Da un po’ di anni a Milano il 1° maggio al pomeriggio si tiene la manifestazione alternativa. Quella che raggruppa, mette insieme le tante realtà che vogliono invertire la rotta e cambiare il sistema.

Oggi pioveva, ma è riuscita. Non solo, dopo un anno e più di presidi e presidi, si è finalmente tenuta una manifestazione autorizzata. Da piazza Cairoli a piazza Duomo, 500 metri che hanno visto sfilare tra le due e le tremila persone. Tanti striscioni, tanti ombrelli, tantissime bandiere. Sindacati di base di tutti i tipi, anarchici, Rifondazione, piccoli partiti rivoluzionari, No-Cpr, Ottoni a scoppio, Rimaflow. Trasversali a tutti una larga componente di immigrati. Erano i più arrabbiati, decisi a gridare e gridare; lavoratori soprattutto della logistica che negli ultimi anni hanno scoperto cosa vuol dire lottare, hanno conosciuto l’organizzazione, le vittorie e la repressione. E poi gli immigrati che ricordano che “non possono più aspettare”, documenti-carote mentre il bastone è sempre pronto.

Tra i tanti striscioni quelli che ricordano Sanità, Cultura, Scuola, Reddito, Dignità, Diritti, fine del patriarcato.

Il resto della città guardava, qualche turista incuriosito fotografava, per altri pareva che stessero sfilando dei marziani. E poi la musica: “Fame e macerie sotto i mortai…” “El pueblo unido.”

Diciamo che è stato un importante segnale di vita, ma la primavera, quella che sogniamo, deve ancora arrivare…

Andrea De Lotto da Pressenza