1961 (1 assassinato)

1 maggio – Sarnico (BG)
Mario Savoldi
Manifestazione di protesta degli operai della locale manifattura. I carabinieri intervengono e uccidono a colpi d’arma da fuoco l’operaio disoccupato Mario Savoldi, del tutto estraneo alla manifestazione.

1962 (2 assassinati)

28 maggio – Ceccano (FR)
Luigi Mastrogiacomo
Gli operai del saponificio Scala sono in sciopero da 34 giorni per aumenti salariali. Manifestano per il mancato accoglimento delle richieste e per l’illegale assunzione di sei operai con funzione di crumiraggio. I carabinieri aggrediscono il corteo e sparano. Viene ucciso l’operaio Luigi Mastrogiacomo.

27 ottobre – Milano
Giovanni Ardizzone
Manifestazione contro il blocco aereo-navale nei confronti di Cuba attuato dagli Stati Uniti. Al termine del comizio della Cgil un corteo di cinquecento persone si dirige verso piazza Duomo. Dopo l’arrivo del corteo in piazza del Duomo, il Comando della Polizia dà l’ordine di disperdere i manifestanti. Il Terzo Battaglione Celere di Padova, corpo speciale di intervento nelle manifestazioni, inizia i caroselli con le jeep. Le jeep cariche di poliziotti si incuneano deliberatamente contro la testa del corteo, investendo e schiacciando contro un muro Giovanni Ardizzone, studente universitario di 21 anni.

1966 (1 assassinato)

27 aprile – Roma

Paolo Rossi.

Lo studente socialista Paolo Rossi, 19enne, viene picchiato e buttato giù dalle scale dell’Università La Sapienza, mentre stava volantinando, dai neofascisti di “Primula Goliardica”. Morirà poche ore dopo per trauma cranico.

1968 (3 assassinati)

12 settembre – Lodé (NU)
Vittorio Giua
Nel corso di una manifestazione i carabinieri intervengono aprendo il fuoco sui dimostranti e uccidendo l’operaio Vittorio Giua.

2 dicembre – Avola (SR)
Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia
Sciopero generale dei braccianti contro le gabbie salariali. Vengono fatti blocchi stradali contro un previsto attacco del battaglione della Celere di Catania. Quando il battaglione attacca con i lacrimogeni i contadini rispondono a sassate e riescono a incendiare due automezzi della Celere. La polizia spara a zero e uccide i braccianti Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia. Decine di feriti tra i braccianti. Poi saranno denunciati 150 braccianti per «tentata strage».

31 dicembre – Viareggio (LU)
Movimento studentesco e Potere operaio di Pisa organizzano una manifestazione di protesta davanti alla Bussola delle Focette, dove si svolge il famoso e miliardario veglione di Capodanno. Centosessanta giovani lanciano frutta e ortaggi vari. Avviene una carica di carabinieri con esplosione di colpi d’arma da fuoco. I manifestanti fanno barricate ma le cariche e i colpi si susseguono. Viene colpito alla schiena Soriano Ceccanti, di 17 anni, che non muore ma resterà paralizzato. Altri due feriti e decine di arresti.

1969  (21 assassinati, 17 dai fascisti e 4 dalle “forze dell’ordine”)

9 aprile – Battipaglia (SA)
Carmine Citro e Teresa Ricciardi
Sciopero contro la minacciata chiusura del tabacchificio locale, unico stabilimento industriale della città. Migliaia di agenti occupano la città, caricano i manifestanti e sparano uccidendo il tipografo Carmine Citro di 19 anni e Teresa Ricciardi di 30 anni, insegnante in una scuola media di Eboli, colpita mentre era alla finestra di casa propria. 23 luglio – Battipaglia (SA): vengono incriminate 119 persone in relazione alla manifestazione nella quale sono stati uccisi Carmine Citro e Teresa Ricciardi, per blocco stradale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

27 ottobre – Pisa
Cesare Pardini
Manifestazione antifascista contro il regime dei colonnelli greci. Viene attaccato un corteo di alcune migliaia di giovani e gli scontri durano poi fino a notte. Viene ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo lo studente universitario Cesare Pardini, di 22 anni; numerosi altri manifestanti rimangono feriti. In seguido ai disordini del 27 ottobre a Pisa, vengono spiccati 12 mandati di cattura per “radunata sediziosa, resistenza, violenza privata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, detenzione, uso e trasporto di materiali esplosivi”; 5 manifestanti (3 operai e 2 studenti) sono arrestati e tradotti nel carcere di Livorno, gli altri 7 si rendono latitanti.

