Chi si ricorda “Piange il telefono?” di Domenico Modugno… O “Ci vuole un fiore” di Sergio Endrigo
o “L’importante è finire” di Mina… Correva l’anno 1975. C’era carosello, si andava con il grembiule
a scuola e in quinta elementare si faceva ancora l’esame, il dittatore Franco stava per morire…
Aldo Moro era ancora vivo…
Il 26 Giugno di quell’anno in un conflitto a fuoco morivano due agenti dell’FBI nel Nord Dakota. Il 6
febbraio successivo un indiano d’America di nome Leonard Peltier entrava in carcere, aveva 32
anni.
Leonard Peltier, oggi, ha 76 anni ed è ancora in carcere. Non è mai uscito.
Possiamo immaginare di cosa sia accusato: avere ucciso i due agenti bianchi dell’FBI.
Ammettiamo: “Si è stato lui!” Non vi sembra folle che quest’uomo sia ancora in carcere?
Il problema è che le sue colpe sono altre:

  • La sua prima colpa è aver sempre negato di averli uccisi lui. E’ molto grave.
  • Seconda colpa: non aver mai rinnegato le lotte del suo popolo, i nativi d’America (si dico
    America e non Stati Uniti perché in realtà le loro terre non avevano confini con Canada,
    Messico….)
  • Terza colpa: aver fatto parte dell’AIM, l’American Indian Movement che dalla fine degli
    anni ’60 si formò e organizzò per difendere i propri diritti, la propria cultura, lingua, terra,
    acqua….
  • Quarta colpa: aver appoggiato le lotte del suo popolo anche se dentro il carcere, esprimersi
    per esempio contro la costruzione di un oleodotto gigantesco e in sostegno della resistenza
    della sua gente contro questa devastazione ambientale.
  • Quinta colpa: aver scritto un libro dove racconta la sua storia, un libro formidabile “La mia
    danza del sole”.
  • Sesta colpa: non essersi opposto a che in giro per gli Usa vi fossero decine e decine di
    murales con la sua immagine, a che gruppi musicali scrivessero canzoni a lui intitolate.
  • Settima colpa: aver mantenuto un rapporto, a distanza, fraterno con Mumia Abu Jamal che
    ha vissuto una storia simile alla sua e continua a marcire anch’egli in carcere.
  • Ottava colpa: aver dipinto in carcere immagini di gente del suo popolo e aver scritto poesie
    sulla loro sofferenza e lotta.
  • Nona colpa: mantenersi vivo, lucido e coerente.
  • Decima colpa….
    Ma la sua colpa si riassume a una, quella che lui ben descrive nella sua poesia che qui trascrivo:
    Ognuno di noi ha inizio nell’innocenza
    Tutti diventiamo colpevoli
    In questa vita ti ritrovi colpevole
    Di essere quello che sei.
    Essere te stesso, questo è il Peccato Aborigeno,
    il peggiore di tutti i peccati.
    E’ un peccato per il quale non sarai mai perdonato
    Noi indiani siamo tutti colpevoli,
    colpevoli di essere noi stessi.
    Quella colpa ci viene insegnata dal giorno in cui nasciamo.
    La impariamo bene.
    A ognuno dei miei fratelli e delle mie sorelle dico,
    siate orgogliosi di quella colpa.
    Siate colpevoli solo di essere innocenti,
    di essere voi stessi,
    di essere indiani,
    di essere umani.
    E’ la vostra colpa a rendervi sacri.
    Leonard Peltier. Cercate su internet notizie su di lui, spargete la voce: “Sai chi è Leonard Peltier?”
    Questi sono gli Stati Uniti, il Paese più criminogeno del mondo, con più di due milioni di persone in
    carcere.
    Che Leonard Peltier sappia che non è solo, che lo ricordiamo e che grideremo il suo nome fino a
    che avremo fiato.
    “Il mio crimine è essere indiano.
    Qual è il tuo?”
    L.P.
    PS Alla fine del processo vennero dati DUE ergastoli a Leonard Peltier, i giudici ammisero: “E’ vero
    non avevamo prove…. Ma lui era lì e qualcuno dovevamo pur mettere dentro.” Dimenticavo: in
    quel conflitto a fuoco mori anche un nativo: nessuna indagine venne mai fatta. Così come nessuno
    andò in carcere per le decine e decine di nativi che in quegli anni e in quella regione vennero uccisi
    da esercito, polizia, bande armate paramilitari sostenute dal governo. Questa è la storia.

Andrea De Lotto