Un dittatore in Ungheria. Golpe all’Orszaghaz, Parlamento di Budapest, con pieni poteri a Viktor Orban. La legge che consente al primo ministro ungherese di adottare misure straordinarie, approvata oggi con 137 voti favorevoli e 53 contrari, è passata grazie ai due terzi della maggioranza di Fidesz, partito sovranista del premier. (Ha ottenuto il 44% alle elezioni, ma grazie al sistema maggioritario ha i 2/3 dei seggi) Il mandato che assicura ad Orban pieni poteri e all’infinito ha l’alibi del contenimento del voronavirus, ma per l‘opposizione di Budapest ed organizzazioni umanitarie europee è il momento che attendeva il presidente ungherese per esautorare il Parlamento, istituzioni democratiche e dominare la Nazione all’infinito. Spenti i parlamentari, sospeso Parlamento e magistratura. Il Viktatore si è assicurato il diritto di essere l’unico a decidere quando lo stato di emergenza sarà terminato. Al Consiglio d’Europa e Commissione europea allarmati la risposta che ha fornito è stata il solito ritornello invecchiato: agirà solo per difendere dal virus il popolo ungherese. 

È una legge che assorbirà l’ultimo spazio essenziale di libertà per far sopravvivere chi critica le sue azioni, “che creerà un indefinito e incontrollato stato d’emergenza e darà ad Orban carta bianca per limitare i diritti umani” ha tuonato David Vig, direttore di Amnesty International Ungheria.

Il leader di Budapest, che ha dichiarato con uno dei suoi ultimi diktat il coprifuoco in Ungheria, si è assicurato la vittoria alle ultime elezioni diffondendo fake news su migranti ed Unione Europea, ma ora, con il nuovo decreto, impone una pena di otto anni di galera a chi diffonde notizie false o allarmanti sul coronavirus; le uniche informazioni ufficiali saranno quelle fornite dal suo Ministero della Salute. Per l’International Press Institute verranno in realtà perseguitati solo gli ultimi reporter indipendenti, “sarà un ulteriore passo verso la fine della libertà di stampa”. Inoltre sarà efficace per mettere a tacere le critiche anche sui social.

Anche Hitler andò al potere grazie alle elezioni, col 43,9% dei voti, e ai voti parlamentari. Quasi la stessa percentuale del partito ufficialmente democristiano di Orban.

Salvini dopo aver tuonato con la Meloni contro la poca convocazione del parlamento invia auguri di buon lavoro all‘amico Orban.

Ma la sua faccia ormai sappiamo come è….