Gli ultimi giorni prima della chiusura estiva sono il momento scelto spesso dalla politica per assumere provvedimenti “particolari”. Una legge generale che al Pirellone conoscono piuttosto bene. Una prova lampante è la delibera 3518 “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio sanitario e sociosanitario per l’esercizio 2020 – 1° provvedimento” approvata il 5 agosto scorso, a uffici regionali ormai quasi chiusi. Dietro all’anonimo oggetto, il documento licenziato dall’assessore Giulio Gallera nasconde un importante svolta: Regione Lombardia ha infatti stabilito “di farsi carico del 50% dei costi del rinnovo contrattuale della sanità Privata con interventi relativi alle tariffe e ai budget nei limiti delle risorse disponibili”. Ovvero, il pubblico pagherà buona parte degli aumenti salariali destinati al personale sanitario delle strutture private, un contratto che aspettava di essere rinnovato da 14 anni.

E come coprirà un tale aumento di spesa? Aumentando le tariffe e i budget del privato. E, in attesa di rivedere tariffe e budget, la giunta Fontana con la delibera 3518 ha già stanziato i primi 5 milioni di euro per sostenere quell’aumento, soldi sufficienti solo per i mesi dell’anno corrente.

Per avere un’idea della portata del provvedimento, basti dire che un ospedale come il San Donato, che nel 2019 ha denunciato un fatturato di circa 170 milioni di euro, con un utile netto vicino ai 34 milioni di euro, riceverà fondi extra per pagare i propri dipendenti. «Se Regione Lombardia ha così a cuore i dipendenti degli ospedali privati, perché non impone a questi imprenditori di applicare il CCNL della Sanità Pubblica?», si domanda il consigliere M5s Marco Fumagalli, il primo ad accorgersi della manovra agostana e a lanciare l’allarme. «Perché non impone di assumere i medici anziché tenerli a partita Iva? Il San Donato, per esempio, ha solo un medico assunto. Ma soprattutto: perché il pubblico deve impegnarsi ad aumenti di tariffa e di budget nei confronti di chi fa già enormi utili, per pagare i loro dipendenti? I privati non possono usare i margini che hanno per pagare i lavoratori e diminuire i loro larghi utili?». Tutte domande più che lecite.Palazzo Lombardia, sede della Regione. Imagoeconomica

Del resto, la lettura del provvedimento lascia pochi spazi ai dubbi: “(La Giunta delibera, ndr) di affidare l’istruttoria finalizzata alla definizione dei suddetti interventi al Tavolo di cui alla DGR XI/2672 incaricato di individuare le modalità applicative a livello regionale del processo di rimodulazione in aumento della spesa per acquisto di prestazioni da erogatori privati. L’istruttoria deve essere conclusa entro due settimane dalla sottoscrizione del CCNL della Sanità Privata; (La Giunta delibera, ndr) di stabilire che con successivi provvedimenti verranno pertanto adeguati il valore dei contratti di servizio e le tariffe delle prestazioni per importi e decorrenza coerenti con l’incidenza dei maggiori costi dei fattori produttivi individuati”. Che tradotto significa: il Pirellone aumenterà i rimborsi per le prestazioni effettuate dai privati al fine di assorbire l’aumento di spesa dovuto agli incrementi salariali del personale. E lo farà entro 14 giorni dalla sottoscrizione del contratto tra sindacati e associazioni che raggruppano gli imprenditori sanitari privati.

«In pratica stiamo trasferendo risorse al privato, togliendole al pubblico, non in base ad una logica programmatoria, ma perché altrimenti i datori di lavoro privati, se non vedono i soldi, non sottoscrivono il rinnovo del contratto collettivo. A me sembra mi stiano fregando i soldi dal portafoglio», conclude Fumagalli.

Di Andrea Sparaciari

Da Business Insider Italia