Come già dichiarammo a marzo, sosteniamo con convinzione il NO al Referendum Costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari che si terrà ‪il 20-21 settembre 2020‬. Consideriamo un errore la riduzione del numero dei parlamentari proposta dalla legge di modifica costituzionale.

Questo sia per la sostanza del danno che ne deriverebbe alla rappresentanza democratica in termini di restringimento degli spazi di pluralismo territoriale, politico, di genere, anagrafico e di competenze, sia per la forma con la quale l’ipotesi di riforma è stata motivata, tesa a raffigurare l’esercizio di un potere democratico solo come ostacolo e un costoso onere da contenere. Peraltro, rispetto ai costi, sarebbe bastato un corrispondente taglio nello stipendio dei parlamentari, che invece resta intatto.

Crediamo anche che la campagna referendaria possa essere l’occasione per ribadire invece l’importanza di una rappresentanza politica delle lavoratrici e dei lavoratori e dei settori sociali colpiti dalla crisi e dalle politiche di austerità e dei tagli, in antitesi alle volontà politiche che negli ultimi anni – attraverso l’utilizzo di strumenti, sia pure legittimi, quali voti di fiducia, decretazione governativa e tempi contingentati – ne hanno relegato l’espressione a marginali.

#RiconquistiamoTutto