Buone notizie per chi viaggia. Bresciani a parte… Per la prima volta dopo anni, infatti, i pedaggi lungo la maggioranza delle autostrade italiane sono rimaste invariati, ma le (poche) eccezioni riguardano tutte arterie piuttosto utilizzate dai bresciani.

Uno dei rincari maggiori è stato quello di Brebemi, cresciuta nel 2020 del 3,79% per cento. Il nuovo aumento riguarda – nuovamente – una delle autostrade più costose d’Italia, che pochi giorni fa aveva annunciato con un comunicato il rinnovo dello sconto parziale del 20% per i telepass, dimenticandosi però di inviare una nota anche sul rincaro del nuovo anno.

Aumenti sono arrivati anche per la Pedemondana, molto utilizzata per i collegamenti Malpensa, che è cresciuta dello 0,8%, mentre le Concessioni autostradali venete CAV sono aumentate del 1,2% e la Brescia-Cremona (Autovia padana, subentrata di Centro Padane) del 4,88%. Un quadro bilanciato solo dal mancato aumento della trafficatissima autostrada A4.

“La sterilizzazione delle tariffe autostradali, annunciata dal Governo, non riguarda una fetta di rete autostradale lombarda”, attacca Dario Balotta, “Brebemi che pratica già tariffe doppie rispetto a quelle medie della rete autostradale  diventa la più cara d’Italia nel 2017 aveva aumentato del 7,88%, nel 2018 del 4,69% e lo scorso anno del 4,19%. Sono tutti aumenti ingiustificati che dimostrano la crisi in cui versano le nuove tratte Brebemi e Pedemontana  con un traffico insignificante per ripagare i debiti contratti mentre l’aumento di Autovie Padane è il regalo di Natale del Governo al nuovo gestore della tratta che recentemente ha rilevato la Centro Padane”.