Ieri sera, in via Farfengo, si è svolta la prima assemblea provinciale dei “lavoratori combattivi” (così aveva deciso di chiamarsi quella di Bologna del 27 settembre e così si è deciso di continuare a chiamarsi pure a Brescia). La sala ben poco accogliente nel seminterrato del centro sociale della ex Terza Circoscrizione era “gremita” (per quanto si possa in tempi di Covid, visto che bisognava rispettare i protocolli) già alle 20,15. Oltre 70 lavoratori erano presenti (e una decina on line, soprattutto dalla lontana Valle Camonica), davanti allo striscione “Per un Fronte Unico dei Lavoratori”. Ad occhio e croce una metà “autoctoni” e l’altra metà immigrati. Poche le donne. La grande maggioranza erano lavoratori della logistica e metalmeccanici, anche se non mancavano i lavoratori della scuola, della sanità, i tessili, della grande distribuzione…e qualche pensionato (come chi scrive). Ben 15 gli interventi. Nell’ordine: Alfredo, funzionario SiCOBAS; Lino, RSU Pasotti, FIOM-CGIL; Carmelo, RSU Iveco, FIOM-CGIL; Abbas, SiCOBAS GLS; Adil, SiCOBAS Bartolini; Hassan, SiCOBAS Fercam; Luigi, FIOM-CGIL Pasotti; Sauro, RCS; Simona, RSU Sanitars, FILCTEM-CGIL; Sergio, Magazzino SMA Chiari, SLAI COBAS; Alessandro, Collettivo Gardesano Autonomo; Beppe, Sinistra Anticapitalista; Fiorenzo, Rifondazione Comunista; Grazia, RSU Clinica S. Camillo,FP Sanità CGIL; Laura, funzionaria SiCOBAS. Praticamente tutti gli interventi hanno avuto come leitmotiv la questione dell’imprescindibilità dell’unità delle forze di classe per rispondere adeguatamente (o almeno tentarlo) alla vera e propria dichiarazione di guerra ai lavoratori fatta da Confindustria. Farla finita con “gli orticelli” autosufficienti, con gli steccati d’organizzazione, si è detto in più di un intervento (soprattutto degli autoctoni, reduci da tante sconfitte e “false partenze”), visto che l’avversario di classe, con l’appoggio dei governi di ogni colore, si muove in modo sostanzialmente compatto e determinato. Inutile rimarcare che tutti si sono dichiarati a favore degli obiettivi emersi a Bologna (vedi articolo del 28 settembre su questo blog), con enfasi particolare sulla riduzione drastica dell’orario di lavoro a parità di salario. Molti interventi, soprattutto di lavoratori della logistica, si sono soffermati sulle penose condizioni di lavoro e sul processo di emancipazione che ha significato per loro la scoperta dell’organizzazione sindacale e della solidarietà di classe. Si è parlato anche dello sciopero generale di venerdì prossimo, 23 ottobre, e della giornata di mobilitazione di sabato 24. A questo proposito si è deciso di dar vita ad un presidio di protesta davanti alla sede dell’Associazione Industriali Bresciani, in via Cefalonia, 60 (Brescia Due) dalle ore 15 alle 17. Ovviamente l’invito a partecipare al presidio è esteso a tutte le realtà sindacali e politiche, non solo a quelle che hanno partecipato all’iniziativa di ieri sera. Se il buongiorno si vede dal mattino, forse stavolta si intravede qualche spiraglio soleggiato.

Flavio Guidi