Il 21 maggio ci saranno gli scioperi della sanità e una prima manifestazione in concomitanza del vertice del G20. Il 22 maggio una seconda manifestazione nazionale a Roma. E’ solo l’inizio di una serie di scadenze per la lotta per il diritto alla salute e ai beni comuni [Checchino Antonini]

“La salute non è una merce”, “Sanità pubblica e territoriale”, “nessun profitto sulla pandemia”, “assunzioni a tempo indeterminato”, “internalizzazione dei precari”: già solo una scorsa agli hastagh che lanciano la mobilitazione contro il Global Health Summit, il G20 sulla sanità che si riunisce a Roma il 21 maggio rivela le potenzialità di come una piattaforma sulla sanità contenga quell’elemento di unificazione delle lotte così difficile da identificare altrove per via dei processi disgregatori innescati dalle controriforme degli ultimi decenni. «La pandemia ha mostrato la ferocia e l’inefficienza del sistema sanitario e di tutela della salute, se fondato sul profitto e sul mercato. Proprio i paesi più ricchi del mondo hanno subito una strage senza precedenti, dovuta alla distruzione dei sistemi sanitari pubblici e alla gestione della pandemia in funzione del PIL, sacrificando al mercato, al profitto e agli affari la vita stessa delle persone», si legge nell’appello (che abbiamo contribuito a costruire e che pubblichiamo integralmente in calce a questo articolo) che lancia le iniziative in programma a Roma per quei giorni nonostante il governo, nella riapertura progressiva delle attività, abbia dimenticato di cancellare le limitazioni alla libertà di manifestare imposta con il lockdown. Noi manifesteremo venerdì 21 maggio a Roma durante il G20 e faremo un corteo nazionale sabato 22 perché è un nostro diritto.

Il 21 maggio ci saranno gli scioperi del mondo della sanità e una prima manifestazione in concomitanza del vertice del G20. Il 22 maggio una seconda manifestazione nazionale a Roma. Già dall’imporsi della pandemia anche noi avevamo individuato nella battaglia per il rilancio della sanità pubblica uno dei terreni di lotta per iniziare la riscrittura di un’agenda di rivendicazioni e di un percorso di convergenza. Le varie iniziative messe in piedi, tuttavia, hanno scontato tutti i limiti della virtualità dovuta ai lockdown, oltre alla mordacchia alle lotte applicata dalle politiche concertative delle direzioni dei maggiori sindacati.

Ora questa pur timida riapertura ci restituisce la possibilità di costruire un pezzo di una mobilitazione di lunga durata sulle parole d’ordine unificanti che sono suggerite dal tema della sanità: il diritto alla cura per tutti e tutte, la ripubblicizzazione di questo e altri servizi, la revoca dei brevetti sui vaccini con la possibilità di un internazionalismo efficace, la stabilizzazione dei lavoratori precari nelle pubbliche amministrazioni, la rivendicazione di un modello di sviluppo alternativo al mercato a partire dall’utilizzo dei fondi del Pnrr. Le scadenze del 20 e 21 sono solo l’inizio di un calendario che già si prospetta denso di appuntamenti: già fra una settimana, il 29 maggio, si svolgerà una giornata di lotta per il diritto alla salute collegata alla raccolta firme, città per città, per “No profit on pandemic” un’ICE (iniziativa dei cittadini europei, in Italia dobbiamo arrivare a 150.000 firme, per ora siamo ad un terzo) per rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e tutte.

Che sia possibile contrastare neoliberismo ce lo ha mostrato, ad esempio, il referendum del 2011 con cui una coalizione ampia e determinata ha sancito una vittoria storica nel nostro Paese: con 27 milioni di sì ai referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare abbiamo messo in difficoltà chi per decenni ha imposto privatizzazioni e estrattivismo. E infatti capitalisti e governi insieme a molte amministrazioni locali hanno fatto e stanno facendo di tutto per disattendere quel voto. Dieci anni dopo, in piena pandemia, quella vittoria elettorale basata sulla difesa dei beni comuni e sull’affermazione dei diritti di tutt@ sui profitti di pochi, ha un significato ancora più attuale e deve costituire un incitamento a non mollare la presa e a rilanciare una lotta per i diritti fondamentali assolutamente connessa con la piattaforma che si manifesterà contro il G20. Non un anniversario da celebrare, ma il rilancio di una lotta ancora in corso attraverso un corteo nazionale il prossimo 12 giugno preceduto da iniziative sui territori dove il tema delle privatizzazioni viene declinato con sfumature e tempi diversi comune per comune, regione per regione.

