/primo-piano/litalia-stringe-i-rapporti-militari-con-il-pakistan-alleato-dei-talebani-parte-1/