E’ stato rinviato il processo nei confronti del fratello e del padre di Sana Cheema, la cittadina italiana di origini pakistane uccisa nell’aprile del 2018 perché, secondo l’accusa, voleva sposare il fidanzato di Brescia contro il parere della famiglia. L’udienza è stata rinviata perché i due imputati sono irreperibili. In Pakistan i due uomini erano stati assolti per carenza di prove e assenza di testimoni.

Sana Cheema, 25 anni, nata cresciuta a Brescia dove ha vissuto fino a dicembre 2017 e uccisa in Pakistan lo scorso aprile perché si era opposta a un matrimonio combinato con il cugino, non sono reperibili per la giustizia italiana. Perciò non è stato possibile consegnare loro, finora, alcuna notifica dell’indagine in corso.

La lega, notoriamente sensibile alle violenze sulle donne, alla liberazione dal patriarcato, e per i diritti degli immigrati anche di seconda generazione, non ha perso l’occasione di dire strumentalmente il contrario di ciò che normalmente fa.