Anche il ventennale delle giornate del luglio genovese vuole caratterizzarsi in questa direzione con il claim “Voi la malattia, noi la cura”. Vogliamo che il taglio non sia in alcun modo commemorativo o reducista, sapendo bene che cosa è avvenuto negli anni successivi, (le numerose sconfitte del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori e dei movimenti sociali ed anche le derive politiche e gli opportunismi di molti soggetti) ma deve guardare a fondo alle cause della crisi che stiamo vivendo e alle possibili soluzioni,  ripensando ed aggiornando le analisi del Public Forum del luglio 2001, che avevano previsto le crisi strutturali e cicliche che stiamo vivendo (economica, sindemica, climatica, sociale). Un approccio che ben si presta alla messa a punto di campagne ad hoc sui territori e nella prospettiva di un autunno caldo capace di aver cura anche della lotta di classe. Ma perché succeda è indispensabile per i nostri circoli continuare il lavoro già iniziato, rimodularlo nei territori, calibrarlo per le convergenze possibili, esplorando tutte le modalità di internità alle vertenze e alle lotte.

Ma dobbiamo anche, e da subito, continuare a guardare a quello che succede in Medio Oriente, a un popolo palestinese a cui vengono negati i suoi diritti più elementari, schiacciato sotto il peso del colonialismo e del razzismo del governo di estrema destra dello Stato di Israele nell’indifferenza ed anzi nella complicità di tanti governi, compreso il nostro, e dei loro media.

Le manifestazioni spontanee e partecipate della scorsa settimana devono trovare continuità e slancio di mobilitazione: per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, per fermare i massacri e l’orrore della pulizia etnica.

A ROMA IL 21 E 22 MAGGIO CONTRO G20 E GOVERNO DRAGHI

La pandemia ha mostrato la ferocia e l’inefficienza del sistema sanitario e di tutela della salute, se fondato sul profitto e sul mercato. Proprio i paesi più ricchi del mondo hanno subito una strage senza precedenti, dovuta alla distruzione dei sistemi sanitari pubblici e alla gestione della pandemia in funzione del PIL, sacrificando al mercato, al profitto e agli affari la vita stessa delle persone.

Ma il sacrificio disumano di tante e tanti non è servito ad evitare il danno economico, così la crisi sanitaria è stata più pesante dove tagli e privatizzazioni hanno indebolito sanità pubblica e una politica subalterna alle grandi imprese è stata incapace di strategie coerenti di contenimento del contagio, ed è quindi diventata crisi economica e sociale e milioni di persone hanno perso il lavoro e sono state gettate nella povertà. La pandemia è diventata sindemia, cioè una catastrofe sanitaria e sociale al tempo stesso.

L’egoismo dei paesi più ricchi si è poi manifestato con la decisione criminale di difendere i brevetti delle multinazionali sui vaccini; e questo sta provocando un ritardo gravissimo nella vaccinazione di tutte le popolazioni del mondo con il rischio evidente, come mostra il dilagare del contagio in India, di un ritorno senza fine del virus.

La mancanza di strutture sanitarie in grado di fronteggiare l’emergenza si scontra con la realtà di un’assurda escalation delle spese militari che non si è fermata neanche in questo periodo di pandemia.

Noi organizzazioni sociali e politiche impegnate a contrastare quel sistema malato fondato sul profitto, che ha aggravato enormemente gli effetti della pandemia Covid, sentiamo la necessità di mobilitarci attorno al vertice del G20 per rivendicare vaccini e sanità pubblica per tutte e tutti in tutto il mondo e giustizia sociale per affrontare gli effetti del virus sulla società.

Per questo rinnoviamo la richiesta alla UE e agli USA di togliere senza se e senza ma il loro scandaloso veto alla eliminazione dei brevetti su cure e vaccini, beni comuni che devono essere pubblici e a disposizione dell’intera umanità, garantendo il trasferimento di tecnologie. L’annuncio di Biden è un primo passo ma sarebbe un errore interrompere la mobilitazione globale. Per questo rivendichiamo una sanità pubblica gratuita e fondata sulla prevenzione e sulla medicina territoriale. Per questo diciamo no al PNRR del governo Draghi che prosegue nella politica insensata e feroce di tagli alla sanità pubblica e di privatizzazioni, che vuole realizzare una ristrutturazione capitalistica che consolida i poteri e le ingiustizie e prelude a nuove fasi di austerità e devastazione sociale e ambientale.

Per questo reclamiamo eguaglianza sociale e redistribuzione della ricchezza per affrontare la crisi economica e sociale. Facciamo del G20 sulla sanità che si riunisce a Roma il 21 maggio una scadenza di lotta e mobilitazione. Proponiamo due giornate di mobilitazione nazionale per venerdì 21 e sabato 22 maggio a Roma che facciano sentire al G20 la voce di chi in Italia vuole che la salute sia davvero al primo posto e che la vita e la natura non siano più sacrificate al profitto.