12 dicembre – Milano

Una bomba, piazzata da neofascisti veneti di Ordine Nuovo, scoppia nella Banca dell’Agricoltura, in Piazza Fontana,  uccidendo 17 persone e ferendone 88.

15 dicembre – Milano
Giuseppe Pinelli
L’anarchico Giuseppe Pinelli, fermato per le indagini sulla strage di Piazza Fontana, durante l’interrogatorio “precipita” dal quarto piano della questura e muore.

1970 (14 assassinati, 11 dai fascisti e 3 dalle forze dell’ordine)

15 luglio – Reggio Calabria
Bruno Labate
Scoppia una rivolta in seguito alle polemiche sulla designazione della città che dovrà essere sede del consiglio regionale. L’agitazione è diretta dalla destra. Poiché il giorno precedente la polizia ha caricato la folla radunatasi davanti alla prefettura, vengono fatte delle barricate. Nel corso degli scontri la polizia uccide il ferroviere Bruno Labate, iscritto alla CGIL, di 46 anni, morto a causa dello schiacciamento del torace.

22 luglio – Gioia Tauro (RC)

Il treno Torino-Palermo (Freccia del Sud) viene fatto deragliare dai neofascisti di Avanguardia Nazionale: 6 morti e 66 feriti.

17 settembre – Reggio Calabria
Angelo Campanella
Scontri tra polizia e dimostranti. Viene ucciso con un colpo di moschetto al Rione Pescatori, durante un assalto alla questura, Angelo Campanella, autista dell’Ama. Non è chiaro se fosse coinvolto negli scontri o si trovasse per caso lì.

26 settembre – Ferentino (FR).                                                                                                  Gianni Aricò, Angelo Casile, Franco Scondo e Luigi Lo Celso, Annalise Borth.              Alle 11 di sera di quel giorno del 1970, 5 anarchici calabresi (detti ‘anarchici della Baracca’, nomignolo della villa Liberty nei pressi di Reggio Calabria dove i giovani anarchici usavano ritrovarsi), Gianni Aricò e la fidanzata Annalise Borth, Angelo Casile, Franco Scondo e Luigi Lo Celso rimasero uccisi in una probabilissima strage mascherata da incidente stradale a Ferentino, in provincia di Frosinone.
Il 12 dicembre 1969, giorno della strage di Piazza Fontana, i 5 ragazzi si trovavano a Roma, dove, dopo un attentato all’Altare della Patria, furono ammanettati e rimasero in carcere per una settimana. Quando uscirono, iniziarono una meticolosa controinformazione; uno di loro, Angelo Casile, aveva stilato una lista di terroristi neri iscritti ad Avanguardia Nazionale, altra formazione extraparlamentare di estrema destra, formazione politica in contatto con i colonnelli greci.
E veniamo al momento della strage: come dicevo all’inizio, erano le 11 di sera del 26 settembre 1970 quando i 5 giovani anarchici stavano viaggiando sull’Autostrada del Sole su una Mini Morris. All’altezza di Ferentino, in provincia di Frosinone, l’auto si schiantò sotto il rimorchio di un camion Fiat 690 diretto a Milano.
Angelo, Franco e Luigi morirono sul colpo; Giovanni ventiquattro ore dopo, Annalise dopo venti giorni di coma. Al momento dell’impatto col camion, che era sulla normale corsia di marcia, le luci dello stop, del lampeggiatore e quella di posizione del rimorchio sono spente, pur non essendo rotti i vetri dei fanalini; ciò significa che il camion con rimorchio era fermo in attesa che sopravvenisse la vettura con gli anarchici a bordo.
Va sottolineato il fatto che i documenti e le agende dei ragazzi richiesti dai familiari non furono mai ritrovati.
I due camionisti coinvolti, secondo le controinchieste portate avanti dagli anarchici, erano dipendenti di una ditta facente capo a Junio Valerio Borghese, futura guida del famoso ‘Golpe Borghese’. I 5 compagni anarchici erano in viaggio per Roma, ufficialmente per partecipare alla manifestazione di protesta contro la visita del presidente statunitense Richard Nixon, ma in realtà per incontrare l’avvocato Edoardo di Giovanni, uno dei massimi esponenti della controinformazione in quegli anni. Per dirgli cosa? Qualcosa che riguardava l’attentato alla Freccia del Sud.
Nonostante gli indizi che avrebbero dovuto far prevalere la tesi della strage e non dell’incidente stradale, il 28 gennaio del 1971 il procuratore generale di Roma restituì il procedimento di indagine alla procura di Frosinone, la quale, con decreto del giudice istruttore, archiviò il caso come incidente stradale.

