Nelle stesse ore in cui il governo, le regioni, le cosiddette “parti sociali” si apprestano a riaprire fabbriche e luoghi di lavoro senza garanzie sanitarie, alcune piccole iniziative per il 25 Aprile che si svolgevano rispettando le distanzie di sicurezza sono state caricate violentemente e disperse dalle forze del dis-ordine (senza rispettare le distanze). Un fiore su una lapide viene ritenuto più pericoloso della riapertura dei settori produttivi. Riteniamo tutto questo inaccettabile e vergognoso, ed esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le compagne e i compagni coinvolti.

25 aprile ragazzi fermati (con la forza) dalla polizia, attimi di tensione.

Un ragazzo buttato a terra per essere bloccato. Una ragazza colpita con una gomitata al volto nella concitazione. Un anziano fermato da due agenti sull’asfalto e un’altra ragazza spinta via con forza. 

Sono i frame degli attimi di tensione andati in scena sabato mattina tra via Padova e via Democrito, in zona Crescenzago. Stando a quanto finora ricostruito da MilanoToday, l’allarme è scattato verso le 11.50, quando la Questura ha intercettato una decina ragazzi in strada in una sorta di “corteo” improvvisato per rendere onore ai partigiani nella giornata del 25 aprile, le cui celebrazioni pubbliche sono sospese per l’emergenza Coronavirus

I giovani – che stavano apponendo drappi rossi alle lapidi dedicate ai partigiani in quartiere – sono stati bloccati proprio in via Democrito, dove, come testimoniano le immagini, non sono mancati attimi di tensione. Nel video si vedono chiaramente gli agenti fermare con la forza alcuni dei ragazzi e un anziano, che ha addosso una felpa gialla. In un altro momento, uno dei poliziotti spintona con violenza una donna, facendola finire a terra. Un’altra ancora viene invece portata via in manette e caricata in auto. Il tutto mentre uno dei manifestanti urla: “Stiamo andando a portare un fiore a un partigiano, ma cosa state facendo?”. 

Dalla questura milanese con sufficienza hanno fatto sapere che si è trattato di “semplici controlli per i decreti sul Coronavirus” e non risulterebbero persone fermate per poi aggiungere che le persone “già note”, “sono state identificate e disperse”.“

I controlli sul rispetto dei protocolli di sicurezza nelle aziende della provincia di Brescia ammontano a zero. Anzi gli incaricati dell’ATS sono stati messi in ferie, evidentemente per non disturbare i padroni.

Invece di fare controlli sulla sicurezza nelle decine di migliaia di aziende che hanno ripreso il lavoro, le questure e prefetture su accaniscono contro chi porta fiori in modo sicuro alle lapidi dei partigiani uccisi dai nazifascisti. Come sempre i padroni sono sopra le leggi i lavoratori e gli antifascisti sotto il tallone dell’arbitrio.

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