di Beppe Moretti. 

PARTE II° – Brevi notizie ed un punto sulla situazione 

Come abbiamo scritto su questo blog il 1° Aprile scorso “ NelCoronavirus la crisi di Bolsonaro? ” il susseguirsi degli eventi e l’evoluzione della situazione politico-istituzionale sembrano procedere nel Paese latino-americano ad una velocità almeno pari, o con dinamicità anche maggiore, del diffondersi della pandemia.

Con 133 nuovi decessi ufficiali nelle ultime 24 ore e 2.210 nuovi casi confermati per Covid-19, il Ministero della Salute ha aggiornato (ieri 8/4 ndr) il bollettino a 800 decessi complessivi dall’inizio della rilevazione e 15.927 contagi, con indice di letalità del 5%. Le aree maggiormente colpite: São Paulo con 428 decessi e Rio de Janeiro 106. Si tratta di dati ufficiali e quindi è presumibile che i casi reali siano di gran lunga maggiore viste le condizioni di vita e sanitarie nelle immense periferie urbane e con trend in crescita nella diffusione della pandemia. 

L’attesa decisione del PGR Procuratore Generale della Repubblica, Augusto Aras, uomo di Bolsonaro e dallo stesso nominato all’incarico, di cui riferivamo nell’articolo, circa il “via libera” a procedere contro il Presidente per il suo “allontanamento” è stata cassata come nella migliore tradizione diquell’ufficio popolarmente noto ai brasiliani come “insabbiatore generale della repubblica” dei casi scottanti riguardanti il potere.

Nonostante questo il primo mandatario del Paese non alleggerisce il suo isolamento, sia interno che internazionale, anzi per certi versi lo aggrava. Nel perseguire la sua genocida necropoliticacontro il distanziamento sociale e nel suo persistente negazionismo della pericolosità del virus al fine di favorire i grandi gruppi economici, Bolsonaro, ha operato il tentativo di sbarazzarsi del suo Ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, colpevole a suo dire d’essere troppo aderente alle raccomandazioni dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e quindi responsabile di “bloccare il paese” redigendo così unilateralmente le dimissioni del ministro stesso nel disperato tentativo, condotto di concerto ai leader evangelici ormai suoi unici e potenti alleati, di tenere dritta la barra dell’azione di governo nel nome dell’unico Dio a loro conosciuto: la trascendenza dell’economia del profitto. 

Contrariamente al suo capo, il ministro Mandetta è sostenitoredelle misure minime suggerite dalla scienza e dalle buone pratichesanitarie, da lì, quindi, il tentativo d’esautorare il ministro (non certo un illuminato pensatore essendo lo stesso contro l’aborto legale e contro la sanità pubblica a favore dei piani assicurativi privati ed ogni misura ultraliberista nel settore). Questo ha messo ancor più all’angolo Bolsonaro, producendo una rottura con variministri, molti dei quali generali vicini all’esercito. Perfino il potere giudiziario torna a fronteggia Bolsonaro sospendendo i messaggi promozionali e pubblicitari promossi dallo stesso daltitolo “il Brasile non può fermarsi” incluso un decreto del Presidente che imponeva limitazioni all’accesso all’informazione.

Di più, anche i canali social Facebook e Twitter hanno più volte censurano il genocida Presidente nei suoi messaggi ritenuti lesivi alla sicurezza delle persone. Sul piano esterno i continui attacchi di stampo razzista alla Cina definita come responsabile mondiale della pandemia e del “virus cinese” prodotti dal cosiddetto “gabinetto dell’odio” gestito direttamente dalla famiglia Bolsonaro e dai suoi figli, hanno isolato ancor più il Paese a livello internazionale anche con i suoi principali acquirenti di commodities e materie prime. 

La surreale situazione di un Presidente più reazionario, irresponsabile, sconsiderato e lesivo alla salute della popolazione e oltranzista anche dei militari stessi di cui l’Esecutivo di Governo  è imbottito (incluso il vice-presidente Mourão ex generale dell’esercito) ha indotto l’establischment a ridurre il potere di fuoco dell’ingombrante figura presidenziale ormai ritenuta pericolosa anche da parte dell’elité nazionale mettendolo sotto tutela nelle decisioni all’ex Comandante dell’esercito WalterSouza Braga Neto, super-ministro della Casa Civile (una sorta di super-ministro coordinatore dell’azione di Governo, non esistendo il Brasile il cd primo ministro). 

Nel marasma più completo, le politiche di contenimento della crisi sanitaria sono condotte interamente dagli Stati e Municipi ed anche i governatori degli Stati di São Paulo (João Doria, lobbista e neoliberista di destra aderente a PSDB) e Rio (Wilson Witzel del partito di ultradestra PSC dal quale Bolsonaro stesso e recentemente fuoriuscito per divergenze) ovvero i più colpiti dal Coronavirus, hanno preso le distanze dal neurotico presidente. Tutto dire!

Quello che trapela è che in molti, nella destra al potere, non vogliano assumere in prima persona la conduzione del governo del Paese in una situazione così difficile dando la “spallata” a Bolsonaro, che comunque si mantiene arroccato nel palazzo sul Planalto Central. Bolsovirus è isolato… ma il Coronavirus avanza!