Che razza di smidollati! Per poche decine di migliaia di morti ve la siete fatta sotto. Puah! Invece di affrontare da uomini le avversità, combattendo a viso aperto, sfidando il malefico virus andando ogni giorno a fare il vostro dovere, a scuola, in ufficio, in fabbrica (soprattutto in fabbrica, e principalmente nella mia) vi siete rinchiusi come tanti conigli spaventati, chiamando la mamma. Pecore tremebonde, ecco quello che siete. Io mi sto dannando come un pazzo per tenere alto il morale (e gli indici di borsa), cercando di mantenere i contatti con i clienti, di rassicurarli, di non perdere commesse, e voi? Vi immagino, seduti sul divano davanti alla TV, o al computer, o al cellulare, rimpinzandovi di schifezze, accumulando chili su chili, ubriacandovi di vino scadente o birra a buon mercato. Ma non ci pensate alle vostre famiglie (e alla mia)? Non ve ne frega un cazzo dell’economia nazionale? Con tutto quello che ho speso (io e i miei colleghi) in questi decenni per farvi capire che senza di me (di noi) siete perduti? Fin dai tempi di Menenio Agrippa ve l’abbiamo spiegato. Ma niente. Vogliono la sicurezza, loro! Le mascherine, la sanificazione, i tamponi, i posti in ospedale, il vaccino. E poi? Pure la villa al mare? Ohè, non siamo mica nel paese di cuccagna, cari i miei piagnucoloni. I soldi non ci sono, lo volete capire? DO-VE-TE LA-VO-RA-RE, capito? Se avete paura di prendere il bus o la metro per andare in fabbrica andateci in auto, in motorino, in bici, a piedi, ma muovete il culo, manica di lazzaroni! Io qui a sudare sette camicie (anche perché in questo atollo fa un caldo bestia) per mandare avanti la baracca, e loro nisba. Parlano col sindacato, i signorini. Che poi non vi staranno manco a sentire, ci ho già parlato io e sono d’accordo con me. Perché comunque un po’ di buon senso, a forza di insistere, quelli l’hanno imparato. Infatti sono d’accordo con me per farmi avere qualche iniezione. Di liquidità, voglio dire. Ma che ve lo dico a fare, tanto non capireste, ignoranti come siete. Va beh, mi sono sfogato abbastanza. Vi saluto, sperando di vedervi tornare a piegare la schiena in fabbrica. Comunque ci sarò anch’io, probabilmente a settembre, se tutto va bene.

Il vostro datore di lavoro, Emanuele Filiberto Serbelloni Mazzanti Viendalmare

Victoria, Seychelles, 28 aprile 2020.