Da Piacenza arriva una buona notizia: una trentina di iscritti alla CGIL (della “mozione Landini” – notabene) contestano dalla a alla zeta la posizione assunta dal loro sindacato nello scontro tra i facchini del SI Cobas e la multinazionale statunitense FedEx. Lo fanno con una lettera aperta, non nelle segrete stanze del sindacato dove la loro critica sarebbe stata soffocata. È un atto coraggioso e non deve passare sotto silenzio. Soprattutto per quello che i dissidenti dicono:

1)la CGIL deve cambiare rotta, e appoggiare i lavoratori della logistica che si stanno battendo contro la chiusura del magazzino di Piacenza, anziché attaccarli;

2)la CGIL deve riconoscere che “i SI Cobas hanno fatto il loro mestiere, con scioperi e picchetti” [un sindacato degno del suo nome fa questo -n.], e prendere posizione netta “contro la repressione poliziesca che ne è derivata, con arresti, divieti di dimora e revoche del permesso di soggiorno”;

3)la CGIL, di conseguenza, deve ritirare l’esposto contro i picchetti del SI Cobas che ha fatto agli organi repressivi dello stato;

4)la CGIL deve incontrarsi con il SI Cobas per ricomporre il conflitto tra le due organizzazioni sindacali, per “unire il fronte dei lavoratori” contro FedEx, impedendo al padrone di portare avanti le sue manovre di divisione.

Auguriamo a queste compagne e compagni che la loro sortita sia raccolta dal più gran numero di iscritti alla CGIL, e ottenga davvero un cambio di rotta. Anche se su questa seconda cosa nutriamo forti dubbi, data la dura risposta, quasi una minaccia, arrivata a stretto giro dalla segreteria del sindacato: “Risponderemo alle richieste a tempo debito e nelle sedi opportune”. Ci auguriamo che non demordano dalla loro iniziativa, perché è il miglior contributo che possano dare a quell’unità del fronte di classe contro il fronte padronale a cui mostrano di tenere quanto noi.

Lettera aperta alla Cgil, al Segretario della CGIL di Piacenza ed alla Stampa locale.
Unificare le lotte ed i lavoratori


Cara Cgil, caro Segretario, gentili Direttori,
lo scorso 28 gennaio a Piacenza, i lavoratori della TNT – azienda recentemente assorbita dalla multinazionale della logistica FedEx – hanno scioperato in opposizione ai licenziamenti preannunciati in tutta Europa.
La vertenza a difesa dei posti di lavoro si è caratterizzata con il blocco dei cancelli carrabili da parte dei lavoratori, coordinati dal sindacato Si Cobas.
Blocco iniziato il 1 febbraio e rimosso da un intervento delle forze dell’ordine, ma che si è poi protratto fino al 8 febbraio, giorno della firma di un accordo in Prefettura tra FedEx TNT e scioperanti.
Nell’accordo venivano scongiurati “tagli al personale nella sede di Piacenza, a fronte della volontà della multinazionale di operare 6.300 licenziamenti in Europa, di cui 650 in Italia.”
Lo stesso 8 febbraio nei confronti dei lavoratori manifestanti, sono state richieste 29 misure cautelari ed il 10 marzo disposti 2 arresti domiciliari e 5 divieti di dimora, l’avvio per 6 lavoratori della revoca del permesso di soggiorno e pesanti sanzioni pecuniarie per la violazione del coprifuoco.
Nel contempo, FedEx TNT, approfittando della situazione annunciava il licenziamento di circa 300 lavoratori, venendo meno agli impegni presi.
Questa, in estrema sintesi, la vicenda.
Ora, appare evidente la necessità di un intervento che garantisca l’occupazione e riconosca i diritti per i lavoratori di un settore oggi più che mai strategico ed importante per la vita di tutti noi.
Per questo consideriamo inaccettabile e sbagliato, come sempre, affrontare i problemi del lavoro e dei diritti, attraverso azioni repressive.
In particolare oggi occorre salvaguardare l’occupazione, i servizi, la qualità e la dignità del lavoro e dunque i lavoratori, non gli interessi di una multinazionale americana.
Consideriamo sbagliato “criminalizzare“ il conflitto sociale, utilizzando misure come la custodia cautelare, la contestazione di reato di blocco stradale, il divieto di dimora, le sanzioni amministrative e la revoca del permesso di
soggiorno per i lavoratori stranieri: le lotte dei lavoratori da sempre richiedono risposte concrete, non repressione!
Chi come noi si è sempre battuto, anche attraverso l’esperienza di “Essere sindacato” e del “4° documento”, per l’affermazione dei diritti del lavoro e per un Sindacato indipendente, democratico e plurale che li rappresentasse, non può non chiedere che si intervenga attraverso soluzioni positive:

-chiediamo un impegno comune per l’immediato ritiro degli esposti e dei provvedimenti giudiziari e amministrativi assunti nei confronti dei lavoratori TNT/FEDEX e dei loro rappresentanti;
-chiediamo una presa di posizione netta e pubblica contro la repressione delle lotte, qualsiasi sia la loro bandiera, avendo imparato, sulla nostra pelle, come nei conflitti contro controparti molto più forti, sentirsi soli è disperante;
-chiediamo che il nostro sindacato, la CGIL, agisca come Sindacato generale ed assuma un atto concreto di solidarietà, smentendo chi vuole dividere i lavoratori assegnando patenti di sindacato buono e sindacato cattivo. Unità e coesione di tutti i lavoratori devono essere valori irrinunciabili, incisi nel DNA;
-chiediamo che si apra un confronto diretto tra tutte le parti sindacali per riaprire una comune vertenza, che ottenga anche il sostegno degli enti Locali, nei confronti di FEDEX per garantire i posti di lavoro a Piacenza per i lavoratori ex-TNT senza discriminazione di appartenenza sindacale, nel rispetto degli impegni assunti;
-chiediamo che si apra un confronto diretto, più profondo, tra le organizzazioni sindacali per evitare il ripetersi di fenomeni negativi ed inaccettabili di contrapposizione e divisione tra lavoratori. La società ed il lavoro sono cambiati e cambieranno, ma quello che rimane irrinunciabile è l’impegno comune dalla parte del lavoro, unificando e non dividendo, per i diritti di tutte e tutti!

Firmatari:
Guia Valisa RSU CGIL PMPN
Gabriella Mazzolini RSU CGIL PMPN direttivo FP
Martina Buldorini FLC CGIL
Tatiana Morelli SPI CGIL
Maura Cesena SPI CGIL
Silvana Alesti SPI CGIL Valtrebbia
Nicoletta Bongiorni FP CGIL
Giliola Assali SPI CGIL
Giovanna Brugna FP CGIL
Maria Gozzi SPI CGIL
Rosanna Ghezzi iscritta CGIL
Gianluca Sartori RSU CGIL SOGIN direttivo FILCTEM
Cesare Maggi SPI CGIL
Marco Gelmini iscritto CGIL
Gabriele Chiappini RSU CGIL PMPN
Giorgio Passera SPI CGIL
Lino Anelli SPI CGIL Valtidone
Antonio Fossati SPI CGIL
Marco Tamborlani FIOM CGIL
Paolo Cicognani FILCTEM CGIL
Ivan Porreca FILCTEM CGIL
Andrea Bongiorni FILCTEM CGIL
Paolo Sola FIOM CGIL
Giuseppe Bongiorni SPI CGIL
Eugenio Bagnasco RSU CGIL Comune PC
Piero Bonomini SPI CGIL
Ettore Arbasi SPI CGIL
Michele Rizzitiello FP CGIL