Le elezioni presidenziali indette e supervisionate dall’esercito sono state un fiasco anche per i dati ufficiali. Le elezioni avevano lo scopo di normalizzare la situazione dopo 10 mesi di manifestazioni che hanno costretto il vecchio presidente Bouteflika al ritiro, come varie personalità politiche e militari coinvolte in scandali e traffici.

I dati ufficiali danno 39,9% di votanti, 0,2 in Cabilia e il 58,15 dei voti validi a Abdelmadjid Tebboune candidato preferito dal capo di stato maggiore dell’esercito Ahmed Gaïd Salah.

I dati sono ampiamente contestati da esponenti dell’Hirak (il movimento rivoluzionario in atto, che chiede l’allontanamento di tutti i dirigenti politici e militari dello stato), che parlano di non più del 10% reale di votanti. I brogli sono stati documentati in molti casi con filmati, e tutte le istituzioni internazionali hanno tenuto a precisare che non vi erano osservatori imparziali. Due curiosità sopra il 50% di votanti solo nei piccoli centri e nelle province del sud. Dove il controllo popolare è stato forte il voto è crollato ben sotto il 10% col caso limite delle province Berbere, quasi sette milioni di abitanti con lo 0,2% di votanti.

Ieri è stata una giornata elettorale di manifestazioni e scontri.

In tutta la Cabilia i centri elettorali sono stati oggetto di assedi imponenti che in molti casi sono sfociati nelle distruzione delle urne o addirittura dei seggi. Qui la polizia fin dalla mattina si è ritirata dai centri urbani dopo gli scontri subiti durante i 4 giorni di sciopero generale totale che hanno preceduto il voto.

Ad Algeri nonostante fossero proibite tutte le manifestazioni una folla incalcolabile si è concentrata in vari punti del centro circondando L’ imponente schieramento di polizia, che dopo alcuni tentativi di sciogliere gli assembramenti sempre più giganteschi, ha ceduto lasciando il centro in mano ai manifestanti.

Violente cariche invece ad Orano e Costantina, come in altri centri minori dove le manifestazioni pur di migliaia di persone non hanno assunto le dimensioni incontrollabili di Algeri o della Cabilia.