 

9 novembre – Avola (Siracusa): il giudice istruttore Dionisio Mangiacasale invia 85 mandati di comparizione ad altrettanti braccianti, per i reati di “blocco stradale, resistenza a pubblico ufficiale, violenza” a seguito della repressione poliziesca del 2 dicembre 1968.

12 dicembre – Milano
Saverio Saltarelli
La polizia e i carabinieri, guidati dal vice questore Vittoria, caricano con lacrimogeni e pestaggi un corteo della sinistra extraparlamentare per l’anniversario della strage di Stato, e per solidarizzare con i militanti dell’Eta sotto processo a Burgos, in Spagna. Nella carica viene ucciso da un candelotto lacrimogeno lo studente Saverio Saltarelli di 23 anni, militante del PCInternazionalista. Per la morte di Saltarelli saranno successivamente inquisiti il capitano dei carabinieri Antonio Chiarivi e il capitano di p.s. Alberto Antonietti.

1971 (4 assassinati)

2 febbraio – Foggia
Domenico Centola
Nel corso di uno sciopero la polizia apre il fuoco uccidendo il bracciante Domenico Centola.

4 febbraio – Catanzaro
Giuseppe Malacaria
Durante una manifestazione sindacale vengono lanciate sul corteo due bombe che uccidono l’operaio Giuseppe Malacaria e feriscono 14 persone. I colpevoli dell’attentato non verranno individuati.

3 giugno – Milano
Massimiliano Ferretti
Quattromila agenti sgomberano le case occupate di via Tibaldi sparando un alto numero di candelotti lacrimogeni. A causa di ciò muore un bambino di sette mesi, Massimiliano Ferretti, malato di cuore e affetto di bronchite.

13 giugno – Palermo
Michele Guareschi
Un attivista del Partito repubblicano, Michele Guareschi di 32 anni, viene ucciso con un colpo di pistola da un agente di p.s. perché sorpreso ad affiggere manifesti elettorali dopo il termine consentito.

1972 (5 assassinati, 2 dalle forze dell’ordine)

21 gennaio – Napoli                                                                                                                    Vincenzo De Waure.                                                                                                            Accoltellato e poi dato alle fiamme, quasi sicuramente dai neofascisti, il militante del movimento studentesco V. De Waure. I giornali borghesi cercano di accreditare l’ipotesi di “suicidio”.

11 marzo – Milano
Giuseppe Tavecchio
Manifestazione della sinistra extraparlamentare in occasione del processo a Pietro Valpreda, l’anarchico accusato della strage di Stato. La manifestazione è vietata e avvengono scontri con la polizia. Un candelotto lacrimogeno, sparato ad altezza d’uomo dalla polizia, colpisce in faccia e uccide il pensionato Giuseppe Tavecchio.

Per l’uccisione di Giuseppe Tavecchio verrà incriminato per “omicidio colposo” il capitano di p.s. Dario Del Medico, condannato in primo grado e, infine, assolto in appello perché “il fatto non costituisce reato”.

15 marzo, Segrate (MI)                                                                                                     Giangiacomo Feltrinelli.                                                                                                           Viene rinvenuto il cadavere dilaniato di G. Feltrinelli. I mass media cercano di accreditare l’ipotesi di un “incidente” mentre cercava di minare un traliccio.

