Oggi pomeriggio, nonostante il clima glaciale e l’orario (che escludeva la gran parte dei lavoratori) si è svolto un presidio di protesta davanti alla sede dell’Aler in viale Europa. Circa un centinaio di persone, in gran parte inquilini delle case Aler (tra cui molti immigrati) ha dato vita ad un combattivo flash mob. L’obiettivo? Le dimissioni immediate del famigerato Della Torre, il presidente dell’Aler, resosi famoso non solo per i pellegrinaggi a Predappio alla tomba di Mussolini e le frequentazioni neonaziste, ma anche, negli ultimi giorni, per gli insulti volgari, tipici di un frequentatore da trivio, alle Sardine, invitate letteralmente ad essere infilate nell’ano (delle Sardine stesse, si deduce). Il raffinato intellettuale Della Torre, comunque, al di là delle boutade plebee e delle frequentazioni da codice penale, si è reso protagonista, da quando è stato nominato dai suoi compari leghisti a dirigere l’Aler di Brescia, di una serie di iniziative a dir poco “ai limiti della legge”, presenziando, con altri leghisti (come se le case Aler fossero proprietà di un partito) a dei veri e propri “picchetti”, immortalati dai media, tesi a gettare benzina sul fuoco delle tipiche liti da condominio. I lettori avranno già intuito: il sig. Della Torre, invece di cercare di far diminuire le inevitabili tensioni dei condomini, la butta in caciara alla maniera leghista, cioè indicando negli immigrati (per definizione brutti, sporchi e cattivi) la causa delle suddette tensioni. La solita manfrina, insomma, tanto cara ai leghisti ed alla piccola borghesia incanaglita che li sostiene, della guerra tra poveri. Invece di prendersela con i veri responsabili del disagio sociale e abitativo (i padroni, lo Stato, le amministrazioni locali) si butta, come l’osso ai cani, il tipico capro espiatorio, l’ebreo di oggi, cioè l’immigrato. Il giochino cinico, purtroppo, sembra funzionare, almeno in parte, permettendo a individui di questa specie di prosperare ed arricchirsi a spese dell’ignoranza di molte persone sprovvedute. Ma questi personaggi non si illudano di poter continuare impunemente nel pericoloso gioco di gettare benzina sul fuoco del razzismo e della guerra tra poveri. Oggi eravamo un centinaio ad urlare “Della Torre dimissioni!”. Nelle prossime settimane saremo di più. Finché non avremo raggiunto il nostro scopo, saremo in piazza, per ridare un po’ di tranquillità alle centinaia di famiglie che già abitano nelle case Aler (case pagate coi soldi dei lavoratori, ricordiamolo) e a quelle che aspettano di potervi accedere.