Mai come in questi ultimi due anni si è parlato di salute nel mondo, grazie alla stramaledetta pandemia. Probabilmente si sta facendo strada, nella cosiddetta “opinione pubblica”, l’idea che la misura del “benessere” di una società, non è tanto legata alla possibilità di consumo di beni più o meno durevoli (e quindi, in un modo o nell’altro, all’incremento del famigerato Prodotto Interno Lordo), quanto al bene “durevole” per eccellenza, cioè la vita umana. In attesa ( o meglio nella speranza) che questa incipiente presa di coscienza di massa dia i suoi frutti anche sul terreno della battaglia politica, sarebbe interessante poter misurare il livello di salute delle varie società umane. E come possiamo misurarlo? Credo che ci siano molti indici statistici adatti allo scopo, ma quelli più difficilmente contestabili (qualcuno oserebbe definirli “oggettivi”) sono essenzialmente due: il primo è il tasso di mortalità infantile (direttamente collegato al livello di organizzazione sanitaria di una società), il secondo al numero di anni che può sperare di vivere un individuo alla nascita (o indice di speranza di vita alla nascita). Questo secondo indice è legato non solo alla struttura socio-sanitaria, ma anche agli stili di vita dei cittadini (cibo, fumo, alcool, clima, ecc.), per cui ha un legame meno diretto con gli aspetti tecnologico-sanitari. Sommando questi due indici, ne esce un quadro di questo tipo. I dati fanno riferimento al 2019, prima dell’emergere del COVID 19. Sarà interessante, fra un paio d’anni, poter fare un raffronto con la situazione “fotografata” in questa classifica. La prima colonna mostra il posto in graduatoria, la terza il “punteggio” ottenuto sommando i due indici di cui sopra.

1Giappone4
2Singapore5
3Norvegia9
4Italia10
5Spagna11
6Svezia13
6Finlandia13
8Corea del Sud15
8Israele15
10Svizzera16
11Slovenia17
11Australia17
13Irlanda19
14Austria21
14Belgio21
16Francia22
17Paesi Bassi23
18Grecia24
19Germania26
20Cechia27
21Portogallo28
22Danimarca29
22Canada29
24Estonia30
25Nuova Zelanda32
25Regno Unito32
27Taiwan34
28Cuba40
29Polonia42
30Croazia43
31Qatar43
32Cile46
33USA48
34Lituania49
35Libano51
36Slovacchia52
36Bosnia-Erzegovina52
38Ungheria54
38Costa Rica54
40Lettonia55
41Bielorussia56
41EAU56
43Uruguay58
43Bahrein58
45Albania59
46Serbia62
47Sri Lanka63
48Macedonia64
49Cina67
49Oman67
51Thailandia68
52Turchia69
53Romania70
53Bulgaria70
55Arabia Saudita71
56Kuwait73
57Argentina74
58Panamà78
58Colombia78
60Malaysia79
60Perù79
62Ecuador80
63Russia82
63Iran82
65Armenia83
66Georgia89
66Brasile89
68Messico90
68Tunisia90
68Algeria90
71Ucraina96
71Kazakistan96
71Vietnam96
74Giamaica97
74Marocco97
76Mauritius98
76Azerbaigian98
78Libia100
79Honduras101
80Kosovo103
81Moldavia104
81El Salvador104
83Giordania106
84Egitto107
85Nicaragua108
86Paraguay111
87Corea del Nord113
87Siria113
89Trinidad e Tobago114
90Kirghizistan119
91Mongolia120
92Tagikistan123
92Guatemala123
94Dominicana124
95Uzbekistan125
96Venezuela126
97Indonesia128
98Bangladesh131
98Bolivia131
100Filippine133
101Iraq136
102Cambogia139
103Nepal141
104India145
105Ruanda146
106Botswana148
107Sudafrica151
108Senegal155
109Kenya157
110Eritrea161
111Gabon162
112Laos163
113Timor Est164
113Myanmar164
115Turkmenistan167
115Namibia167
117Madagascar168
118Etiopia172
119Tanzania173
120Ghana174
121Congo175
121Papua Nuova Guinea175
121Malawi175
124Uganda176
125Yemen179
126Sudan180
127Zimbabwe182
128Pakistan184
129Zambia186
130Gambia187
130Afghanistan187
132Mauritania191
133Haiti193
133Burundi193
135Niger195
136Liberia197
137Togo199
137Burkina Faso199
139Angola205
140Camerun207
140Benin207
142Guinea Bissau213
143Mali215
144Guinea Equatoriale217
145Costa d´Avorio217
145Guinea217
147Congo RD218
148Sudan del Sud220
149Mozambico227
150Lesotho228
151Somalia229
152Nigeria230
152Ciad230
154Sierra Leone232
155Centrafrica236

Come si può notare (e come c’era da aspettarsi), i paesi a capitalismo sviluppato occupano la parte alta della graduatoria, mentre quelli a capitalismo arretrato (o, come dicono alcuni, “in via di sviluppo”) scendono via via più in basso (con i paesi africani in genere a fungere da fanalino di coda). Ma non mancano le relative sorprese. Come per esempio il fatto che l’Italia è (o meglio era, perché la pandemia ha scombussolato molte cose) uno dei paesi messi meglio al mondo, meglio persino di quasi tutti i paesi scandinavi o della Svizzera (il cui sistema sanitario gode di fama mondiale). Merito della dieta mediterranea o del clima del “Belpaese”? Non è escluso, visto che subito dopo di noi, al 5° posto, ci troviamo la Spagna, e gli altri mediterranei, pur restando più indietro, sono tutti nel gruppo di testa. Un’altra relativa “sorpresa” (soprattutto per gli anticomunisti di professione) è l’ottima performance dei cubani: Cuba, al 28° posto, è il primo dei paesi del cosiddetto “Terzo Mondo” (in questo caso non si può parlare di “capitalismo arretrato”), battendo non solo gli USA (33° posto, praticamente ultimi tra i paesi a capitalismo avanzato), ma molti paesi europei (quasi tutti quelli dell’Europa centro-orientale, che sono messi bene per quanto riguarda la mortalità infantile, ma zoppicano alquanto sulla speranza di vita, probabilmente a seguito di diete non esattamente sane, basate su grandi consumi di carne ed alcool). Per quanto riguarda le altre macro-aree del mondo, balza all’occhio la positività della situazione dell’Estremo Oriente, sia nei paesi a capitalismo avanzato (tre dei primi dieci paesi sono di quest’area) sia più in generale. Anche qui, oltre ai netti miglioramenti della struttura socio-sanitaria, ha probabilmente molta influenza la dieta locale. Pure molti paesi dell’area medio-orientale hanno saputo fare balzi da gigante negli ultimi anni, pur non essendo (ancora) paragonabili ai paesi estremo-orientali o europei: e non si tratta dei soli paesi petroliferi (Qatar, Emirati Arabi, Bahrein, ecc.) ma anche di paesi molto meno “ricchi”, come la Turchia, l’Iran, ecc. I punti deboli, e qui non è una sorpresa, restano più o meno i soliti: l’Africa sub-sahariana, alcuni paesi asiatici (da notare la pessima performance del Pakistan, che perde colpi, avvicinandosi pericolosamente al fanalino di coda asiatico, l’Afghanistan) e alcuni latino-americani, prima fra tutti Haiti.

Flavio Guidi