5 maggio – Pisa
Franco Serantini
Le forze di polizia caricano i militanti della sinistra extraparlamentare che contestano il comizio del missino Niccolai: durante una delle innumerevoli cariche Franco, 20 anni, viene circondato da un gruppo di celerini del Secondo e del Terzo plotone della Terza compagnia del I Raggruppamento celere di Roma, sul lungarno Gambacorti, e pestato a sangue. Successivamente viene trasferito prima in una caserma di polizia e poi al carcere Don Bosco, dove, il giorno dopo, viene sottoposto ad un interrogatorio, durante il quale manifesta uno stato di malessere generale che il Giudice, le guardie carcerarie e il medico del carcere non giudicano serio. Il 7 maggio, dopo due giorni di agonia, Serantini viene trovato in coma nella sua cella, trasportato al pronto soccorso del carcere muore alle 9,45 per frattura della scatola cranica.

Per la morte di Serantini, il pretore di Pisa condannerà il capitano di p.s. Amerigo Albini e l’agente Giovanni Colantoni a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per “falsa testimonianza”.

25 agosto – Parma                                                                                                                          Mariano Lupo                                                                                                                                   Viene assassinato dai fascisti il militante di LC M. Lupo

1973 (2 assassinati)

23 gennaio – Milano
Roberto Franceschi
[www.fondfranceschi.it]
Un migliaio di studenti staziona davanti all’Università Bocconi perché il rettore ha vietato un’assemblea che essi vorrebbero aperta anche agli operai. Quando si sciolgono per tornare a casa, la polizia, agli ordini del vice questore Palella e Cardile e del tenente Vincenzo Addante, li carica; un agente di p.s. apre il fuoco contro i manifestanti in fuga, colpendo a morte lo studente Roberto Franceschi, di 21 anni. Rimane ferito anche l’operaio Roberto Piacentini, al quale una pallottola sfiora un polmone.

Omicidio Franceschi: nei giorni successivi, si verifica un rimbalzo di responsabilità per l’intervento della polizia fra il rettore Giordano Dell’Amore e la Questura, che avanza la versione dell’“agente in preda a raptus”.

21 febbraio – Napoli
Vincenzo Caporale
Sciopero nazionale per la scuola indetto dal Movimento studentesco. I carabinieri e la polizia, agli ordini del vice questore Olivieri, attaccano il corteo con pestaggi indiscriminati e facendo anche largo uso di candelotti lacrimogeni; uno di questi, sparato ad altezza d’uomo, colpisce alla testa lo studente Vincenzo Caporale di 19 anni, che morirà l’indomani all’ospedale per emorragia cerebrale.

1974 (24 assassinati, di cui 2 dalle forze dell’ordine)

28 maggio – Brescia                                                                                                                      Banzi Giulia,  Bottardi Livia, Calzari Clementina, Natali Euplo, Pinto Luigi, Talenti Bartolomeo, Trebeschi Alberto, Zambarda Vittorio.                                                        Durante una manifestazione antifascista in Piazza della Loggia, una bomba posta dai fascisti di “Ordine Nero” uccide 8 compagni (6 del PCI e 2 di Avanguardia Operaia).

4 agosto – S. Benedetto Val di Sambro (BO)                                                                                        12 morti. Una bomba viene fatta esplodere sul treno “Italicus”, causando la morte di 12 persone. Gli esecutori materiali, legati ad Ordine Nero, verranno assolti anni dopo per “insufficienza di prove”.

8 settembre – Roma
Fabrizio Ceruso
Occupazione di case a San Basilio. Polizia e carabinieri attaccano gli occupanti e sparano numerosi candelotti lacrimogeni ad altezza d’uomo. Un colpo di revolver della polizia uccide Fabrizio Ceruso, di 20 anni.

20 ottobre Lamezia Terme (Catanzaro)                                                                                Adelchi Argada.                                                                                                                       Militante del Fronte Popolare Comunista Rivoluzionario della Calabria, è ucciso dai neofascisti di Avanguardia nazionale.

20 novembre – Savona                                                                                                                Dallari Fanny                                                                                                                                     Una bomba neofascista ad alto potenziale esplode in via Giacchero cagionando il ferimento di 14 persone. Una di queste morirà il giorno seguente.

11 dicembre – Roma
Zunno Minotti
La polizia carica un corteo di invalidi di guerra e uccide Zunno Minotti di 63 anni, altri 14 invalidi devono essere ricoverati per le ferite riportate. Su uno dei cartelli dei manifestanti c’era scritto: «Signori del governo, scusate se non siamo ancora morti».

[continua]