Dopo circa due anni di sostanziale inattività dovuta alla malefica pandemia, il Centro Studi “Livio Maitan – Camillo Berneri” (che i nostri lettori già conoscono) ritorna a proporre una serie di incontri. Il primo, che si terrà martedì 7, alle ore 20, presso il Museo Ken Damy in Corsetto S. Agata, 22, a Brescia, avrà come relatore Ilario Salucci, che ci parlerà del suo ultimo lavoro, uscito nel marzo 2020, “Discorrendo di imperialismo”. Per la maggior parte delle persone (compresi molti compagni) sembrerà un dibattito di tipo semi-archeologico: parlare di come vedevano il mondo i più famosi “padri fondatori” del socialismo un secolo e mezzo fa (e i loro “eredi” immediati un secolo fa)? Che ci azzecca col mondo in cui viviamo oggi? Noi continuiamo testardamente a pensare che senza una riflessione storica seria sia impossibile comprendere la realtà attuale. E di conseguenza trasformarla. La situazione disastrosa della “sinistra”, in Italia, (ma non solo qui), è anche il frutto di questa sottovalutazione (quando non si tratta di pura e semplice ignoranza) della necessità della riflessione e del bilancio sugli errori del passato. Un passato che non comincia, per esempio, da Genova 2001 o dal ’68, ma che abbraccia l’intera storia del capitalismo (e di conseguenza del movimento operaio e socialista). Il lavoro di Ilario Salucci va esattamente in questa direzione. Eccovi l’indice e l’introduzione.

All’iniziativa aderiscono il circolo G. Puletti di Sinistra Anticapitalista e la federazione bresciana del Partito della Rifondazione Comunista. La riunione sarà sia in presenza (rispettando i protocolli di sicurezza previsti) che on line. Il link verrà pubblicato domani sul gruppo Facebook dell’A. C. “Maitan – Berneri” .

Discorrendo di imperialismo


Ilario Salucci


Introduzione. 1

Il dibattito marxista classico sull’imperialismo, 1898-1916 (1). Una cronaca. 2 Il dibattito marxista classico sull’imperialismo, 1898-1916 (2). Un bilancio. 10
Appendice:
La nuova epoca di guerre e rivoluzioni secondo Kautsky [Lih] 19
Manifesto dei socialisti della Turchia e degli Stati balcanici [Rakovsky] 21
Marx ed Engels (1). Il mercato mondiale. 24
Marx ed Engels (2). La formazione dell’Europa borghese. 31
Marx ed Engels (3). Il sistema di Stati europeo. 48
L’imperialismo, oggi. 59


marzo 2020
1
Introduzione.


Il lavoro che segue ha un semplice obiettivo, ma eccessivamente ambizioso – rispondere alla domanda: dove sta andando il mondo?
Ho cercato di analizzare come hanno risposto Marx ed Engels e i teorici marxisti dell’Internazionale socialista e operaia, prima del 1914, alla domanda di dove stava andando il mondo in cui stavano vivendo; i secondi hanno definito il loro periodo quello dell’ “imperialismo”, e sotto questo titolo hanno formulato la loro risposta. Infine ho analizzato come negli ultimi vent’anni i teorici marxisti dell’ “imperialismo” odierno hanno risposto in relazione al mondo in cui noi adesso viviamo.
Mi sono convinto che per dare una risposta a questa domanda bisogna analizzare tre ambiti separati, con
dinamiche a loro specifiche, ma che parzialmente si sovrappongono, e che in aggiunta hanno tra di loro dei rapporti parzialmente gerarchici. Questi tre ambiti sono la dinamica dell’economia capitalistica a livello mondiale, la dinamica del “sistema internazionale degli Stati”, e la dinamica della lotta di classe a livello mondiale. Il fattore causale fondamentale, ma solo in ultima analisi, è ovviamente il primo. Inoltre mi sono convinto che per dare una risposta bisogna avere un approccio di lungo periodo, addirittura di secoli. E infine mi sono convinto che per dare una risposta non si può non considerare la tendenza del capitalismo al collasso finale. Anche se molti compagni non concorderanno, penso che leggere l’attualità in questo modo sia possibile e anche utile. La dimostrazione sia della possibilità che dell’utilità è data dall’analisi del periodo precedente al 1914. Penso che bisognerebbe leggere la nostra attualità con strumenti analoghi.
Dal punto di vista della dinamica economica considero un periodo in sé concluso quello che va dal 1870 al 1950, a cui, grazie a un a vero e proprio “miracolo” (come giustamente si diceva in Italia), hanno fatto seguito vent’anni di prosperità. Dal 1970 siamo entrati a mio avviso in un periodo analogo a quello iniziato esattamente un secolo prima. Considerare il “sistema di Stati” è per i più una frase enigmatica. Ho cercato di chiarire il concetto rifacendomi a Marx ed Engels, e ho cercato di analizzare il sistema che è sussistito dal 1770 circa al 1914. Dopo trent’anni di caos, di rivoluzioni e di guerre si è ricostituito un nuovo sistema di Stati. Non ho analizzato quest’ultimo sistema, in quanto questo implicherebbe analizzare le dinamiche sociali dei singoli paesi, o gruppi di paesi, sia internamente che internazionalmente, in questi ultimi settant’anni, ma ho solo ipotizzato una sorta di quadro, una “cornice” in cui l’analisi di queste dinamiche sociali potrebbero essere inscritte. Cerco di fornire solo dei punti di riferimento in cui collocare queste analisi. È il massimo che sono in grado di fare. Non dico nulla,
relativamente alla situazione attuale, né dell’Europa, né della Cina, né del Medio oriente, o di altri paesi. Mi dilungo (poco) sugli Stati uniti per motivi che spero risultino chiari dalla lettura di quanto segue. Infine non dico neppure una parola sulla dinamica della lotta di classe a livello mondiale: per questo ci vorrebbe uno studio voluminoso come quello che avete tra le mani, ma spero in futuro di scrivere qualcosa di sensato a questo proposito.
Pur con tutti questi vistosi limiti mi sono azzardato lo stesso a dare una risposta alla domanda iniziale. Non penso però di essermi scostato molto dalla risposta vera.