Come prosegue la campagna “Bombes de impunitat” costruita dieci anni fa dall’associazione barcellonese “Altraitalia” e continuata negli ultimi tempi grazie ai compagni di LAICA (Libera Associazione Italo Catalana Antifascista)? Alcuni lettori ricorderanno l’ultimo articolo sulla questione, pubblicato su blog il 25 aprile di quest’anno. Ci sono alcune novità, comunicateci dai compagni di LAICA.

La scorsa settimana il giudice istruttore della causa penale ha accordato, su richiesta del PM, del Comune di Barcellona e del Collegio degli avvocati di Barcellona, un’altra proroga di 6 mesi dell’istruttoria, con la più che probabile conseguenza che il tutto venga archiviato per la morte di tutti i responsabili. Il 24 agosto è previsto l’incontro tra i compagni responsabili della campagna e l’assessore ai diritti civili del Comune di Barcellona, che è il candidato numero uno per guidare l’iniziativa penale. Nel frattempo altri comuni, come quello della Garriga, o entità politico-sindacali, come la CNT di Granollers, colpite dai micidiali bombardamenti dell’aviazione fascista italiana, si stanno muovendo nella stessa direzione. Da segnalare lo scarso interesse dimostrato dal Memorial Democràtic (un ente pubblico che si occupa della memoria dell’antifranchismo in Catalogna), che risponde gentilmente, ma senza mai impegnarsi concretamente, alle sollecitazioni dei compagni italo-catalani. Purtroppo è morta recentemente, senza aver ricevuto nessun riconoscimento né indennizzo da parte italiana una delle vittime che si era costituita parte civile nella causa, anche se i suoi eredi possono a loro volta costituirsi per continuare la lunga ed estenuante battaglia contro il vero e proprio “muro di gomma” costituito dall’indifferenza delle autorità della Repubblica “nata dalla Resistenza”. Probabilmente si costituirà parte civile anche una Fondazione erede della maggior cooperativa di consumo dell’epoca repubblicana, che ebbe morti e feriti per la distruzione della sua sede in seguito ai bombardamenti.

Parallelamente si sta delineando il percorso parallelo della causa “civile”, che sarà seguita a Roma dall’avvocato Pagani (che, sia detto per inciso, è rimasto fortemente colpito dal fatto che l’Italia repubblicana e “antifascista” abbia continuato ad incassare i versamenti franchisti fino alla metà degli anni Sessanta). In definitiva, la cosa, nonostante le difficoltà dovute all’ovvia ostilità del potere italiano e al sostanziale scarso o nullo impegno delle “autorità” spagnole e catalane (e purtroppo anche delle stragrande maggioranza dei compagni, a Barcellona e a Madrid come in Italia) continua a fare dei piccoli passi in avanti, sperando che, come si urlava una volta nei cortei “PAGHERANNO CARO, PAGHERANNO TUTTO!”

Flavio Guidi