Il 21 maggio sosterremo gli scioperi del mondo della sanità e parteciperemo a tutte le iniziative di lotta inclusa la manifestazione che si svolgerà a Roma in concomitanza del vertice del G20. 

Il 22 maggio promuoviamo una manifestazione nazionale a Roma, nel rispetto delle regole per la salute, per far sentire la nostra voce ad un palazzo della politica e del potere che non ha imparato nulla dalla pandemia e vuole imporci una riorganizzazione complessiva del sistema economico fondata sugli stessi presupposti che hanno favorito il disastro sanitario e sociale che ci ha colpito.

La recente approvazione del Piano di Ripresa e Resilienza da parte di un Parlamento completamente soggiogato, conferma la volontà di utilizzare l’emergenza sanitaria come un’arma per aumentare profitti e potere del sistema delle grandi imprese, per fare affari privati con soldi pubblici, per ridurre ancora il pubblico, lo stato sociale, i diritti del lavoro. 

Al di là di vuote dichiarazioni di principio non è prevista nessuna ripresa dell’intervento pubblico neanche nel sistema sanitario, nessun intervento per fermare la strage di lavoratrici e lavoratori nei luoghi di lavoro,  nessuna seria politica di sostegno all’occupazione, nessuna azione di tutela del territorio e di risanamento dei disastri ambientali provocati negli ultimi decenni, nessun intervento di riequilibrio territoriale e di riduzione delle disuguaglianze.

Saremo in piazza contro la politica degli affari e contro il governo Draghi che ne è espressione, per i vaccini e la sanità pubblici, per la giustizia sociale e il diritto di tutte e tutti a lavorare e vivere dignitosamente senza rischiare salute e vita.

FIRMATARI

Comitato Popolare Sanità Pubblica – Roma, Vita di Donna odv, Per un’altra città Firenze, ex OPG je so pazzo, Centro Sociale Intifada, Rete Popolare Tiburtina, Comitato San Gennaro-Art.32 Napoli, Associazione eQual Mantova, Casa del Popolo “Berta Caceres” Padova, Comitato Popolare S. Basilio, Circolo Agorà Pisa, Magazzini Popolari Casalbertone, Spazio Catai Padova, Comitato Popolare Casalbruciato, Unione Sindacale di Base, Cambiare Rotta o.g.c., Organizzazione Studentesca di Alternativa, Giovani Comuniste/i, Contropiano, Coniare Rivolta, Democrazia Atea, Partito Comunista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Rete dei Comunisti, Risorgimento Socialista, Sinistra Anticapitalista, Transform Italia, PMLI, Movimento Umanista Popolare, Confederazione Sinistre Italiane, inventareilfuturo, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, Nicoletta Dosio No Tav Val di Susa, Circolo Chico Mendes, Aea (associazione esposti amianto), Centro F. Lorusso, Rete per l’Ecologia Sociale, Centro di Iniziativa Giuridica Abd El Salam”, Rivista Ragioni&Conflitti, gruppo antifascista Officina Popolare Parma, Comitato di lotta antifascista antimperialista per la memoria – Parma, Mani Rosse Antirazziste, LAICITALIA, Il comitato nazionale Per il ritiro di ogni autonomia differenziata, Comitato regionale Emilia Romagna contro qualunque autonomia differenziata, Campagna Affitto Sociale, Patria Socialista, Comitato Basilicata No Profit on People and Planet, Casa del Popolo di Fermo, Cà Luisa Casa del popolo, Coord. No Pedemontana Lombarda, Archivio “Seveso memoria di parte”, Franco Russo, Angelo Baracca eco pacifista-Professore di fisica a riposo-Università di Firenze, Ernesto Screpanti docente di economia politica Univ. Siena, Salvatore Cingari – docente Storia Dottrine Politiche, Roberto Fineschi filosofo, Matteo Bortolon giornalista “La Fionda” FI, Dott.ssa Eleonora Ferrari-medico in Formazione Specialistica in Igiene e Medicina Preventiva, Dott. Antonio Madera-medico odontoiatra e medico vaccinatore, Dott. Vito Totire, medico del lavoro e psichiatra, Emanuele Stramignoni medico, Silvio Di Primio, Consigliere Comunale Chieti, Alessio Lega – cantastorie libertario, Alberto Prunetti – scrittore, Alessandro Scarpellini – scrittore, Massimiliano Morosini, Guglielmo Zucaro-meteorologo libero professionista, Dario Tamburrano, Eleonora Zamboni insegnante e educatrice-torino, Giulio D’Agnello – musicista, Gabriella Marfe, Trianella Bianchi, Matteo Bessone, Chiara Rivetti, Raise Silvano, Antonio La Scala, Francesco Scorzelli Delegato USB ASST Lecco, Emanuela Marceddu USB sanità privata,

Per adesioni: nobrevettisuivaccini@gmail.com